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M 33 – Galassia nel Triangolo

Messier 33 (NGC 598) è comunemente conosciuta come la Galassia del Triangolo. A malapena visibile ad occhio nudo sotto cieli molto bui, questa galassia a spirale è la terza galassia per estensione del Gruppo Locale dopo la galassia di Andromeda e la nostra Via Lattea e si trova a circa 2,8 milioni di anni luce dalla Terra. M 33 è stata menzionata in un episodio di Star Trek The Next Generation “Dove nessuno è mai giunto prima” come la galassia verso cui la USS Enterprise si dirige quando un apparente malfunzionamento fa aumentare la velocità del motore a curvatura. Il diametro reale di M 33 è stimato in circa 60000 anni luce, e la sua massa contiene circa 40 miliardi di stelle.

DATI TECNICI

Data: 28 settembre 2019
Luogo: Saint Barthelemy (AO), durante lo star party del 27 – 28 – 29 settembre 2019

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/4
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Skywatcher + filtro optolong L-Pro clip
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 60 x 300 s 800 ISO, 25 dark, 50 flat, 25 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

28° star party di Saint Barthelemy – 27, 28, 29 settembre 2019

Come ormai da 13 anni, anche questo anno non ho potuto mancare di partecipare allo star party di Saint Barthelemy, Valle d’Aosta, che si è tenuto da venerdì 27 a domenica 29 settembre 2019. Approfittando del fatto che avevo il venerdì libero da impegni lavorativi, sono arrivata a Saint Barthelemy appena dopo mezzogiorno; dopo essermi sistemata  in ostello, sono andata a pranzare con Martino, Davide e altri amici astrofili al bar della piazza. Nel pomeriggio ho deciso di montare il telescopio nelle piazzole dietro l’osservatorio; con sgomento però constato che erano già piuttosto affollate! Meno male che avevo prenotato il mio posto mesi fa, alla fine mi sono piazzata in uno spazio in mezzo a tre telescopi, tra cui quelli di Andrea e Massimiliano, un simpatico astrofilo emiliano che giocherà un ruolo fondamentale durante lo star party: infatti, oltre al tavolino per il pc, ne aveva un’altro con sopra ogni sorta di cibo e bevande, che gentilmente ci ha offerto durante tutto lo star party, giorno e notte! Vi consiglio di provare i suoi crostini di pane abbrustolito col formaggio fuso, ne sarete estasiati. Tale era l’organizzazione di Massimiliano che addirittura aveva portato la griglia per il barbecue e forse un piccolo frigo da campo. Di sicuro, per lui, ma non solo, lo star party è stata un’ottima scusa per fare gastronomia in ottima compagnia, lo dico sempre che astronomia e gastronomia sono collegate a filo doppio…

Io ero pronta a montare il fedele Newton 200 / 1000, ma Stefano ha voluto prestarmi il suo Skywatcher Newton 200 / 800, un f/4, quindi un pò più luminoso del mio; in effetti mi aveva proposto questa cosa tempo addietro, ma, stordita come sono, ovviamente l’avevo già scordato; alla fine il telescopio l’ha sistemato lui con l’aiuto di altri astrofili miei amici, io mi sono limitata a sistemare i cavi e altri accessori. Però devo dire che ha i suoi vantaggi essere un’astrofila, perchè tutti sono pronti a darti una mano, essendo l’astrofilia un hobby (purtroppo) prettamente maschile, insomma in questo hobby ancora un pò di cavalleria c’è.

Tra una chiacchiera e l’altra è arrivata velocemente l’ora di cena in ostello, dove ci ha raggiunto anche un’altra nostra amica amica astrofila, Eleonora, e gli amici dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta.

