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LE MIE ASTROFOTO

I MIEI VIDEO

Nuovo Orione e Le Stelle – Astronomianews

Star party di Felizzano, 1 giugno 2019

Anche questo anno sono andata allo star party di Felizzano, organizzato da Tecnosky e Astrobioparco di Felizzano; sono arrivata attorno alle 20.15 a causa di impegni lavorativi nel pomeriggio, e quindi mi son persa la presentazione di Paolo Calcidese dell’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta del suo ultimo libro “Moon”, che dovrebbe uscire giusto per le celebrazioni in occasione del 50° anniversario dello sbarco del primo uomo sulla Luna. I miei amici che erano già lì dal pomeriggio mi hanno poi detto che la chiacchierata di Paolo è stata molto interessante. Va bè, pazienza… tanto la cosa più importante c’era: un bel cielo sereno! E quindi ho montato in fretta il telescopio, per essere operativa non appena fosse calato il crepuscolo. Le cose però sono andate ben diversamente da quello che speravo: la montatura del telescopio ha deciso di fare i capricci, per cui non riuscivo a fare la procedura di allineamento a tre stelle! E questo perchè sua eccellenza meccanica puntava più o meno nella direzione desiderata, ma non esattamente dove volevo io. Ma a quanto pare è stato un problema comune a tutti gli astrofili presenti, tra cui i due Gianluca, Davide e Alessandro. Dopo vari accidenti lanciati alla montatura, e altri accidenti ulteriori dovuti al fatto che stavo per volare giù da una sedia che mi serviva per arrivare al cercatore del telescopio (mi mancavano giusto quei 5 cm) finalmente attorno a mezzanotte ho lanciato la mia sequenza di pose sulla parte con la stella del Velo del Cigno. Nel frattempo ho scambiato due chiacchiere con gli amici, tra cui Davide, che era felicissimo di riprendere a far foto dopo più di un anno! E mi sono consolata del tempo perduto compiendo qualche osservazione visuale col rifrattore apocromatico 175 /1400 dell’osservatorio assieme agli amici genovesi Alessandra e Attilio:

M 27 nebulosa planetaria nella Volpetta

M 13 ammasso globulare in Ercole

M 11 ammasso aperto nello Scudo

Epsilon Lyrae stella “doppia – doppia” perchè ognuna delle due componenti visibili a bassi ingrandimenti sono a loro volta stelle doppie se osservate ad alti ingrandimenti

M 71 ammasso globulare nella Freccia

Giove e i suoi quattro satelliti medicei; notevoli le bande equatoriali e le caratteristiche striature, e si vedeva anche la Grande Macchia Rossa!

E per non farci mancare nulla, abbiamo osservato anche un magnifico Saturno attraverso un rifrattore apocromatico Tecnosky 150 su montatura Celestron CGEM.

Mentre il mio telescopio raccoglieva i fotoni dal Velo, ne ho approfittato per riprendere due sequenze di immagini destinate ad altrettanti time lapse e star trail, puntando la macchina fotografica prima verso sud poi verso la stella Polare.

E nonostante le tribolazioni iniziali, alla fine la nottata è stata proficua!

[Cliccare sulla foto per accedere all’album]

Ed ecco quello che ho combinato: (la strumentazione usata e l’elaborazione sono indicate poco più in basso, subito prima del video)

star trail guardando verso la stella Polare: 229 esposizioni da 30 s 800 ISO

star trail animato guardando verso sud: 201 esposizioni da 30 s 800 ISO

Ed ecco il video ottenuto montando le stesse foto delle riprese sopra!

Canon EOS 1300D + Samyang 8 mm fish – eye + treppiede RPOptix T1

Time lapse e star trail animato guardando verso la stella Polare: 229 esposizioni da 30 s 800 ISO

Time lapse e star trail animato guardando verso sud: 201 esposizioni da 30 s 800 ISO

