Anche quest’anno si è svolto il tradizionale star party di Saint-Barthelemy (è la 21-esima edizione), una località montana in Valle d’Aosta a 1600 m di quota, raggiungibile salendo dal comune di Nus.

Lo star party ha avuto luogo dal 14 al 16 settembre 2012; rispetto agli scorsi anni, ci sono state diverse novità nel programma: nessuna conferenza, ma diversi spettacoli nel planetario e visite guidate scientifiche all’osservatorio durante cui i ricercatori dell’OAVDA (acronimo che significa Osservatorio Astronomico della Regione Valle d’Aosta) ci hanno raccontato di quali progetti di ricerca si occupano.

La mia avventura è iniziata il venerdì mattina del 14 settembre, quando assieme a mio padre ho caricato i telescopi: fortunatamente mi sono ricordata tutti i pezzi…dopo un viaggio tranquillo siamo finalmente arrivati a Saint Barthelemy, dove ci hanno accolto un cielo limpidissimo e un’aria frizzante. 

Dopo aver pranzato ed essermi sistemata in ostello, ho montato il Newton con il filtro Astrosolar e il piccolo Lunt LS-35 per osservare il Sole: in questo giorno evidentemente la nostra stella mostrava una scarsa attività in luce bianca, perchè erano visibili poche macchie e il seeing non ha aiutato, essendo ormai pomeriggio inoltrato. Ho avuto più soddisfazione ad osservare il Sole in H-alfa, perchè erano visibili delle protuberanze piuttosto spettacolari; a causa della piccola apertura del Lunt, gli effetti del seeing erano poco o nulla visibili.

Alle 18 mi sono recata all’osservatorio per seguire l’interessantissima visita guidata scientifica durante cui Albino Carbognani, astronomo OAVDA, ci ha parlato del Progetto Asteroidi e delle procedure adottate in OAVDA per lo studio di questi oggetti celesti.

Dopo aver cenato all’ostello, con una certa impazienza sono corsa a montare il Newton per le osservazioni notturne nella piazzetta di Lignan, perchè  il cielo prometteva bene: e si è mantenuto così per tutta la notte, senza neanche una nuvola. Il bottino osservativo è stato più che soddisfacente, perchè , tra gli oggetti puntati, c’erano il Doppio Ammasso di Perseo , che è uno dei miei oggetti preferiti, la Helix Nebula, e la Galassia di  Andromeda, che mi si è mostrata in tutto il suo splendore assieme alle sue due compagne M 32 ed M 110: della Galassia di Andromeda si percepiva chiaramente la banda oscura di polveri che la caratterizza. Ho terminato di osservare alle 6 del mattino, ho smontato l’ottica e sono andata a dormire.

L’indomani mattina, dopo colazione, ho girato un pò tra gli stand degli espositori, tra cui c’era anche quello dell’Auriga, che proponeva una particolare montatura altazimutale, l’AZ EQ6-GT, che al posto dei contrappesi aveva un altra culla a coda di rondine per fissare un secondo strumento.

Alle 11 mi sono recata di nuovo all’osservatorio per la visita guidata scientifica sul Progetto APACHE tenuta da Mario Dalmasso, un collega di Carbognani: questo progetto di ricerca ha lo scopo di scoprire pianeti extrasolari, e in particolare di cercare i pianeti extrasolari con massa confrontabile a quella terrestre, come dice l’acronimo APACHE, che vuol dire “A Pathway Toward the Characterisation of Habitable Earths”. La visita prevedeva anche una sosta sulla terrazza scientifica, dove sono ospitati i 4 telescopi che partecipano al progetto più un telescopio per uso didattico, che utilizzano gli studenti tesisti in Astronomia ed Astrofisica.

