Sabato 17 e domenica 18 febbraio 2018 avrebbe dovuto svolgersi il terzo raduno invernale astrofili a Saint – Barthelemy, Valle d’Aosta, organizzato dall’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta; il programma era il seguente:

– A partire dal primo pomeriggio: accoglienza dei prenotati e assegnazione dell’area attrezzata dove montare il proprio strumento
– A partire dal crepuscolo e per tutta la notte: osservazioni e riprese del cielo con concorso di astrofotografia digitale CCD e Reflex

Il 15 febbraio però ci contatta il dott. Paolo Calcidese dell’osservatorio, per comunicarci l’annullamento della manifestazione a causa delle elevate probabilità di meteo avverso: accidenti, e noi che avevamo sperato fino all’ultimo in un meteo clemente…quasi tutti  gli astrofili disdicono, tranne un manipolo di pochi coraggiosi: Martino Balbo, Alessandro Merga, Davide Boldrin e la sottoscritta. Noi quattro decidiamo comunque di salire a Saint – Barthelemy, alla peggio se non si può osservare è una scusa per cambiare aria e dedicarsi con profitto alla gastronomia, che non delude mai. Arriviamo sabato pomeriggio all’ostello, che però troviamo chiuso: telefoniamo a Sara, la responsabile, per chiedere chiarimenti: persino lei dava per scontato che avessimo disdetto la prenotazione! Chiarito l’equivoco, una sua collega ci assegna la stanza 404, al secondo piano: scopriamo che siamo i signori assoluti dell’ostello perchè non c’è nessun altro; pensiamo addirittura di dare una festa in grande stile alla sera, ma questa idea viene accantonata. Intanto giunge l’ora di pranzo, e lì troviamo anche l’amico Stefano Cademartori con cui pranziamo e scambiamo due chiacchiere.

Il pomeriggio è dedicato al relax in ostello e a lunghe chiacchierate sui più svariati problemi tecnici relativi all’astrofotografia, mentre alla sera andiamo a cena all’Hotel Cuney dove mangiamo un’ottima pizza speck e brie in compagnia anche degli amici Piero e Patrizia e Ilario.

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A cena all’Hotel Cuney. Fonte: Piero Rosset

Colgo l’occasione per consegnare (finalmente, dopo settimane che li avevo a casa mia!) i premi agli amici astrofotografi vincitori del concorso di astrofotografia indetto dall’Associazione Ligure Astrofili Polaris di Genova, ecco la classifica:

Categoria foto astronomiche

1) Stefano Cademartori (Associazione “Per Amor del Cielo”) – soggetto: NGC 7497
2) Giovanna Ranotto (Osservatorio astronomico di Torino e Osservatorio della Valle d’Aosta) – soggetto:  anello di diamante – eclisse solare 21 agosto 2017
3) Anna Maria e Silvano Fiamma (Associazione “Per Amor del Cielo”) soggetto . transito della ISS davanti alla Luna

Categoria foto istantanee di paesaggio con soggetto astronomico

1) Piero Rosset (Associazione “Per Amor del Cielo”) – soggetto: Sundog (raro fenomeno solare ripreso a Valsavarenche, Val d’Aosta)
2) Renzo Bennati (socio Polaris) -soggetto: Il cielo del Gruppo del Dente del Gigante – Monte Bianco (con M31)
> 3) Luigi Vela (socio Polaris) – soggetto: sole al tramonto spiaggia delle Ghiaie, Portoferraio Isola d’Elba.

