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Colle dell’Agnello 15 – 22 agosto 2020

Lo scorso anno, su invito dell’amico Emmanuele Sordini, ero stata al Colle dell’Agnello per il campo astronomico organizzato dagli amici del Circolo Astrofili di Milano ormai da più di 20 anni: purtroppo avevo potuto fare soltanto una notte a causa di impegni lavorativi il giorno seguente, e purtroppo quell’unica notte non fu proficua per le osservazioni a causa di una spessa nebbia. Intuendo le potenzialità astronomiche del luogo, mi ripromisi però che l’anno successivo, cioè questo anno, avrei partecipato al campo per tutta la settimana.  Detto fatto: la mia avventura è iniziata sabato 15 agosto con l’arrivo al Colle attorno alle 17.30, e subito, con mio immenso piacere, ho notato le temperature molto più basse rispetto al mio luogo abituale di residenza in questa stagione! Infatti il colle dell’Agnello si trova ad un’altezza di circa 2754 m s. l. m., sopra i comuni di Chianale e Pontechianale in Valle Varaita, in provincia di Cuneo: questo implica che di giorno le temperature sono attorno ai 15 gradi, mentre di notte si attestano su pochi gradi sopra lo zero (una notte c’erano 4°C), per cui fa un bel fresco. Il Colle è rinomato dagli astrofili per via del cielo molto buio, forse uno dei luoghi più bui in Italia: mediamente le misure dell’SQM erano attorno a 21,5 – 21,7 mag/arcsec quadrato. La consueta sistemazione per il campo estivo è il Rifugio Alpino Mario Bottero gestito dalla sezione Alpini di Saluzzo che, dietro versamento di un affitto, ci permette di usarlo come base per le nostre osservazioni. Essendo un rifugio autogestito, occorre fare i turni per cucinare e le pulizie: per fortuna Andrea, organizzatore del campo, ha avuto la saggezza di inserire in ogni turno una persona di indubbie e collaudate capacità culinarie: meno male, perchè le mie abilità culinarie sono scarse o del tutto assenti, e già temevo di far venire mal di pancia a quei poveretti che avrebbero assaggiato i miei piatti… in compenso mi sono offerta di lavare qualche volta i piatti o fare le pulizie o apparecchiare la tavola.

Dopo essermi sistemata ho montato il telescopio sul piazzale davanti al rifugio: avendo portato tutta l’attrezzatura astronomica, ho scelto di usare il Newton 200 f/4 con l’intento di fotografare qualche debole e sfuggente nebulosa: ma ahimè i miei sogni di gloria si sono infranti con la dura realtà, perchè ho avuto tutta una serie di inconvenienti tecnici: e l’autoguida che non funzionava, e l’inquadratura sbagliata, e la tensione della batteria non sufficiente per alimentare la montatura… quando sono riuscita a risolverli era già tardi, più o meno l’1.00 di domenica 16 agosto, per cui ho dovuto accontentarmi del Doppio Ammasso di Perseo… tolti questi inconvenienti, la prima nottata è trascorsa tranquillamente e in ottima compagnia, tra una chiacchiera e l’altra e molte risate.

Ovviamente la mattina dopo nessuno ha messo la sveglia, e mediamente ci alzavamo non prima delle 10 – 10.30; la nostra giornata tipo al Colle è stata più o meno questa:

ore 10 – 10.30 circa sveglia + colazione

ore 10.30 – 13.30 circa allestimento stazioni di ricarica, tempo libero per passeggiate, fotografia, relax, doccia

ore 13.30 – 14.30 circa pranzo

ore 14.40 – 20 pulizie per chi è in turno, di nuovo relax, passeggiate, letture, elaborazione

ore 20 – 21 circa cena

dalle 21 in poi allestimento postazioni osservative, a seguire osservazioni visuali o astrofotografia per tutta la notte

