Dopo una pausa di un anno dovuta alle norme anti-Covid e i vari lockdown, finalmente ho ripreso parte ad un appuntamento fisso di cui sentivo la mancanza: lo star party di Saint Barthelemy, in Valle d’Aosta, sopra Nus, giunto questo anno alla sua ventinovesima edizione.

Parto per la Valle d’Aosta venerdì 3 settembre nel pomeriggio: lì trovo una buona parte dei miei amici astrofili; dopo essermi sistemata in ostello, andiamo al campo sportivo dove conosciamo Billy, un astrofilo visualista molto simpatico che osserva con un magnifico Dobson da 50 cm di apertura! Parlando, scopriamo che è un assiduo frequentatore dello star party, ma prima non ci eravamo mai visti… come mai? Ci sorge lecito un dubbio: vuoi vedere che gli anni precedenti non ci eravamo mai accorti del povero Billy perchè abbagliati dalla presenza della star indiscussa dello star party, e cioè Franco Bertucci col suo Dobson da 60 cm, di cui ho scritto diverse volte? In effetti questo anno Franco Bertucci non c’era, per cui Billy ha avuto campo libero… sì, deve essere sicuramente questa la spiegazione.

 

Nel frattempo arrivano anche Attilio e Alessandra da Genova, che ci portano un pezzo della leggendaria focaccia ligure, che è subito molto apprezzata dai presenti.

Tra una chiacchiera e l’altra guardiamo le previsioni meteo per la nottata: è incerto, ma nonostante questo qualche coraggioso astrofilo piazza lo stesso il telescopio.

Il Newton 250 f/4 di Alessandro. Notare gli inserti rossi su montatura e treppiede!

Anche la notte inizialmente è abbastanza incerta, ma poi, per fortuna, il cielo si libera per circa due ore all’1.00! Billy punta con estrema maestria e precisione il suo Dobson, e questo è il bottino osservativo:

M 15 ammasso globulare in Pegaso

NGC 7331 galassia in Pegaso

Quintetto di Stephan in Pegaso: formato dalle galassie NGC 7320, NGC 7317, NGC 7318A, NGC 7318B e NGC 7319: l’avevo già osservato altre volte, ma ogni volta riesco sempre a cavarmi gli occhi: si tratta di un gruppetto di galassie belle toste da distinguere dal fondo cielo!

NGC 7332, NGC 7339 galassie in Pegaso: non conoscevo questa coppia di galassie, si sono rivelate una piacevole sorpresa

M31, M32, NGC 891 galassie in Andromeda

M 42 Grande Nebulosa di Orione

Blue Snowball ovvero NGC 7662 nebulosa planetaria in Andromeda: il suo nome, che significa “Palla di neve blu”, ben la rappresenta: al telescopio si mostra di un colore blu intenso, il che la rende un oggetto spettacolare!

M 13 ammasso globulare in Ercole

NGC 6207 galassia vicina a M 13

M 36, M 37, M 38 ammassi stellari aperti in Auriga

NGC 457, M 52 ammassi aperti in Cassiopea

Helix Nebula nebulosa planetaria nell’Acquario

M 1 resto di supernova nel Toro

Mentre osserviamo, ogni tanto vengono a trovarci i ragazzi della scola estiva di astronomia: fa piacere constatare che c’è un nutrito gruppo di giovani leve di appassionati di astronomia!

Benchè si riesca a fare qualche osservazione visuale, il meteo non è ideale per l’astrofotografia, a tal punto che, dopo una lunga, anzi lunghissima riflessione, decido di non montare la mia strumentazione e di godermi il cielo e l’ottima compagnia. Poco dopo queste osservazioni, il cielo si copre e andiamo a dormire.

 

 

 

Sabato 4 settembre io e Davide ci concediamo una colazione da signori con una bella fetta di focaccia genovese, veramente buona: ciò non ci proibisce comunque di fare una seconda colazione all’ostello. Alle 10.30, come ormai da onorata tradizione, ci ritroviamo al bar per un caffè; ci raggiungono anche Piero e Patrizia e Paolo Calcidese, astrofisico dell’Osservatorio della Regione Autonoma Valle d’Aosta e Stefano Cademartori. Il meteo però è peggiore rispetto a ieri, e dopo poco inizia a piovere… accidenti! Noi speriamo che smetta di piovere almeno durante il pranzo, ma questo desiderio non verrà esaudito: anzi, Giove Pluvio si diverte a far piovere ancora più forte: guarda caso proprio mentre pranziamo! Eh sì, visto che al bar della piazza non c’è più posto dentro, ci tocca pranzare fuori sotto i gazebo, che però non bastano a ripararci dalla pioggia di stravento… Giuliano deve riparare in fretta e furia il binocolo e la montatura che aveva portato da esposizione, si inventa una specie di riparo improvvisato con un ombrellone e dei teli copritelescopio; speriamo solo non si alzi il vento…

 

 

Finalmente, dopo pranzo, smette di piovere, anche se grossi nuvoloni sono sempre presenti; guardando verso l’altro versante della valle scorgiamo un bellissimo arcobaleno!

