Stavolta, con la scusa delll’astronomia (e naturalmente anche per onorare il nome del blog), ho fatto un bel giro che mi ha portato da Lecco fino a Montelupo Fiorentino.

Lecco e dintorni e Monza

Sono partita il 17 febbraio 2022 per Lecco, dove mi aspettava un impegno lavorativo nell’ambito del progetto ASTRONETILO, nato con lo scopo di promuovere la creazione di una rete transfrontaliera di osservatori astronomici (Sormano, Campo dei Fiori e Monte Lema e Saint Barthelemy), impegnati in iniziative congiunte di divulgazione e didattica dell’astronomia, e quindi favorire il turismo in queste aree.

Nello specifico, questo impegno lavorativo era una doppia chiacchierata con un gruppo di ragazzi di due licei di Lecco: nella prima parte ho parlato di Marte, nella seconda del Sole. Mi ha fatto estremamente piacere constatare il grande interesse dei ragazzi, che mi hanno fatto veramente tante domande. Terminata la lezione, ne ho approfittato per fare una bella passeggiata a Lecco, una cittadina veramente graziosa che si affaccia sul ramo orientale del lago di Como, e dall’altra parte è circondata dalle montagne. Da brava astrofila, sono andata a Palazzo Belgiojoso, dove si trova un luogo caro agli astrofili: il planetario gestito dal Gruppo Astrofili di Lecco, che purtroppo era chiuso (è aperto venerdì e domenica), ma nonostante questo sono riuscita lo stesso a curiosare attraverso le vetrine: un modello in scala del razzo Saturno V (che portò gli astronauti sulla Luna) e un altro del rover Curiosity e altre cose interessanti facevano bella mostra di sè all’interno! In effetti mi è proprio scappato un “Wow!” di meraviglia. Dopo il planetario ho proseguito fino alla Basilica di San Nicolò e da lì fino al lago, a cui sono arrivata appena dopo il tramonto.

Il giorno dopo, venerdì 18 febbraio, visto che non avevo voglia di tornare a casa per poi ripartire per Montelupo il 19, ho deciso di fare un giro nei dintorni di Lecco: non conoscendo la zona, e chiedendo consiglio ai colleghi di ASTRONETILO, ho deciso di fare una piccola escursione sul Monte Barro, una montagna delle pre-Alpi lombarde alta 922 m all’interno dell’area naturale protetta del Parco del Monte Barro; all’interno del Parco c’è anche un sentiero botanico. In circa un’oretta sono arrivata in cima al Monte Barro, ma purtroppo c’era foschia e non ho potuto godere del bellissimo panorama del lago e di Lecco che sicuramente si può ammirare in una giornata soleggiata. Nel pomeriggio, visto che si trova nelle immediate vicinanze del Parco del Monte Barro, ne ho approfittato per visitare anche il Parco Archeologico: tramite una percorso guidato ho potuto gironzolare tra le rovine di un antico insediamento longobardo dell’epoca dei Goti (circa V – VI secolo d. C.). Portato alla luce tra il 1986 e il 1987, questo sito si estende su 8 ettari, e ad oggi è il più grande insediamento di epoca gota scoperto in Italia. Vi rimando a questi siti per ulteriori approfondimenti:

https://www.saliinvetta.com/trekking/italia/lombardia/2099-monte-barro-da-galbiate-lc

https://parcobarro.demo.linoolmostudio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=219&Itemid=173

https://www.montagnadiviaggi.it/2021/02/monte-barro-escursione-da-galbiate.html

https://lemontagne.net/monte-barro/

Dopo la visita al Parco, ho proseguito per Monza, dove ho fatto una lunga passeggiata all’interno del Parco della Villa Reale: questa idea mi è venuta dopo aver guardato una puntata del bellissimo programma di Alberto Angela “Meraviglie” dedicata appunto a Monza. Avendo un bel pò di tempo prima dell’appuntamento delle 20 con dei miei amici astrofili di lunga data a Cologno Monzese, perchè non approfittarne? Il Parco della Villa Reale è immenso, come anche tutte le cose da vedere e da fare al suo interno: per cui, anche in questo caso, vi rimando al sito ufficiale della Reggia di Monza dove potrete approfondire la storia e tutte le altre curiosità: vi posso assicurare che ne vale veramente la pena!