Visto che faceva bello, ho allestito la mia personale postazione di ricarica a energia solare: su un tavolo all’esterno del rifugio, ho appoggiato un pannello solare, a cui ho collegato una batteria auto, l’inverter e infine le batterie da ricaricare; avendo anche un pannello solare più piccolo per lo smartphone, sono stata ben presto rinominata “Miss Pannelli Solari”. Naturalmente erano presenti anche due postazioni di ricarica attaccate ad altrettanti generatori, una dal lato dell’ingresso del rifugio l’altra in fondo fuori dalla cucina. Oltre a noi, spesso passavano dal rifugio turisti che poi proseguivano fino al passo, e mi domando ancora cosa debbano aver pensato di noi vedendo tutta la strumentazione coperta dai teli protettivi e le postazioni di ricarica: che o eravamo alieni o completamente matti o entrambe le cose… ma personalmente prendo la cosa come un complimento, si sa che gli appassionati di astronomia sono un pò pazzerelli!

Ecco cosa vedevano i viandanti che per caso capitavano al rifugio di giorno: saranno armi aliene?

… e qui si ricaricano le armi aliene?

Nel pomeriggio del 16 è arrivato anche l’amico Isaac con tutta la strumentazione, mettendosi tra me ed Emmanuele, verso la ringhiera: chissà come abbiamo fatto a non tirare giù qualche telescopio, perchè il passaggio tra i vari telescopi era molto angusto… verso le 16 il cielo si è coperto e ha anche piovuto, e purtroppo neanche la sera ci è stato possibile fare osservazioni, ma il tempo è passato comunque tra molte risate, e abbiamo iniziato a compilare la lavagnetta delle chicche e delle citazioni celebri che ci passavano che ci passavano per la testa: per esempio, lo sapevate che “Marte mi incasina i Pesci?” (cit. Andrea) e altre amenità simili. Guardando sul retro della lavagnetta, abbiamo scoperto che è un pezzo storico risalente al 1940, chissà cosa ha visto prima dell’inizio dei campi astronomici al Colle…

Domenica 17 è stata una giornata molto tranquilla, almeno per quel che mi riguarda, perchè, dopo una bella doccia, il pranzo, ho fatto un magnifico pisolino di un’oretta abbondante, per cui anche se fosse venuto giù il finimondo non mi sarei accorta di nulla… quando mi sono svegliata, sono uscita e Paola ci ha fatto notare un branco di stambecchi che pascolavano nelle vicinanze, erano circa una decina e abbiamo potuto osservarli col binocolo, mentre altri li fotografavano con super teleobiettivi, che solo a guardarli facevano paura. Abbiamo visto gli stambecchi anche nei giorni seguenti, oltre a qualche marmotta e a un gruppetto di cavalli con un paio di puledri. Purtroppo anche questa sera il meteo era sfavorevole, quindi niente osservazioni. Ma fortunatamente con le osservazioni ci siamo rifatti abbondantemente da lunedì 18 in poi: avendo anche l’astroinseguitore, sono riuscita a fare la zona attorno a Sadr nel Cigno, mentre col Newton riprendevo la Helix Nebula; mentre le riprese andavano, ci siamo dedicati all’osservazione visuale grazie a Isaac che ha messo a disposizione il suo C9 e 1/4, ecco un elenco (parziale, di sicuro ho dimenticato qualcosa) di ciò che abbiamo osservato:

Giove visto il seeing buono siamo riusciti a scorgere la Grande Macchia Rossa

Saturno si vedeva la debole banda equatoriale

Marte, di cui si vedeva una delle calotte polari

M 57 nebulosa planetaria nella Lira

NGC 457 ammasso aperto in Cassiopea

Blinking Nebula nebulosa nel Cigno

M 77 galassia nella Balena

NGC 467  galassia spirale nei Pesci

M 13 ammasso globulare in Ercole

Doppio Ammasso nel Perseo ammassi aperti

M 32 galassia satellite della galassia di Andromeda

Durante i giorni al Colle ne ho approfittato anche per fare alcune passeggiate nei dintorni: il 18 ho sconfinato in Francia fino al rifugio Col Agnel, il 19 sono quasi arrivata fino al Lac de Foreant e il 21 ho visto il Lac de Foreant da vicino: un posto davvero magnifico, ne è valsa proprio la pena nonostante la fatica.