Elaborazione: Darktable, FFMpeg, GIMP, Starstax, Openshot

Musica: Inspiration – Akashic Records

Gita all’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte, 9 marzo 2019

Sabato 9 marzo, approfittando di un weekend completamente libero da impegni lavorativi, ho deciso di visitare l’Osservatorio Astronomico e Planetario di Ca’ del Monte, situato nell’Olprepò Pavese, in località Ca’ del Monte, Cecima, in provincia di Pavia. Ero già stata una volta qualche anno fa, ma ieri ho deciso che era il momento giusto per ritornarci, anche perchè lì ci lavora Matteo, un mio caro amico. Sono arrivata in zona alle 16.30, e visto che era una bellissima giornata ne ho approfittato per fare una lunga passeggiata in mezzo ai boschi tipici di questa zona, spingendomi fino a Guardamonte, dove c’è un centro didattico naturalistico. Lì vicino c’è anche una parete di roccia per chi fa arrampicata, e dalla cima ho potuto godere di un bellissimo panorama: [cliccare sulla foto per accedere all’album]

Al tramonto del Sole, ho scattato un bel pò di fotografie del tramonto e della Luna, ieri sera una sottile falcetta crescente: essendoci un fortissimo vento, del tipo che quasi si volava via, ho dovuto faticare non poco per evitare foto mosse. Da brava astrofila non ho potuto resistere alla tentazione di scattare qualche foto del tramonto, ma volevo inquadrare anche la Luna: pensa che ti pensa, per ottenere questa inquadratura ho dovuto arrampicarmi sulla riva appena dietro l’osservatorio: lì, in equilibrio piuttosto precario, sono riuscita nel mio intento. Ed ecco quello che sono riuscita a fare.

Canon EOS 1300D, esposizione 1/40 s, 100 ISO, focale 18 mm, f/4,5. Notare la Luna sopra la pianta.

La sera ho cenato presso l’ottimo Agriturismo di Ca’ del Monte e in tale occasione ho chiacchierato con una coppia di milanesi neofiti dell’astronomia, che mi avevano scambiato per una persona dello staff dell’osservatorio! Specificato che no, non facevo parte del personale dell’osservatorio, mi hanno poi chiesto tantissime cose di astronomia. Dopo cena sono andata all’osservatorio, che è a 5 minuti a piedi dall’agriturismo; l’attività iniziava per le 21, ma io alle 20.30 ero già davanti ai cancelli dell’osservatorio. Sbirciando nell’oscurità, mi sono subito balzate agli occhi le sagome inconfondibili di due grandi telescopi: sicuramente due bei Dobson!!! Nello specifico si trattava di due Dobson da 35 cm di apertura della Orion, uno dei quali soprannominato “Nerone” per il suo colore. Già mi pregustavo l’osservazione del cielo che sarebbe avvenuta più tardi… certo, ormai sono un’astrofotografa, ma non sono insensibile al fascino dell’osservazione visuale attraverso un grande Dobson… dopo una breve chiacchierata sulle ultime novità dell’esplorazione spaziale tenuta dalla simpatica Cristiana, collega di Matteo, dentro il planetario, siamo passati all’osservazione attraverso i telescopi: ci siamo divisi in due gruppi, uno per telescopio, ed ecco il bottino celeste finito nel telescopio:

M 42 Grande Nebulosa di Orione: una autentica meraviglia! Ben visibili diversi dettagli della nebulosa, e anche le quattro stelle del Trapezio facevano bella mostra di sè. Alcuni astrofili visualisti sostengono di scorgere delle sfumature di colore arancione – rosa dentro M 42, ma io non ci sono mai riuscita, per me la nebulosa di Orione è grigio – verdastra.

M 51 e NGC 5195 galassie nei Cani da Caccia. Si vedeva bene, in visione distolta, la struttura a spirale e alcune bande scure dentro i bracci di M 51.

M 3 ammasso globulare nei Cani da Caccia

M 82 galassia nell’Orsa Maggiore, vista di taglio; una banda scura la attraversava più o meno a metà.

Peccato solo il forte vento che creava turbolenza e faceva oscillare leggermente il telescopio, il suo effetto positivo però è stato quello di ripulire quasi completamente il cielo da foschie e velature.

Dopo, mentre le altre persone seguivano la parte delle costellazioni con Matteo, io e Cristiana, essendo astrofile esperte, ci siamo dedicate a esperimenti di osservazione estrema, sempre attraverso il Dobson da 35 cm:

M 42 attraverso un filtro OIII il colore abituale della nebulosa era sostituito da una sfumatura più tendente al verde, ma la cosa più divertente in assoluto è stata vedere le stelle del Trapezio con un colore decisamente virato verso un bel verde smeraldo! Davvero insolito.

