Skip to main content

LE MIE ASTROFOTO

I MIEI VIDEO

Nuovo Orione e Le Stelle – Astronomianews

Nebulose Nord America (NGC 7000), Pelican (IC 5070) e zona attorno a Sadr (IC 1318)

Le Nebulose Nord America (NGC 7000), Pelican (IC 5070) e attorno a Sadr – Gamma Cygni (IC 1318) fanno parte di un vasta regione di idrogeno ionizzato (HII) nella costellazione del Cigno. Appaiono rosse perchè si tratta di nebulose ad emissione: la radiazione ultravioletta emessa dalle giovani stelle all’interno di queste nebulose eccita gli atomi di idrogeno delle nebulose, strappando così i loro elettroni dai protoni del nucleo; quando poi protoni ed elettroni si ricombinano insieme, questa radiazione viene riemessa ma ad una lunghezza d’onda maggiore, che dà origine al caratteristico colore rosso. Oltre alle brillanti regioni HII, l’intera zona è attraversata da tutta una serie di fini nebulose oscure, formate da addensamenti di polveri interstellari, chiamate così non perchè al loro interno non ci siano stelle, ma perchè la loro luce viene assorbita dalle polveri.

La distanza stimata delle tre nebulose varia tra 1800 e 5000 anni luce.

NGC 7000 è nota come Nebulosa Nord America perchè il suo aspetto ricorda vagamente quello degli Stati Uniti d’America; le sue dimensioni apparenti sono 3° x 2,3°, quindi più o meno 6 volte maggiori del diametro apparente della Luna piena. Visualmente, NGC 7000 può essere scorta attraverso un binocolo, ma occorre disporre di un cielo molto buio.

IC 5070 è conosciuta come Nebulosa Pellicano perchè, in foto, la sua forma ricorda proprio quella di un pellicano; la sua dimensione apparente è di circa 1°, il doppio del diametro della Luna piena. Per osservarla visualmente è utile un filtro per scurire il fondo cielo ed esaltare il contrasto della nebulosa.

IC 1318, la zona attorno alla stella Gamma Cyg Sadr, in realtà non è legata alla stella, perchè si ritiene che ques’ultima sia una stella tra noi e la nebulosa.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 6 maggio 2019

Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Montatura: astroinseguitore IOptron Skytracker + treppiede RPOptix Red Pod

Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + filtro EOS-clip Optolong L-Pro

Obiettivo: Canon 50 mm f/1,8 aperto a f/4

Esposizioni: 40×180 s 800 ISO, 25 dark, 40 flat, 25 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

Elephant Trunk Nebula IC 1396 – Nebulosa a emissione in Cefeo

IC 1396 è una regione HII nella direzione della costellazione del Cefeo, e si trova a una distanza stimata di 3000 anni luce. Il suo diametro apparente è di circa 50′, quasi il doppio del diametro apparente della Luna piena. IC 1396 è associata a un ammasso stellare aperto molto disperso. Il complesso nebulare è formato dalla nebulosa oscura VdB 142, che è spesso chiamata Proboscide d’Elefante per il suo aspetto, e da altre nebulose: il colore rosso di queste nebulose è dovuto alla ionizzazione del gas ad opera delle giovani stelle blu all’interno della nebulosa.

Visualmente è un oggetto molto difficile persino in un telescopio di grande diametro, ma dà soddisfazione agli astrofotografi.

DATI TECNICI

Data di ripresa: 1 maggio 2019
Luogo di ripresa: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 50 x 300 s 800 ISO, 50 dark, 53 flat, 50 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