Lac de Foreant

Tornando da questa passeggiata, abbiamo potuto ammirare una gloria spettacolare: si tratta di un raro fenomeno ottico causato dalla rifrazione e riflessione della luce solare da parte della foschia, che è formata da microscopiche goccioline d’acqua; quello che si vede è un apparente ingrandimento dell’ombra proiettata dall’osservatore, quando il Sole è basso, sulla superficie delle nuvole che circondano una montagna su cui l’osservatore si trova. Appare come una sorta di arcobaleno attorno all’ombra dell’osservatore.

La gloria

Bè, devo dire che questo campo astronomico è stato proficuo sotto tutti i punti di vista: in primis la compagnia, ottima, poi il cielo, senza dimenticare l’altrettanto importante g-astronomia. Speriamo di poter ripetere il prossimo anno!

FOTO ASTRONOMICHE

Ecco il bottino astrofotografico del campo, cliccando su ogni immagine verrete reindirizzati alla rispettiva pagina con i dati tecnici.

Doppio Ammasso di Perseo

Helix Nebula – Nebulosa planetaria nell’Acquario

Nebulosa oscura LDN 673 nell’Aquila

Zona attorno a Sadr e Deneb nel Cigno

Sh2-173 Nebulosa ad emissione in Cassiopea

Regione attorno a Rho Ophiuchi

Zona attorno al Doppio Ammasso di Perseo e nebulose Cuore e Anima

FOTO DIURNE E VARIE

Cliccare sull’immagine sottostante per accedere alla galleria

GALLERIE FOTOGRAFICHE DEGLI ALTRI AMICI ASTROFILI PARTECIPANTI AL CAMPO ASTRONOMICO

Qui invece le gallerie fotografiche degli altri amici che hanno partecipato al campo astronomico al Colle:

Paola Battaglia e Filippo Riccio – Foto diurne

Paola Battaglia e Filippo Riccio – Foto astronomiche: IC 1396

Angelo Besani e Marco Moggi

Angelo Besani

IL VIDEO

28° star party di Saint Barthelemy – 27, 28, 29 settembre 2019

Come ormai da 13 anni, anche questo anno non ho potuto mancare di partecipare allo star party di Saint Barthelemy, Valle d’Aosta, che si è tenuto da venerdì 27 a domenica 29 settembre 2019. Approfittando del fatto che avevo il venerdì libero da impegni lavorativi, sono arrivata a Saint Barthelemy appena dopo mezzogiorno; dopo essermi sistemata  in ostello, sono andata a pranzare con Martino, Davide e altri amici astrofili al bar della piazza. Nel pomeriggio ho deciso di montare il telescopio nelle piazzole dietro l’osservatorio; con sgomento però constato che erano già piuttosto affollate! Meno male che avevo prenotato il mio posto mesi fa, alla fine mi sono piazzata in uno spazio in mezzo a tre telescopi, tra cui quelli di Andrea e Massimiliano, un simpatico astrofilo emiliano che giocherà un ruolo fondamentale durante lo star party: infatti, oltre al tavolino per il pc, ne aveva un’altro con sopra ogni sorta di cibo e bevande, che gentilmente ci ha offerto durante tutto lo star party, giorno e notte! Vi consiglio di provare i suoi crostini di pane abbrustolito col formaggio fuso, ne sarete estasiati. Tale era l’organizzazione di Massimiliano che addirittura aveva portato la griglia per il barbecue e forse un piccolo frigo da campo. Di sicuro, per lui, ma non solo, lo star party è stata un’ottima scusa per fare gastronomia in ottima compagnia, lo dico sempre che astronomia e gastronomia sono collegate a filo doppio…

Io ero pronta a montare il fedele Newton 200 / 1000, ma Stefano ha voluto prestarmi il suo Skywatcher Newton 200 / 800, un f/4, quindi un pò più luminoso del mio; in effetti mi aveva proposto questa cosa tempo addietro, ma, stordita come sono, ovviamente l’avevo già scordato; alla fine il telescopio l’ha sistemato lui con l’aiuto di altri astrofili miei amici, io mi sono limitata a sistemare i cavi e altri accessori. Però devo dire che ha i suoi vantaggi essere un’astrofila, perchè tutti sono pronti a darti una mano, essendo l’astrofilia un hobby (purtroppo) prettamente maschile, insomma in questo hobby ancora un pò di cavalleria c’è.