Da Arcetri all’Osservatorio Astronomico di Montelupo Fiorentino

Sabato 19 febbraio è il gran giorno: finalmente si va a Montelupo a trovare Maura Tombelli!

Per chi non la conoscesse, riporto da Wikipedia alcuni suoi cenni biografici:

“Maura Tombelli è un’astronoma amatoriale italiana, di professione bancaria. Ha iniziato ad occuparsi di astronomia come osservatrice di stelle variabili (codice AAVSO: TMB) ed è una prolifica scopritrice di asteroidi.

Dal 1987 ha iniziato a collaborare prima con l’Osservatorio astrofisico di Arcetri, poi con Andrea Boattini, Giuseppe Forti e Luciano Tesi.

Nel 1994 inizia una ricerca di cinque anni sugli asteroidi all’Osservatorio Astrofisico di Asiago con Ulisse Munari e Giuseppe Forti a Arcetri.

Presidente del “Gruppo Astrofili Montelupo”, si è impegnata per oltre quindici anni nel progetto di costruzione di un nuovo osservatorio pubblico a Montelupo Fiorentino che porta il nome di “Osservatorio Astronomico Beppe Forti ” inaugurato da Piero Angela il 14 luglio 2018.

Il Minor Planet Center le accredita le scoperte di centonovantasette asteroidi, la maggior parte in condivisione con altri astronomi: Sandro Bartolini, Fabrizio Bernardi, Andrea Boattini, Claudio Casacci, Sergio Foglia, Giuseppe Forti, Vittorio Goretti, Daria Guidetti, Egisto Masotti, Ulisse Munari, Luciano Tesi. È al primo posto per numero di asteroidi scoperti in Italia e al primo posto al mondo tra le astronome donne non professioniste.

Ha contribuito alla scoperta di alcuni NEO, tra cui il primo osservato in Italia, 15817 Lucianotesi, e 2004 XA45, scoperto mentre era presso l’osservatorio di Mauna Kea alle Hawaii.”

Be’, una persona proprio in gamba! Ma soprattutto molto umile e modesta, come avremmo poi scoperto chiacchierando amabilmente con lei.

L’idea di andare da Maura è venuta a Marcella, una mia amica astrofila e astrofotografa che ho conosciuto durante il secondo lockdown, che era già andata in precedenza con un’altra nostra amica astrofila, Sonia. Ho accettato volentieri il suo invito, perchè ero veramente curiosa di incontrare la mitica Maura, oltre che di visitare l’osservatorio astronomico “Beppe Forti”, di cui Maura è la direttrice.

Assieme a noi c’erano anche Stefano e Lucia, sempre nostri amici astrofili di Milano. Nell’arco di 3 ore ci siamo gradualmente lasciati alle spalle una Milano grigia e uggiosa (non me ne abbiamo i milanesi che leggeranno questo articolo, ma effettivamente il meteo era quello!) per ritrovarci in Toscana, dove il meteo era migliore, e a tratti il Sole faceva capolino tra le nuvole. Prima di andare a Montelupo però abbiamo fatto tappa a Firenze, dove Alessandra, una nostra amica fiorentina, è stata gentilissima a farci da cicerone: ci ha portati a visitare la Basilica di San Miniato al Monte, un esempio di chiesa costruita in stile romanico fiorentino; essendo su un luogo sopraelevato, dal sagrato si può godere di una magnifica vista su Firenze, su cui svetta il cupolone della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Da lì siamo saliti ad Arcetri, collina appena a sud del centro di Firenze, dove si trova la storica sede dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, oltre alla Villa Il Gioiello, in cui l’astronomo Galileo Galilei trascorse i suoi ultimi anni. Per tutti noi è stato emozionante vedere questi luoghi così importanti per l’astronomia! Certo, li abbiamo visti soltanto da fuori, ma ci ha fatto lo stesso un grandissimo piacere. Dopo questo giretto, Alessandra ci ha portati a pranzo in un ristorante alle porte di Firenze, verso la strada per Montelupo: vi ricordo che la gastrofilia è fondamentale per noi astrofili, e lì l’abbiamo praticata al massimo livello, mangiando la leggendaria bistecca fiorentina: ovvero più di 2 kg di carne che poi ci siamo un pò divisi tra tutti, assieme al contorno: uno spettacolo per il palato, che consiglio a tutti di provare almeno una volta nella vita!