NGC 4038 e NGC 4039 galassie Antenne nel Corvo. Si tratta di due galassie interagenti a 45 milioni di anni luce dalla Terra, a causa di questa gigantesca distanza non mostrano dettagli al telescopio, ma si vedono come due macchie di luce un pò più chiare del fondo cielo.

NGC 2359 nebulosa Elmo di Thor nel Cane Maggiore attraverso il filtro OIII: ben visibile con la visione distolta come una macchia di colore turchese scuro, tendente al blu. Si vedevano bene le due corna dell’elmo. Qui una mia fotografia di questa nebulosa.

A ricordo di questa bellissima serata ecco una foto mia e di Nerone: datemi un telescopio (possibilmente un Dobson di grande diametro) e mi farete felice!

XXVII star party di Saint Barthelemy, 7 – 8 – 9 settembre 2018

[Cliccare qui per vedere le foto dell’expo a Volandia]

[Cliccare qui per vedere le foto dello star party di Saint Barthelemy]

Anche questo anno ho partecipato allo star party di Saint Barthelemy, giunto questo anno alla sua ventisettesima edizione: ovvero il mio dodicesimo star party valdostano! In effetti l’inizio della mia frequentazione di Saint Barthelemy risale all’ormai lontano 2007…

L’edizione appena conclusa ha visto una importante novità: l’assenza dell’Astronomy & Technology Expo, la fiera della strumentazione astronomica arrivata questo anno alla sua quinta edizione: la ragione risiede nella volontà del dott. Paolo Calcidese dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta di trasferire la fiera a Volandia, un bellissimo museo del volo a Somma Lombardo, in provincia di Varese, per allargare il bacino di utenza dei possibili curiosi e appassionati. Per questa ragione il weekend 1 – 2 settembre 2018 ero a Volandia per dare una mano per lo stand di Gateway to the Sky, un progetto di astrofotografia digitale portato avanti dal dott. Calcidese e da altri bravissimi astrofotografi. E in tale occasione ho scoperto di avere la stoffa della venditrice, mi sono proprio divertita a vendere libri e gadget del progetto! Molti hanno fatto acquisti, ma altrettanti mi chiedevano informazioni, sfogliavano libri e foto per tre ore, riempivano di ditate tutto quanto ma poi non compravano nulla. Antipatici. Le ditte presenti a Volandia erano SkyPoint, Tecnosky, Teleskop Service Italia, Reginato, Artesky, Auriga; assenti Geoptik, che poi ha rimediato durante lo star party, e 10 Micron, impegnata in una fiera in Germania.

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In veste di venditrice a Volandia. Fonte: Carlo Rocchi

Arrivata a Saint Barthelemy venerdì 7 settembre pomeriggio, saluto Piero e Patrizia del locale gruppo astrofili Per amor del cielo: “Ecco le chiavi del tuo ufficio!” mi dicono, e io li guardo con aria interrogativa: ma quale ufficio? Ma di cosa diavolo stanno parlando?” Poi loro e Calcidese mi aiutano a ricordare: ma certo, il mio “ufficio” è in realtà lo stand di Gateway to the Sky! Anche qui vendo qualcosina, ma l’andamento degli affari è piuttosto deludente, perchè venerdì pomeriggio non c’è ancora molta gente.

