Venerdì 12 dicembre 2025, approfittando delle condizioni meteo ottimali, sono andata a osservare presso la chiesetta di San Lorenzo a Mombello di Torino: nonostante l’umidità è stata una nottata molto proficua sia per l’astrofotografia sia per le osservazioni visuali. Ho infatti deciso di riprendere le Pleiadi, che non riprendevo dal 2020, utilizzando una sorta di variante della tecnica del “lucky imaging”: in pratica, anzichè relativamente poche riprese a lunga esposizione magari anche di interi minuti, si fanno tante pose con esposizioni più brevi, nel mio caso 1 minuto. Ho fatto così per aggirare alcuni problemi che ho avuto ultimamente con l’autoguida e il plate solve, che comunque sono in fase di risoluzione, per cui spero a breve di riuscire a utilizzare di nuovo l’intero setup astrofotografico al 100% delle sue potenzialità. Con (molta) calma arriverà anche l’astrofoto delle Pleiadi, che caricherò in un prossimo post.

Anche le osservazioni visuali col Dobson 30 f/5 sono state molto proficue:

  • Saturno il primo oggetto osservato a inizio serata, praticamente al meridiano: oltre agli anelli di taglio, si notavano senza troppe difficoltà varie bande
  • Nettuno dato che il 12 dicembre si trovava in congiunzione con Saturno nelle sue immediate vicinanze, non ho potuto resistere alla tentazione di dare un’occhiata anche al pianeta più lontano dal Sole: a bassi ingrandimenti (53,5x) non si riusciva tanto a distinguere da una stella, ma aumentando gli ingrandimenti fino ad arrivare a 300x (raggiunti grazie a un oculare Hyperion da 5 mm) si riconosceva nettamente come qualcosa di diverso da una stella: ovvero un piccolissimo dischetto azzurrino, privo di qualunque dettaglio.
  • M 1 Crab Nebula resto di supernova nel Toro. Sempre difficile da trovare a causa della sua debolezza.
  • M 37, M 36, M 38, NGC 1907 ammassi aperti in Auriga osservati attraverso gli oculari da 28 mm e 13 mm. M 37 rimane sempre il più bello per me perchè osservandolo con la visione distolta sembra uno spolverio di stelle. NGC 1907, un piccolo ammasso aperto vicino a M 38, è sempre carino da osservare.
  • M 35, NGC 2158 ammassi aperti nei Gemelli mentre M 35 è già intuibile nel cercatore (un 9 x 50), NGC 2158 si può osservare solo attraverso il telescopio; con l’oculare da 13 mm si inizia appena a risolverlo in stelle.
  • M 81, M 82, NGC 3077 galassie nell’Orsa Maggiore. A causa dell’umidità che mi appannava gli oculari, ho avuto qualche difficoltà a scorgere NGC 3077, una debole e piccola galassia ellittica nelle immediate vicinanze delle altre due.
  • M 42 Grande Nebulosa di Orione sempre uno spettacolo da ammirare, ogni volta mi perdo nei suoi innumerevoli dettagli.
  • M 41 ammasso aperto nel Cane Maggiore era da un po’ che non lo osservavo; come M 35 si intuisce già nel cercatore.
  • M 45 Pleiadi ammasso aperto nella costellazione del Toro in visione distolta si inizia già a intravedere la nebulosità attorno alle stelle.
  • M 31, M 32 galassie in Andromeda di M 31 in distolta si intuisce la banda scura che l’attraversa. M 32 osservabile senza difficoltà. Non sono invece riuscita a osservare M 110 a causa della sua minore luminosità e dell’umidità elevata.
  • M 34 ammasso aperto in Perseo
  • NGC 457 ammasso aperto “del Gufetto” in Cassiopea non manco mai di osservarlo per la caratteristica disposizione delle sue stelle, che ricorda veramente la figura di un gufo: due stelline più luminose che rappresentano gli occhi, e tutte le altre più deboli a rappresentare le ali aperte del gufo
  • Giove a chiusura di serata, non potevo esimermi dall’osservare il pianeta più grande del nostro Sistema Solare: il seeing era incredibilmente buono, per cui sono riuscita a scorgere senza nessuna difficoltà una spettacolare Grande Macchia Rossa, sopra cui si distingueva nettamente una sottile banda scura che si interrompeva a metà del pianeta, e altre strutture nelle sue immediate vicinanze. Che spettacolo! E infatti questa osservazione si è protratta per un po’ di tempo, anche con l’oculare da 5 mm l’immagine era comunque stabile.
I telescopi all’opera
Orione fa bella mostra di sè in cielo. Entrambe le foto scattate con Samsung Galaxy A55, modalità pro (1250 ISO, 0,5 s)