Dopo esserci rifocillati, abbiamo proseguito verso la nostra destinazione finale: Montelupo Fiorentino, un incantevole paesino in mezzo alle colline toscane, vicino a Empoli. Ci siamo sistemati nel nostro alloggio, situato in posizione strategica: a 10 minuti a piedi dal centro del paese e a 7 minuti di macchina dall’osservatorio, e soprattutto a 1 minuto a piedi dalla casa di Maura. Attorno alle 17 siamo andati all’osservatorio “Beppe Forti”, dove abbiamo trovato, oltre che Maura, anche diversi altri astrofili del Gruppo Astrofili Montelupo.

Ma chi era Giuseppe Forti, detto Beppe? Da Wikipedia:

“Giuseppe Forti (21 dicembre 1939 – 2 luglio 2007) è stato un astronomo italiano, specialista di meccanica celeste. È stato uno degli ideatori del programma Aneopp (Arcetri NEO Precovery Program), un programma di ricerche dedicato alla prescoperta di asteroidi portato avanti dall’Osservatorio di Arcetri e un membro dello staff del programma CINEOS. È stato membro di tre Commissioni dell’Unione Astronomica Internazionale, afferenti alla terza divisione: Scienze dei sistemi planetari: la 15 – Studi fisici sulle comete e sugli asteroidi, la 20 – Moto di asteroidi, comete e satelliti e la 22 – Meteore, meteoriti e polvere interplanetaria. Il Minor Planet Center gli accredita le scoperte di quarantanove asteroidi, effettuate tra il 1977 e il 2001, tutte in collaborazione con altri astronomi: Andrea Boattini, Luciano Tesi e Maura Tombelli.Gli è stato dedicato l’asteroide 6876 Beppeforti e l’osservatorio di Montelupo Fiorentino denominato “Osservatorio Astronomico Beppe Forti” costruito grazie al lavoro costante di Maura Tombelli e inaugurato il 14 luglio 2018 da Piero Angela.”

L’Osservatorio Astronomico di Montelupo Fiorentino porta avanti, oltre alle attività di didattica per le scuole di ogni ordine e grado e divulgazione scientifica per i curiosi e gli appassionati, come serate guidate di osservazione del cielo ad occhio nudo e attraverso il telescopio, porta avanti anche un fitto programma di ricerca scientifica. Nello specifico, l’attività astronomica professionale viene effettuata nell’ambito del programma di ricerca e studio di asteroidi e comete, con particolare attenzione agli asteroidi Near Earth Asteroids (NEA), la cui orbita potenzialmente può intersecare quella della Terra, in collegamento con i più importanti osservatori astronomici italiani ed esteri. L’intenso e appassionato lavoro degli astrofili guidati da Maura ha portato alla scoperta di parecchi asteroidi; la stessa Maura ci ha raccontato di averne scoperti lei stessa ben 199, di cui una buona parte sono già stati nominati, alcuni dei quali portano i nomi di personaggi illustri ed importanti: Piero Angela, Samantha Cristoforetti, Don Backy, Nicoletta Braschi, Nagin Cox, ecc… Questo importantissimo lavoro di ricerca ha permesso all’osservatorio di Montelupo di guadagnarsi il riconoscimento ufficiale del Minor Planet Center, l’ente afferente all’Unione Astronomica Internazionale che si occupa dello studio dei corpi minori: all’osservatorio è infatti stato assegnato il codice identificativo K 83, che a tutti gli effetti lo classifica tra gli osservatori professionali per questo tipo di ricerche.