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Ecco alcuni dei vincitori del concorso di astrofotografia: da sinistra Stefano Cademartori, Piero Rosset e Giovanna Ranotto. Fonte: Piero Rosset e Patrizia Besenval

Mentre ceniamo, Piero esce per controllare il cielo: incredibile, si vedono ben tre stelle! La speranza di poter osservare qualcosa si riaccende… e viene premiata: verso le 23 il cielo è completamente sgombro! Dopo un’adeguata vestizione con abiti più pesanti, facciamo un salto all’osservatorio, poi ci precipitiamo al campo sportivo, dove nel frattempo Piero e Patrizia hanno sono già all’opera con il Dobson da 30 cm della loro associazione di astrofili, “Per amor del cielo“. E a questo punto inizio a mordermi le mani: certo che potevo portarlo su il telescopio, è la prima volta in 10 anni che salgo a Saint Barthelemy senza telescopio: male, molto male. Pazienza, vuol dire che la prossima volta non mi farò influenzare dalle previsioni meteo. Ad ogni modo mi consolo grazie alle celesti visioni di cui posso godere grazie al Dobson, il bottino è di circa una quarantina di oggetti:

M 42 nebulosa in Orione

M 3 ammasso globulare nei Cani da Caccia

M 67 ammasso aperto nel Cancro

M 81, M 82, M 101, M 108, M 109 galassie nell’Orsa Maggiore

M 106, M 63, M 94, M 51, NGC 5195, NGC 4490, NGC 4449 galassie nei Cani da Caccia (NGC 4490 è nota anche come Cocoon Galaxy, mentre NGC 4449 come Galassia Rettangolo)

M 97 nebulosa planetaria nell’Orsa Maggiore

M 13 ammasso globulare in Ercole

NGC 4559, NGC 4565 galassie nella Chioma di Berenice (la seconda è nota come Needle Galaxy)

NGC 2392 nebulosa planetaria nei Gemelli (Eskimo Nebula)

NGC 4361 nebulosa planetaria nel Corvo

NGC 4038, NGC 4039 galassie nel Corvo (Le Antenne)

M 104 galassia nella Vergine

NGC 188 ammasso aperto nell’Orsa Minore

M 65, M 66, NGC 3628, M 105 galassie nel Leone

NGC 2420 ammasso aperto nei Gemelli

NGC 3115 galassia nel Sestante (Spindle Galaxy)

M 53 ammasso globulare nella Chioma di Berenice

Cor Caroli Alfa CVn

NGC 457 ammasso aperto in Cassiopea

M 45 ammasso aperto nel Toro

Per aver osservato circa due ore dalle 23 all’1, e sfidando la temperatura di -5°C, decisamente niente male! Posso proprio ritenermi soddisfatta. Ad un certo punto però persino noi abbiamo dovuto smontare a causa di un inizio di congelamento delle dita delle mani.

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Astrofili sotto le stelle. Fonte: Alessandro Merga

Felici per essere riusciti lo stesso ad osservare nonostante le previsioni meteo fossero alquanto sfavorevoli, andiamo a dormire.

Il mattino dopo ci alziamo più o meno verso le 8.30; dopo una colazione al bar della piazza, dove ci attardiamo a chiacchierare fino alle 11.30 circa, decidiamo di fare una capatina al Passet, dove troviamo parecchia gente che sta facendo sci di fondo: stiamo per rinunciare a cercare parcheggio, quando inaspettatamente l’autista di un pullman ci fa segno di parcheggiare vicino a lui, visto che l’altro pullman che aspettava non è mai arrivato; forse è finito dentro un buco nero? e poi in 10 minuti a piedi arriviamo al Passet, dove, tanto per cambiare, ci dirigiamo senza alcuna esitazione al bar per praticare ancora una volta la gastronomia, ma come siamo caduti in basso penso tra me e me…

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Il cannone sparaneve del Passet. Fonte: Martino Balbo

Ma il tempo è poco, perchè alle 12.30 Piero e Patrizia ci aspettano al bar della piazza di Lignan per pranzare tutti insieme, abbiamo giusto il tempo di scattare due foto panoramiche. E così nel primo pomeriggio si conclude un weekend che non sarà stato molto astronomico, ma senza dubbio ricco di lunghe chiacchiere e risate assieme a dei cari amici che condividono la passione per la (g)astronomia.

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Di nuovo al bar della piazza! Fonte: Piero Rosset