Sono stata poi gentilmente invitata dal locale gruppo astrofili “Per Amor del Cielo” a pranzare assieme a loro in un ristorante a Petit Fenis: ci voleva proprio una bella mangiata, perchè la visita guidata della mattina e la fantastica sessione osservativa della sera prima mi han fatto venire un certo appetito…

Nel pomeriggio, una volta ritornata a Saint Barthelemy, sono andata al campo sportivo, dove ho effettuato altre osservazioni solari sfruttando il Lunt 60 mm  e un piccolo filtro per il Ca-K di Giancarlo: l’osservazione nella riga del Ca-K è stata piuttosto difficoltosa, perchè il disco solare appariva color viola scuro, per cui mi è stato difficile scorgere più dettagli oltre alle macchie solari e ad alcune zone facolari nelle loro vicinanze.

Il Lunt 60 mm invece mi ha sorpreso per il contrasto e l’incisione dell’immagine delle protuberanze, perchè erano visibili anche i più piccoli particolari sul disco solare.

Dopo aver visitato la sede del locale gruppo astrofili, mi sono spostata verso l’area camper, dove la mia attenzione è stata attratta da una incredibile postazione osservativa mobile su rimorchio: il suo proprietario, un astrofilo di Varese, mi ha svelato tutti i suoi segreti: ad esempio tutti i tavoli e panche sono pieghevoli, in modo da poter trasportare di tutto oltre ai telescopi; e in più ci sono anche l’acqua e l’alimentazione elettrica per qualsiasi evenienza…secondo me è una cosa davvero geniale e ben progettata.

Alle 18.15 c’è stata l’inaugurazione da parte del direttore dell’osservatorio Enzo Bartolini delle piazzole dedicate agli astrofili site nei pressi dell’osservatorio, che saranno noleggiate agli astrofili che faranno richiesta: esse consistono essenzialmente di piazzole quadrate di cemento su cui sono installate delle colonnine con le prese per l’alimentazione elettrica di tutte le apparecchiature necessarie per l’astrofotografia: telescopi, CCD, camere di guida, computer portatili…

Alle 19.30 ho cenato di nuovo in ostello: tutto bene, tranne per un piccolo dettaglio: visto che ormai conosco tutti, dato che partecipo allo star party dal 2007, ho avuto un momento di indecisione circa gli astrofili con cui sedermi a tavola:da una tavolata “Giovanna, dai, siediti con noi!”, dall’altra “No no, vieni a cenare col nostro gruppo invece!”. ( Alla fine ho accontentato tutti, perchè la mattina dopo ho fatto colazione con gli astrofili con cui non mi ero seduta per la cena).

Finita la cena, con la solita impazienza ho montato il telescopio  nella piazzetta; Franco Bertucci, arrivato nel frattempo da Milano col suo enorme Dobson da 60 cm di diametro, ha subito catalizzato l’attenzione dei curiosi che volevano dare un’occhiata attraverso quel mostro di telescopio, e difatti si è formata subito una lunga fila di persone…ad un certo punto è successa una scenetta piuttosto divertente: alcuni ragazzini hanno chiesto a Bertucci se puntava Saturno, e sapete quale è stata la sua risposta? “Accidenti, io vi offro le galassie, e voi volete Saturno…i pianeti sono spazzatura!!!!!”. Saturno però in questo periodo è visibile solo al tramonto…e io intanto giù a ridere come una matta…invece era ben visibile Giove, che ho osservato attraverso il binocolone con gli obiettivi di 150 mm di Martino: un Giove spettacolare come non avevo mai visto prima, con le bande equatoriali nitidissime, e in più erano anche visibili un paio di bande a medie latitudini e le zone polari. Questa visione è stata possibile grazie a un leggero velo di foschia, che ha contribuito a rendere l’aria ferma e ad abbassare un pò la turbolenza atmosferica.

Purtroppo, verso le 4.00, il velo di foschia è diventato foschia vera e propria, bella densa e carica di umidità; abbiamo dovuto smontare e poi c’è stato un fuggi fuggi generale di astrofili. Anche io ho fatto la stessa cosa: mi è dispiaciuto, ma poi ho pensato che non sarebbe stata una cattiva idea dormire qualche ora in più, visto che l’indomani mi attendeva il viaggio di ritorno per Torino, con mio grande dispiacere…