Dopo un pò vado a farmi un giretto nel campo sportivo, dove nel frattempo incontro Giosuè, un astrofilo amico di Lorenzo Comolli, che mi invita a dare un’occhiata al loro camper. Ma cosa avrà di tanto speciale un camper? Ogni camper è uguale ad un altro, tutti i camper sono bianchi o al massimo beige… tranne uno! E allora capisco il criptico invito di Giosue: l’unico camper diverso dagli altri ha diverse fotografie di oggetti astronomici sulle fiancate, davanti e dietro! Sulle due fiancate fanno bella mostra di sè due pezzi del Velo del Cigno, NGC 6960 e NGC 6992, che sono due resti di supernova, davanti la Helix Nebula e dietro la nebulosa Tarantola, che spettacolo! No dai, non posso crederci, ma è meraviglioso questo camper! Estasiata faccio almeno due volte il giro del camper per godere di tali meraviglie, e non resisto alla tentazione di scattare due fotografie. Poco dopo incontro altri due amici, Luigi ed Emmanuele, con i quali inevitabilmente ci mettiamo a chiacchierare. E dopo ancora incontro il Comolli con sua moglie Antonia e loro figlio Leonardo, un bellissimo bimbo nato pochi mesi fa. A questo punto Lorenzo mi offre un confetto. Oh no, ma quanti confetti del matrimonio hanno ancora? Immediatamente vengo assalita dal panico, e inizio a sudare freddo, memore dell’esperienza dello scorso anno. Stavolta però sono i confetti azzurri del battesimo del bimbo; ne prendo uno e ringrazio, ma la mia preoccupazione aumenta quando mi dicono che non va bene mangiarne solo uno perchè porta sfortuna, e devo mangiarne un numero dispari: aiuto, quanti confetti dovrò mangiare a questo giro? Fortunatamente Lorenzo mi permette di mangiare tre soli confetti.

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Il camper astronomico di Giosuè & co.

Mi dirigo poi verso il capannone del campo sportivo, sto pensando se iscrivermi o meno al concorso di astrofotografia digitale, non sono sicura di volerlo fare. Paolo Calcidese elimina alla radice la mia esitazione: prende un foglio per le iscrizioni, e d’ufficio mi iscrive al concorso, categoria profondo cielo! Bel guaio, Calcidese mi ha fregato, e adesso sono costretta a farla questa foto. Il piccolo problema è che non ho la più pallida idea di cosa fotografare… chiedo consiglio a Giuliano e Davide, che mi suggeriscono la nebulosa M 16 nell’Aquila: se mi spiccio, due ore di posa in prima serata possono bastare… va bè, proviamoci. Tentar non nuoce. Esco fuori, e dò un’occhiata agli strumenti esposti: la mia attenzione è catturata dal rifrattore Tecnosky Apo 130/900 Lanthanum sulla Crux 170, col filtro solare Daystar Quark con cui osservo una magnifica protuberanza solare. Il tempo passa velocemente, ormai il Sole sta per tramontare e l’aria diventa più fresca: è il segnale che l’ora di cena si avvicina, per cui vado verso l’ostello della gioventù che ci ospita. Impiego circa 50 minuti per arrivarci, perchè lungo la strada incontro altri amici con cui scambiare due chiacchiere, tra cui Andrea. Ci tengo a precisare che normalmente si impiegano 10 minuti…

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Rifrattore Tecnosky Apo 130/900 Lanthanum su Crux 170 + filtro solare Daystar Quark. Fonte: Giuliano Monti

 

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G-astronomia!