Dopo cena siamo usciti per controllare la situazione meteo, che però non era il massimo: c’erano diverse velature, ma diversi di noi hanno comunque iniziato le osservazioni o fatto partire le sequenze di pose; io ho deciso di tentare a fotografare la galassia M 33 nel Triangolo: era una sorta di sfida perchè avevo provato lo scorso anno ma con scarsissimi risultati, e questa cosa mi era rimasta lì assai. Quindi ho voluto riprovarci. Peccato però che verso mezzanotte il cielo si sia completamente coperto, e i miei sogni di gloria su M 33 siano andati a farsi friggere dopo appena 15 minuti di integrazione. Accidenti… una notte persa… e in effetti è stato così perchè il cielo si è rasserenato soltanto verso le 3.30 di sabato 28 novembre. Seguendo l’ottimo suggerimento di Andrea, ho deciso di riprendere i dark, che tanto mi sarebbero serviti la notte seguente, tanto da una notte all’altra più o meno la temperatura rimane la stessa. Nel frattempo ho deciso di schiacciare un pisolino in ostello, visto che la stanchezza iniziava a farsi sentire.

Sabato 28 settembre mattina io e i miei compagni di stanza ci siamo svegliati attorno alle 9 e con tutta calma e molto assonnati abbiamo fatto colazione in ostello. Siamo poi andati in piazza dove abbiamo scambiato due parole con Giuliano e suo padre, Attilio e Alessandra, Alessandro e altri astrofili ancora. E lì ci hanno raccontato che un curioso di astronomia si è sentito piuttosto male per aver alzato un pò troppo il gomito la sera precedente, e a quanto pare era talmente malmesso che non è neanche riuscito a spegnere i fari della macchina: poverino, decisamente non avrei voluto essere al suo posto. Fortunatamente però si è rimesso in sesto senza troppe conseguenze, ma immagino non abbia avuto bisogno del telescopio per vedere le stelle doppie… Mentre chiacchieravamo, è comparso Lello, un astrofilo appartenente al gruppo astrofili di S. Piero dell’isola d’Elba, con una magnifica maglietta che sembrava una meridiana! Davvero spettacolare, e infatti lui e la maglietta si sono proprio meritati questa foto:

Verso le 10.30 abbiamo iniziato ad attendere la navetta (in realtà una specie di Doblò Fiat con 8 posti più il guidatore) che ci avrebbe portati su fino all’osteria del Passet dove alle 11 ci sarebbe stato l’intervento del dott. Jean Marc Christille a proposito degli importanti di riqualificazione di tutta l’area di Saint Barthelemy: tra questi, il rinnovo del planetario, l’installazione di un nuovo telescopio con uno spettroscopio in osservatorio, e soprattutto la costruzione di un’area attrezzata per astrofili al campo sportivo (attualmente inagibile e ricoperto da grandi mucchi di sabbia), con le colonnine per la corrente elettrica, nello stesso stile delle piazzole dietro l’osservatorio! Durante il viaggio fino al Passet con la navetta, anzichè a serissimi e irreprensibili astrofili, assomigliavamo di più a un gruppo di bambini in gita al paese dei balocchi. Al Passet c’erano i camper di altri astrofili con relativa strumentazione, e tra di loro Paolo e sua moglie Chiara. La nostra attenzione però è stata quasi subito catturata da un notevole setup composto da due rifrattori in parallelo con relative camere guida e camere di ripresa, il tutto su una robusta montatura Skywatcher EQ8:

Nel frattempo è giunta l’ora di pranzo, avevo prenotato per le 13 per 12 persone, ma chissà come mai il numero degli affamati gastrofili è aumentato a 18, ragion per cui il personale dell’osteria del Passet ci ha sistemato in una grande sala al piano di sopra; tra una cosa e l’altra abbiamo finito di pranzare che erano più o meno le 15. Per smaltire tutto ciò che avevamo mangiato, alcuni di noi hanno optato per una bella passeggiata fino alla piazza di Lignan, che ha richiesto poco meno di un’oretta. Nel frattempo ci hanno raggiunto anche Giorgio assieme al suo Dobson Nadirus da 30 cm di apertura e l’inossidabile Franco Bertucci con un gigantesco Dobson da 76 cm di diametro.