VI Fiera nazionale dell’Astronomia Volandia – 11 maggio 2019

Anche questo anno ho partecipato alla sesta edizione del 6° Astronomical and Technology EXPO, fiera nazionale dell’Astronomia presso Volandia, sede di un bellissimo museo dell’aeronautica a Somma Lombardo, in provincia di Varese, dietro l’aeroporto di Malpensa. Anche stavolta la fiera è stata organizzata dal dott. Paolo Calcidese dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Per raggiungere Volandia, sono partita molto presto al mattino, perchè temevo di trovare traffico per le strade, visto che negli stessi giorni Milano ospitava l’adunata degli Alpini. Ho sentito lo zio, che, da bravo alpino, era proprio a Milano, e mi ha confermato che il capoluogo di regione lombardo era piuttosto trafficato. I miei timori in realtà si sono rivelati del tutto infondati, perchè traffico non ce n’era poi mica tanto lungo la strada… morale della favola? Alle 9 sono già davanti ai cancelli di Volandia, la fiera però apre alle 10 assieme al resto del museo. Che fare? Telefono a Paolo Calcidese, che mi fa entrare da un cancello secondario, e, visto il forte anticipo, ne approfitto per scattare un bel pò di foto alla strumentazione esposta prima dell’arrivo della gente. E, grazie al dott. Andrea Bernagozzi dell’osservatorio valdostano, mi guadagno il prezioso e ambito pass per entrare e uscire liberamente dalla fiera! In caso di fallimento di questa tattica, il piano B prevedeva l’ingresso ridotto in fiera a 10 euro anzichè 14 grazie ad uno speciale tagliando disponibile sul sito dell’osservatorio valdostano.

Come mi aspettavo, non appena entrata in fiera incontro già degli amici: Ugo, astrofilo di Savona, che era lì per conto dell’Unione Astrofili Italiani, e poco dopo anche Attilio e Alessandra di Genova. Che bello! Scambiamo due chiacchiere, la fiera direi che è partita nel migliore dei modi! E anche la presenza degli espositori questo anno è piuttosto cospicua, ci sono quasi tutti:

  • 3-Des
  • 10 MICRON
  • Artesky
  • Auriga
  • Bellincioni
  • Fermarket
  • Geoptik
  • Northek
  • Reginato
  • Skypoint
  • Tecnosky
  • TS Italia
  • Unitronitalia Instruments/ Avalon Instruments/ PrimaLuceLab

Le novità presentate sono tutte molto interessanti, e potete leggerle in questo articolo (Fonte: Nuovo Orione aprile 2019)

La mia attenzione è stata subito catturata da tre bei Dobson di grande diametro di Reginato; anche se ormai, mio malgrado, sono diventata un’astrofotografa, non riesco proprio a sfuggire al fascino dei grandi telescopi… abbiate pazienza, ma non posso fare a meno di inserire una loro fotografia:

Dopo l’estasi mistica raggiunta contemplando questi grandi telescopi, purtroppo è giunto il momento di occuparsi di faccende più pratiche: Ada, una collaboratrice di Tecnosky Torino, ha dimenticato a casa la sua scheda di memoria per la macchina fotografica, e mi chiede se ne avevo una in più da prestarle. Dopo un iniziale timore di dover formattare (cosa che poi non avviene) la scheda perchè la sua macchina fotografica non la riconosce, gliela presto, e lei, poverina, mi ringrazia calorosamente.

Nel frattempo è arrivato un astrofilo genovese, Fabio, che, dietro suggerimento di Ugo, vuol chiedermi delle dritte per un progetto molto bello che ha in mente: aprire la sua casa in Sardegna agli astrofili! Questo signore infatti va sempre in vacanza a Carloforte, sull’isola di S. Pietro, a sud-ovest della Sardegna, e mi ha raccontato che lì il cielo è davvero buio: lì lo Sky Quality Meter segna non meno di 21, un valore davvero notevole per essere una località italiana! Lo ascolto con molto interesse, dalla discussione che emerge la sua idea è di mettere su qualcosa tipo Tivoli Farm a Carloforte; gli ho dato anche due dritte sulla grafica del sito. Ma il povero Fabio ignora che si ritroverà la casa invasa da astrofili, e che quindi la tranquillità di Carloforte finirà se lo dico agli amici dei Celestia Taurinorum o ad altri appassionati…

Tra una chiacchiera e l’altra ci raggiungono anche Davide, Stefano, Monica, i due Carli, Antonio e un altro Fabio, e stavolta è Davide a trovare il telescopio dei suoi sogni: un bel TEC140 su una altrettanto bella montatura GM1000 della 10 Micron!