Tra una chiacchiera e l’altra è arrivata velocemente l’ora di cena in ostello, dove ci ha raggiunto anche un’altra nostra amica amica astrofila, Eleonora, e gli amici dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta.

Dopo cena siamo usciti per controllare la situazione meteo, che però non era il massimo: c’erano diverse velature, ma diversi di noi hanno comunque iniziato le osservazioni o fatto partire le sequenze di pose; io ho deciso di tentare a fotografare la galassia M 33 nel Triangolo: era una sorta di sfida perchè avevo provato lo scorso anno ma con scarsissimi risultati, e questa cosa mi era rimasta lì assai. Quindi ho voluto riprovarci. Peccato però che verso mezzanotte il cielo si sia completamente coperto, e i miei sogni di gloria su M 33 siano andati a farsi friggere dopo appena 15 minuti di integrazione. Accidenti… una notte persa… e in effetti è stato così perchè il cielo si è rasserenato soltanto verso le 3.30 di sabato 28 novembre. Seguendo l’ottimo suggerimento di Andrea, ho deciso di riprendere i dark, che tanto mi sarebbero serviti la notte seguente, tanto da una notte all’altra più o meno la temperatura rimane la stessa. Nel frattempo ho deciso di schiacciare un pisolino in ostello, visto che la stanchezza iniziava a farsi sentire.

Sabato 28 settembre mattina io e i miei compagni di stanza ci siamo svegliati attorno alle 9 e con tutta calma e molto assonnati abbiamo fatto colazione in ostello. Siamo poi andati in piazza dove abbiamo scambiato due parole con Giuliano e suo padre, Attilio e Alessandra, Alessandro e altri astrofili ancora. E lì ci hanno raccontato che un curioso di astronomia si è sentito piuttosto male per aver alzato un pò troppo il gomito la sera precedente, e a quanto pare era talmente malmesso che non è neanche riuscito a spegnere i fari della macchina: poverino, decisamente non avrei voluto essere al suo posto. Fortunatamente però si è rimesso in sesto senza troppe conseguenze, ma immagino non abbia avuto bisogno del telescopio per vedere le stelle doppie… Mentre chiacchieravamo, è comparso Lello, un astrofilo appartenente al gruppo astrofili di S. Piero dell’isola d’Elba, con una magnifica maglietta che sembrava una meridiana! Davvero spettacolare, e infatti lui e la maglietta si sono proprio meritati questa foto:

Verso le 10.30 abbiamo iniziato ad attendere la navetta (in realtà una specie di Doblò Fiat con 8 posti più il guidatore) che ci avrebbe portati su fino all’osteria del Passet dove alle 11 ci sarebbe stato l’intervento del dott. Jean Marc Christille a proposito degli importanti di riqualificazione di tutta l’area di Saint Barthelemy: tra questi, il rinnovo del planetario, l’installazione di un nuovo telescopio con uno spettroscopio in osservatorio, e soprattutto la costruzione di un’area attrezzata per astrofili al campo sportivo (attualmente inagibile e ricoperto da grandi mucchi di sabbia), con le colonnine per la corrente elettrica, nello stesso stile delle piazzole dietro l’osservatorio! Durante il viaggio fino al Passet con la navetta, anzichè a serissimi e irreprensibili astrofili, assomigliavamo di più a un gruppo di bambini in gita al paese dei balocchi. Al Passet c’erano i camper di altri astrofili con relativa strumentazione, e tra di loro Paolo e sua moglie Chiara. La nostra attenzione però è stata quasi subito catturata da un notevole setup composto da due rifrattori in parallelo con relative camere guida e camere di ripresa, il tutto su una robusta montatura Skywatcher EQ8:

Nel frattempo è giunta l’ora di pranzo, avevo prenotato per le 13 per 12 persone, ma chissà come mai il numero degli affamati gastrofili è aumentato a 18, ragion per cui il personale dell’osteria del Passet ci ha sistemato in una grande sala al piano di sopra; tra una cosa e l’altra abbiamo finito di pranzare che erano più o meno le 15. Per smaltire tutto ciò che avevamo mangiato, alcuni di noi hanno optato per una bella passeggiata fino alla piazza di Lignan, che ha richiesto poco meno di un’oretta. Nel frattempo ci hanno raggiunto anche Giorgio assieme al suo Dobson Nadirus da 30 cm di apertura e l’inossidabile Franco Bertucci con un gigantesco Dobson da 76 cm di diametro.

Dopo la cena all’Hotel Chalet Saint Barthelemy (ex Cuney) è tutto un fuggi fuggi di astrofili verso le postazioni osservative: il cielo è sereno, e bisogna assolutamente sfruttarlo fino in fondo! Mi precipito alle piazzole dove c’è il Newton 200 f/4 di Stefano ad aspettarmi, e finalmente riesco a lanciare la sequenza di acquisizione su M 33; inizialmente volevo fare le consuete 50 pose da 5 minuti, ma in seguito decido di integrare ancora un’oretta, in modo da avere 60 pose e quindi 5 ore di integrazione su un oggetto piuttosto evanescente. Penso che caspita, magari riesco a vincere il concorso di astrofotografia questo anno, visto che non è presente Lorenzo Comolli e altri astrofotografi esperti; o perlomeno, mi sarei anche accontentata delle briciole dei premi del concorso. Scopro con raccapriccio però che questo anno il concorso astrofotografico non c’è, proprio a causa della mancanza di un luogo idoneo ad ospitare le premiazioni e tanta gente… accidenti, mi è andata male. Pazienza, ritenterò la prossima volta, sarò più fortunata. Lancio anche una sequenza time lapse orientando l’altra macchina fotografica verso l’osservatorio. Tra una chiacchiera e una risata, e visto che ormai non avevo più nulla da fare, ne ho approfittato per curiosare il cielo attraverso gli strumenti dei pochi visualisti presenti nelle piazzole; tra di loro Mauro, che si è autocostruito una specie di pantografo per sostenere il binocolone in suo possesso, un 20×110, e che ci permette di ammirare: Pleiadi ammasso aperto nel Toro, M 42 nebulosa di Orione, Stokes 2 ammasso aperto nel Perseo, M 31 galassia di Andromeda con le due galassie satelliti, Doppio Ammasso di Perseo, M 15 ammasso globulare in Pegaso. Ritroviamo anche Simon l’inglese, che col suo Dobson “Dob” da 40 cm di apertura fa osservare a me, Monica, Piero e Patriza le Pleiadi e M 15. La stanchezza di fa sentire sempre di più, e ad un certo punto vado in osservatorio per schiacciare un pisolino, e rischio di addormentarmi profondamente; fortuna che arriva Gianluca, e devo ringraziare lui se mi sono svegliata appena in tempo per evitare che il tubo del telescopio battesse contro una gamba del treppiede, altrimenti chi lo sentiva Stefano, visto che il tubo è suo? Dopo essermi un pò ripigliata, anche se in realtà dovevo avere l’aspetto di uno zombie assonnato, sono andata in piazza a godermi il Franco Bertucci’s show, e grazie al suo gigantesco Dobson ho potuto osservare la galassia NGC 5907 nel Dragone e la parte con la stella del Velo del Cigno. Giorgio invece ci ha mostrato la Crescent Nebula col filtro OIII e una galassia difficilissima del catalogo IC di cui ora non ricordo il numero, una di quelle galassie letteralmente cavaocchi. Anche Francesco, sempre attraverso un Dobson Nadirus da 30 cm di apertura, ci ha fatto osservare la Crescent e in più le galassie NGC 7331 e quelle del Quintetto di Stephan, davvero molto ma molto deboli. E ho potuto constatare con piacere che tra di noi c’era un'”aspirante bertuccina”: Asia, una ragazza di Genova che sta ancora frequentando il liceo scientifico, che col suo binocolo 15×70 ci ha mostrato l’asterismo della Gruccia! Ricordo che “bertuccine” è un soprannome che ci siamo dati io e Patrizia in onore di Franco Bertucci, nostro maestro e ispiratore nell’osservazione visuale! Sono poi ritornata al mio telescopio per vedere come procedevano le mie pose su M 33: soddisfatta di aver accumulato ben 5 ore di integrazione su questa galassia, e visto che avevo ancora due ore buone di notte astronomica, ho deciso di riprendere anche un altro oggetto: M 42, la nebulosa di Orione! É grande, è luminosa, quindi proprio l’ideale per concludere in bellezza una nottata astrofotografica molto proficua.