Dopo la cena all’Hotel Chalet Saint Barthelemy (ex Cuney) è tutto un fuggi fuggi di astrofili verso le postazioni osservative: il cielo è sereno, e bisogna assolutamente sfruttarlo fino in fondo! Mi precipito alle piazzole dove c’è il Newton 200 f/4 di Stefano ad aspettarmi, e finalmente riesco a lanciare la sequenza di acquisizione su M 33; inizialmente volevo fare le consuete 50 pose da 5 minuti, ma in seguito decido di integrare ancora un’oretta, in modo da avere 60 pose e quindi 5 ore di integrazione su un oggetto piuttosto evanescente. Penso che caspita, magari riesco a vincere il concorso di astrofotografia questo anno, visto che non è presente Lorenzo Comolli e altri astrofotografi esperti; o perlomeno, mi sarei anche accontentata delle briciole dei premi del concorso. Scopro con raccapriccio però che questo anno il concorso astrofotografico non c’è, proprio a causa della mancanza di un luogo idoneo ad ospitare le premiazioni e tanta gente… accidenti, mi è andata male. Pazienza, ritenterò la prossima volta, sarò più fortunata. Lancio anche una sequenza time lapse orientando l’altra macchina fotografica verso l’osservatorio. Tra una chiacchiera e una risata, e visto che ormai non avevo più nulla da fare, ne ho approfittato per curiosare il cielo attraverso gli strumenti dei pochi visualisti presenti nelle piazzole; tra di loro Mauro, che si è autocostruito una specie di pantografo per sostenere il binocolone in suo possesso, un 20×110, e che ci permette di ammirare: Pleiadi ammasso aperto nel Toro, M 42 nebulosa di Orione, Stokes 2 ammasso aperto nel Perseo, M 31 galassia di Andromeda con le due galassie satelliti, Doppio Ammasso di Perseo, M 15 ammasso globulare in Pegaso. Ritroviamo anche Simon l’inglese, che col suo Dobson “Dob” da 40 cm di apertura fa osservare a me, Monica, Piero e Patriza le Pleiadi e M 15. La stanchezza di fa sentire sempre di più, e ad un certo punto vado in osservatorio per schiacciare un pisolino, e rischio di addormentarmi profondamente; fortuna che arriva Gianluca, e devo ringraziare lui se mi sono svegliata appena in tempo per evitare che il tubo del telescopio battesse contro una gamba del treppiede, altrimenti chi lo sentiva Stefano, visto che il tubo è suo? Dopo essermi un pò ripigliata, anche se in realtà dovevo avere l’aspetto di uno zombie assonnato, sono andata in piazza a godermi il Franco Bertucci’s show, e grazie al suo gigantesco Dobson ho potuto osservare la galassia NGC 5907 nel Dragone e la parte con la stella del Velo del Cigno. Giorgio invece ci ha mostrato la Crescent Nebula col filtro OIII e una galassia difficilissima del catalogo IC di cui ora non ricordo il numero, una di quelle galassie letteralmente cavaocchi. Anche Francesco, sempre attraverso un Dobson Nadirus da 30 cm di apertura, ci ha fatto osservare la Crescent e in più le galassie NGC 7331 e quelle del Quintetto di Stephan, davvero molto ma molto deboli. E ho potuto constatare con piacere che tra di noi c’era un'”aspirante bertuccina”: Asia, una ragazza di Genova che sta ancora frequentando il liceo scientifico, che col suo binocolo 15×70 ci ha mostrato l’asterismo della Gruccia! Ricordo che “bertuccine” è un soprannome che ci siamo dati io e Patrizia in onore di Franco Bertucci, nostro maestro e ispiratore nell’osservazione visuale! Sono poi ritornata al mio telescopio per vedere come procedevano le mie pose su M 33: soddisfatta di aver accumulato ben 5 ore di integrazione su questa galassia, e visto che avevo ancora due ore buone di notte astronomica, ho deciso di riprendere anche un altro oggetto: M 42, la nebulosa di Orione! É grande, è luminosa, quindi proprio l’ideale per concludere in bellezza una nottata astrofotografica molto proficua.

Domenica 29 settembre, alle 5.30, l’inizio del crepuscolo mattutino conclude uno star party tra i più belli a cui io abbia partecipato, che ricorderò come uno di quelli più vivaci, affollati e ricchi dal punto di vista umano.

[Cliccare sull’immagine sottostante per accedere alla galleria fotografica dello star party – Fonte immagine: Piero Rosset]