Scherzando, lo prendo in giro dicendogli quando se lo compra che vogliamo vedere le sue foto con questo setup, ma lui dice che per ora non è possibile; allora propongo di cercare una decina di astrofili per comprarlo in società, ma poi chi lo usa? Accidenti, non ci avevo pensato a questo…

Tra una cosa e l’altra riesco a trovare il tempo di mettere i panni di venditrice per il progetto Gateway to the Sky di Calcidese, ma a questo giro gli affari sono andati un pò così (almeno per me, poi non so se Paolo ha avuto più fortuna): in 10 ore di fiera ho venduto ben 2 foto astronomiche A6, 2 foto formato A4 e 3 libri del progetto per un totale di ben un centinaio di euro, e l’ultimo affare l’ho concluso in extremis quando ormai dovevo andare via…

Tra una cosa e l’altra siamo riusciti a pranzare all’ottimo bar bistrot del Museo, dove con 18 euro è possibile riempirsi il piatto quante volte si vuole al buffet: ho la netta sensazione che, dopo i miei passaggi al buffet, i cuochi si siano messi le mani nei capelli, evidentemente gli ho divorato tutte le scorte delle cucine… dopo mangiato però gli ho dato un attimo di tregua, mi facevano così pena… visto che eravamo in tantissimi, e cioè gli stessi affezionati di Saint Barthelemy, scuola estiva etc abbiamo addirittura aggiunto dei tavoli alla nostra già numerosa tavolata!

Nel pomeriggio abbiamo fatto un giro per i vari padiglioni di Volandia, da segnalare l’area esterna in cui ci sono velivoli dismessi che è possibile visitare all’interno, e scendendo da uno di questi ci siamo sentiti proprio come la regina Elisabetta! Sempre dall’area esterna è possibile osservare le manovre degli aerei in decollo e atterraggio.

Da segnalare anche una parte di un capannone dedicata a Star Wars, in cui faceva bella mostra di sè una riproduzione di un caccia Ala-X, e una mega-plastico, costruito tutto col LEGO, con i modellini di diversi lanciatori usati per le missioni spaziali!

Attorno alle 17 si è verificata una cosa piuttosto inaspettata: una grandinata megagalattica, che è andata avanti per circa 20 minuti – mezzora, che ha lasciato qualche centimetro di grandine a terra, a tal punto che anzichè a maggio sembrava di essere a gennaio dopo una nevicata… fortunatamente non ce la siamo presa perchè eravamo dentro il padiglione spazio, anche se pure lì pioveva un bel pò d’acqua dal soffitto… e visto che il meteo non è stato favorevole neanche la sera l’osservazione della Luna prevista da programma è purtroppo saltata. Purtroppo la grandine ha costretto gli addetti del museo alla chiusura anticipata di alcuni padiglioni, a causa della rottura e conseguente caduta a terra di alcuni pannelli del soffitto dei capannoni, fortunatamente senza danni per le persone.

Nel tardo pomeriggio, più o meno verso le 19, io e Davide abbiamo provato per scherzo a convincere Simona, la collaboratrice di Giuliano della Tecnosky, a regalarci un telescopio, ma niente, per cui abbiamo corretto il tiro e le abbiamo chiesto di regalarci un oculare, ma anche il secondo tentativo è stato vano, perchè a lei “il concetto di regalo è sconosciuto”! Abbiamo però trovato un ragionevole compromesso per il telescopio: dandole 900 euro, allora lei sì che ce lo regalava… Scherzi a parte, anche questa edizione della fiera dell’astronomia, una grande fiera, mi ha permesso di ritrovare vecchi e nuovi amici, che spero di rivedere il prossimo anno.

Ed ecco qua un paio di gallerie fotografiche della fiera:

Fonte: Andrea Bernagozzi, Osservatorio Astronomico della Regione Astronomica Valle d’Aosta

Queste sono le mie