Domenica 29 settembre, alle 5.30, l’inizio del crepuscolo mattutino conclude uno star party tra i più belli a cui io abbia partecipato, che ricorderò come uno di quelli più vivaci, affollati e ricchi dal punto di vista umano.

[Cliccare sull’immagine sottostante per accedere alla galleria fotografica dello star party – Fonte immagine: Piero Rosset]

Un esperimento en-passant con CCD e filtri a banda stretta sulla Crescent Nebula

Durante una recente vacanza in Valle d’Aosta mi sono lanciata in un esperimento astrofotografico con camera CCD e filtri in banda stretta (Halfa, OIII, SII): ovviamente non si tratta della mia nuova strumentazione, ma di quella presente all’hotel Les Rochers di Valtournenche. Vi domanderete ma cosa ci fa un telescopio in un hotel? La risposta è semplice: Simon, il gestore dell’albergo, un simpatico signore di origine britannica, è appassionato di astronomia! Dietro l’hotel, in uno spiazzo con il tipico prato all’inglese (è proprio il caso di dirlo) Simon si è autocostruito un piccolo osservatorio, che ospita un bel Newton Skywatcher 250 f/4 in fibra di carbonio; sono inoltre presenti un Dobson goto da 40 cm di apertura e un Orion ED 80 destinato alle osservazioni solari.

Sapendo che con la Luna piena si può tentare qualche astrofoto con i filtri a banda stretta, in sede di prenotazione ho fatto questa richiesta, curiosa come ero di provare una strumentazione diversa dalla mia solita. Con Simon ci siamo accordati per fare un bel pò di riprese sulla Crescent Nebula, che abbiamo portato avanti per ben tre giorni sfidando l’umidità e le velature. E questo è quello che è uscito:

DATI TECNICI

Crescent Nebula NGC 6888 – Resto di supernova nel Cigno

Data: 13 – 14 – 15 agosto 2019
Luogo: Valtournenche (AO) presso Hotel Les Rochers

Telescopio: Skywatcher Newton 250 f/3,9
Montatura: Mesu Optics Mesu 200
Camera di ripresa: ATIK 383L monocromatica + filtri Ha – OIII – SII
Autoguida: Orion 80ED + Moravian G0-0300 + Phd2 Guiding
Esposizioni: Ha 9 x 600 s, OIII 9 x 600 s, SII 9 x 600 s

Elaborazione: Pixinsight, Photoshop (ho seguito questo tutorial https://www.tommasorubechi.it/2018/10/07/combinazione-in-hubble-palette-e-cfht-palette/, in pratica ho prodotto una versione per entrambe le palette di elaborazione e poi le ho messe insieme facendone la media)

Per essere il primo esperimento di elaborazione di un’immagine ripresa attraverso una camera CCD, e viste le condizioni sfavorevoli (umidità, velature, Luna Piena) sono pienamente soddisfatta 🙂