Dopo cena ritorno al campo sportivo, e finisco di montare il telescopio: impiego più tempo del previsto perchè è già buio, ma alla fine riesco nel mio intento; devo però fare la messa a fuoco, e questo mi fa perdere parecchio tempo, accidenti! Tra una cosa e l’altra inizio le pose su M 16 che sono quasi le 23, ed è ormai già molto bassa… a malapena riesco a fare un’ora di integrazione su questo oggetto, anche perchè qualche astrofilo birichino si avvicina troppo al tubo inondandolo di luce rossa… gli è andata bene che a questo giro ho dimenticato la spada laser a casa. Pazienza, vorrà dire che M 16 sarà destinata ad uso personale, mentre per il concorso dovrò inventarmi qualcos’altro. Dopo un altro giro di consultazioni con gli amici, ripiego sulla Bubble Nebula, NGC 7635, una nebulosa diffusa nella costellazione di Cassiopea quasi al confine con Cefeo. Lancio una sequenza di pose da 5 minuti, e mi allontano dal mio telescopio per dedicarmi con profitto all’osservazione visuale, che ci tengo a precisare non ho abbandonato: approfitto nientedimeno che del Dobson da 1 m di diametro di Fabio Marioni! Rispetto allo scorso anno, Fabio ha apportato delle migliorie, che ci permettono di godere di una magnifica visione di M 57, la nebulosa planetaria della Lira, e di NGC 6960, la parte con la stella del Velo del Cigno, un resto di Supernova! Sembra quasi di trovarsi al suo interno, talmente l’immagine è definita! Alzo lo sguardo, le velature del pomeriggio sono scomparse, e adesso il cielo è assolutamente sereno. Dopo un pò ritorno al campo sportivo per vedere l’andamento delle pose: tutto fila liscio, tranne che il tubo del Newton sta per toccare una delle gambe del treppiede. Rimango a monitorare la situazione, spero di poter fare ancora una mezzoretta… e nel frattempo escogito, assieme a Davide, uno scherzetto da fare ad Eleonora, una mia amica appassionata di astronomia: e cioè quello di farle chiedere a Franco Bertucci, appassionato visualista, di mostrarle Marte attraverso il Dobson da 76 cm di apertura! È noto quanto Franco Bertucci sia amante dell’osservazione planetaria: lui infatti considera i pianeti alla stregua di immondizia… se leggete i resoconti delle scorse edizioni dello star party di Saint Barthelemy ve ne renderete conto. Nel mentre, il mio telescopio ha raggiunto il limite: fermo le pose, e decido di tentare qualche scatto della cometa 21P/ Giacobini – Zinner: è una cometa periodica con un periodo orbitale di 6,5 anni, e un semiasse maggiore di 3,5 UA. Mi trovo però di fronte ad un problema: parlando con Emmanuele, scopro di aver preso le effemeridi sbagliate, per cui i primi scatti sono una schifezza perchè mossi; faccio qualche tentativo, dopo aver corretto i valori, che però non mi soddisfa granchè. Del resto, sono ancora agli inizi della mia esperienza astrofotografica, e il cammino sarà ancora molto lungo e pieno di errori prima di riuscire a combinare qualcosa di buono…

Sono le 4 passate, e devo riprendere le immagini di calibrazione; mentre il telescopio va vago per il campo sportivo e ogni tanto scambio due chiacchiere con altri appassionati. Il mitico bar delle salamelle è chiuso tre ore prima, che delusione, per cui non posso neanche prendermi un the caldo. Tra una cosa e l’altra si fanno le 6, e alla fine mi decido ad andare a riposare un pò. Per poi rialzarmi verso le 9.30.

La mattina del sabato, come al solito, trascorre velocemente tra chiacchiere e risate; il campo sportivo si riempie di astrofili e curiosi, accorsi per ascoltare il concerto della banda musicale La Lyretta di Nus. Provo anche a seguire le conferenze, ma non posso fermarmi troppo perchè ora bisogna mettere mano alla mia fotografia della Bubble! In realtà non la elaboro io, ma lascio volentieri l’arduo compito ad Andrea Pistocchini e Stefano Cademartori, che guarda caso sono proprio due dei bravissimi astrofotografi del progetto Gateway to the Sky e che ringrazio ancora molto per l’aiuto che mi hanno dato. In breve attorno a loro si forma un capannello di apprendisti astrofotografi e curiosi, e come per magia la Bubble Nebula prende forma [cliccare sulla foto per la versione ingrandita e per leggere i dati tecnici]:

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NGC 7635 Bubble Nebula. Questa immagine è frutto di un lavoro di squadra: mentre l’autrice del blog ha fatto le riprese, l’elaborazione è a cura di Andrea Pistocchini e Stefano Cademartori: grazie per l’aiuto!

A pranzo ci concediamo un panino alla salamella con cipolle e pomodoro e un gelato al bar allestito al campo sportivo, poi seguiamo le conferenze nel tendone seminari; nel frattempo arrivano anche Franco Bertucci e i suoi amici Carlo e Stefano assieme al Dobson da 76 cm di apertura, che montano vicino al tendone seminari: che bello, si prospetta una nottata di goduria astronomica attraverso il Dobson!