 

 

Nel pomeriggio, alle 16, ci aspetta la riunione dei soci di Per amor del cielo, l’associazione astrofili con sede a Saint Barthelemy: questa riunione però è diversa da tutte le altre e ci lascia un pò di nostalgia, perchè, tra le altre cose, viene approvato lo scioglimento dell’associazione: Piero e Patrizia e gli altri membri del consiglio direttivo sono giunti a questa conclusione per tutta una serie di ragioni, ma precisano subito che, anche se l’associazione non ci sarà più, potremo comunque continuare a frequentarci per osservare il cielo e dedicarci con profitto alla nobile arte della gastronomia, di cui siamo maestri; scherzosamente infatti qualcuno propone di fondare una nuova associazione e chiamarla “Per amore del genepy” (per chi non lo sapesse il genepy è un liquore tipico valdostano)…

Terminata la riunione dell’associazione, ormai è ora di cena; come al solito in ostello si mangia benissimo. Dopo cena usciamo per una nuova tornata di chiacchiere con gli altri astrofili del campo sportivo; alle 23 alcuni di noi decidono di andare in planetario a vedere uno dei nuovi spettacoli sul Sistema Solare narrato dai bravissimi Davide Cenadelli e Lorenzo Pizzuti, colleghi di Paolo Calcidese.

 

 

Al ritorno al campo sportivo, si apre giusto uno sprazzo di cielo sereno e ovviamente ne approfittiamo per fare osservazioni; nel pomeriggio sono arrivati anche Hari e Andrea da Milano con i rispettivi telescopi: Andrea ha portato su il Newton GSO 200/1000 con cui osserviamo Giove, mentre Hari ci fa osservare, attraverso il Dobson da 25 cm:

il Velo del Cigno (NGC 6960 e NGC 6992) resto di supernova

M 57 nebulosa planetaria nella Lira

Giove e il transito dell’ombra di Io in mezzo al pianeta

Purtroppo il cielo si copre di nuovo, e non c’è più verso di osservare nulla; ma non è un problema, perchè intanto Lorenzo Comolli, noto astrofotografo, si è addormentato su un muretto presente su un lato del campo sportivo: è talmente immobile che sembra una mummia! A quanto pare sta dormendo profondamente… proviamo a chiamarlo, ma niente, non si sveglia, dorme come un sasso… e ci domandiamo come possa essere capace di dormire ovunque! E a questo punto a me, Hari e Andrea viene in mente un bello scherzetto da fare all’ignaro Lorenzo: come dei ninja, per non svegliarlo, ci avviciniamo e gli scattiamo qualche foto, dapprima senza flash, poi, senza più ormai alcun ritegno, addirittura col flash; mettiamo poi queste foto nel gruppo Whatsapp, accompagnandole con la ninnananna di Brahms. Quando Lorenzo si sveglia, dobbiamo fare un grosso sforzo per autocontrollarci per non ridere, poi quando finalmente vede le foto, non possiamo più trattenere le risate! Col senno di poi, mi rendo però conto che abbiamo rischiato parecchio: se al prossimo star party ci ritroveremo con le ottiche del telescopio rigate sapremo perchè…

Soddisfatti della riuscita del nostro scherzo, decidiamo che è giunto il momento di andare a dormire.

Il mattino dopo, domenica 5 settembre, ci ritroviamo tutti in ostello per la colazione (per me e Davide è nuovamente la seconda colazione, perchè abbiamo dato fondo alla focaccia dei genovesi). La star indiscussa della tavolata mattutina è senza dubbio Attilio: evidentemente esercita una forte attrazione gravitazionale verso tutte le marmellatine presenti sul tavolo, che non si sa perchè scompaiono misteriosamente… e stessa fine rischiano di fare le Nutelline. Davide però gli offre la sua Nutellina, e avreste dovuto vedere gli occhi di Attilio come si illuminavano, al pensiero di esercitare la sua forte attrazione gravitazionale anche su di essa, con evidente disappunto di Alessandra… ad un certo punto, all’ingresso del salone dell’ostello, fa la sua comparsa una gigantesca torre di abiti da bambino in cima ad un passeggino: dietro di essa c’è un Lorenzo Comolli che lotta strenuamente per non esserne travolto, che ci saluta perchè sta per partire per tornare a casa. Io anche devo partire, perchè ho un impegno che non posso rimandare: qui si chiude lo star party, almeno per me. Per cui non posso raccontarvi come è andata la domenica pomeriggio, ma a quanto pare, sentendo gli amici che sono rimasti fino a tardi, è passata senza nulla di nuovo sotto il cielo: gastronomia e chiacchiere…