Ormai è tardi, e anche oggi il Sole tramonta sul campo sportivo: questa sera è molto più fresca della precedente, ma ahimè porta anche parecchia umidità. Nonostante il parere contrario di Davide decido lo stesso di provare a riprendere la galassia M 33 nel Triangolo: la galassia è appena sorta e ho tutta la notte per riprenderla! Ma anche stavolta la legge di Murphy colpisce implacabile: a causa di uno sbaglio nelle impostazioni del software di acquisizione delle immagini, in due ore riesco a fare solo una ventina di minuti di posa. E in più sta salendo una foschia che per per un’oretta ci impedirà di combinare alcunchè. Prima che il cielo si copra del tutto, riesco però ad osservare il Quintetto di Stephan attraverso il Dobson da 76 cm di Bertucci: la galassia NGC 7331 è la più luminosa, e appena sotto ci sono le altre quattro, estremamente deboli. Sono molto soddisfatta per averle osservate tutte e cinque, tutto sommato ho ancora un minimo di abilità visualistica residua, nonostante mi stia avvicinando all’astrofotografia! Quando il cielo si copre del tutto, andiamo a casa di Stefano per stare in compagnia e bere qualcosa, e lì troviamo anche Flavio e Stefano Seveso, impegnati nelle riprese della cometa e della nebulosa dei Fantasmini, che si chiama così proprio a causa della sua forma, che ricorda proprio quella di tanti piccoli fantasmini. Stiamo un pò lì poi decidiamo di andare a dormire: ovviamente il cielo è di nuovo sereno, ma non ho più voglia di montare di nuovo tutto, perchè sono ormai le 3.10. Decido di andare a dormire.

Domenica 9 settembre mi alzo alle 9.30, devo consegnare la fotografia della Bubble per il concorso. Alle 11.30 c’è la premiazione, quindi ho ancora tempo per fare una passeggiata nel campo sportivo e prendermi un caffè e una brioche per colazione. Prima di proclamare i vincitori del concorso astrofotografico, i partecipanti al concorso raccontano brevemente soggetto ripreso, strumentazione usata etc, e poi Bertucci aggiunge ancora qualche commento, e, da showman quale è, ci fa morire dal ridere quando ad un certo punto dice che gli tocca fidarsi di questi astrofotografi, che si ostinano a fotografare oggetti difficilissimi, che lui, per la miseria, non riesce proprio a vedere; almeno per ora, perchè tanto inventeranno dei filtri che prima o poi risolveranno questo problema. Di certo però Bertucci non si aspettava che tra questi astrofotografi ci fosse anche la sottoscritta: “Ma la foto di Giovanna chi?!?”, e penso che quando ha capito che ero io, gli sia venuto un mezzo infarto, e questo è confermato da voci di star party.

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Veduta del campo sportivo

Alla fine, nonostante il lavoro di squadra, la Bubble Nebula non è stata premiata dalla giuria, ma pazienza, l’importante è partecipare; devo però stare attenta, perchè tra 4 – 5 anni al massimo avrò un altro temibile rivale: Leonardo, il figlio del Comolli! A quanto pare, è già stato iniziato dal papà all’arte astrofotografica, e secondo altre indiscrezioni gli è stato anche regalato un telescopio… il primo premio del concorso sezione profondo cielo, un razzo ad acqua, è andato a Paolo Demaria per la sua dettagliatissima immagine di M 31, la galassia di Andromeda. Chissà se mi farà giocare col razzo una volta o l’altra?

A pranzo ci siamo ritrovati in 25 al bar della piazza: e lì ho capito come si sentono le sardine in scatola, perchè eravamo tutti allo stretto; nonostante questo è stato un piacevolissimo momento di convivialità, perchè assieme a noi c’erano, tra gli altri, anche Bertucci e due astrofili australiani in vacanza: durante il loro tour Italia – Svizzera – Francia, hanno saputo dello star party e hanno montato la strumentazione nelle piazzole dietro l’osservatorio. Immagino che abbiano provato quella sensazione di meraviglia nel vedere il cielo boreale, che noi italiani proviamo nel vedere il cielo australe; subito dopo però si saranno domandati ma quanto inquinamento luminoso c’è da queste parti?

Dopo pranzo mi sono fermata ancora un pò con Attilio e Alessandra, Piero e Patrizia e Davide, e ne ho approfittato per iscrivermi al Gruppo Astrofili Per Amor del Cielo: la mia tessera è la numero 102, come il film di animazione La carica dei 102. Il campo sportivo è ormai deserto, e noi siamo tra gli ultimi ad andare via. Si conclude così il XXVII star party di Saint Barthelemy.