A degno coronamento di tutto ciò è giunta proprio pochi fa (16 febbraio 2022) l’assegnazione del prestigioso premio 2022 Shoemaker dell’americana Planetary Society: leggendo sul sito dell’osservatorio, si scopre che “questo riconoscimento viene dato a osservatori amatoriali in tutto il mondo che dedicano una parte importante delle osservazioni astronomiche allo studio dinamico e fisico degli asteroidi, in particolare di quelli potenzialmente pericolosi per la terra. Grazie alla storia e all’eccellenza del gruppo, guidato da Maura Tombelli, e supportato dal referente scientifico Fabrizio Bernardi, il GrAM ha ricevuto 13000 $, ovvero circa 11100 € per l’acquisto di una camera CCD di ottimo livello per aumentare la capacità di osservare asteroidi e dare un contributo scientifico maggiore al problema del pericolo degli asteroidi. Questo riconoscimento è un importantissimo e sostanzioso passo per continuare a progredire in un campo affascinatissimo dell’astronomia.”

Il telescopio principale dell’osservatorio è un Ritchey-Chretien Marcon da 40 cm di apertura, soprannominato Toutatis come un asteroide near Earth scoperto nel 1989. Eccolo qui assieme a Maura:

L’RC da 40 cm Toutatis assieme a Maura. Fonte: Sonia Iannuzzi

I ragazzi del gruppo astrofili e la stessa Maura ci hanno fatto fare una sorta di visita guidata alla struttura, che si trova su una collina da cui, in lontananza, si possono vedere Empoli a ovest – sudovest, Firenze a est e Prato a nord; la sala conferenze dove abbiamo visto un video della storia dell’osservatorio, oltre ad ad ospitare alcuni telescopi usati per le osservazioni pubbliche, è sovrastata da una terrazza circolare, la cui forma era predisposta per ospitare la cupola di un planetario, che alla fine non venne costruita.

La sala conferenze vista dalla terrazza circolare

Una cosa che ci è piaciuta parecchio (e sicuramente manda in visibilio i bambini che visitano l’osservatorio, ma non solo loro) è una specie di tavolo modificato per spiegare il concetto di spaziotempo e l’effetto della sua deformazione ad opera della forza di gravità dei corpi celesti al suo interno; è quel tavolo ricoperto dalla tovaglia nera che si vede nella foto qui sopra vicino al telescopio. In realtà il telo nero non è una tovaglia, ma un telo elastico: qui si appoggiano sfere di diverse dimensioni che rappresentano corpi celesti dotati di diversa massa (più un corpo celeste è massiccio, maggiore sarà la sua forza di gravità, maggiore la deformazione che esso genera nello spaziotempo); di solito la sfera arancione rappresenta il Sole, le biglie di vetro un pò più grandi i pianeti e quelle più piccole naturalmente gli asteroidi 😉

Fonte: Alessandra Barucchieri

Per gli astrofili appassionati di gastronomia, assolutamente da segnalare questa bottiglia di un vino spumante prodotto dalla Tenuta San Vito di Roberto, un agriturismo e azienda vinicola nelle immediate vicinanze dell’osservatorio: si chiama 7794, che è uno degli asteroidi scoperti dagli astrofili dell’osservatorio di Montelupo, dedicato a questa tenuta:

Tra una chiacchiera e l’altra e dettagliate spiegazioni dei software per le misure astrometriche sugli asteroidi, il pomeriggio è trascorso velocemente; la sera, approfittando del clima mite, abbiamo mangiato una pizza in ottima compagnia all’aperto nel piazzale davanti all’osservatorio, più o meno eravamo una ventina! In questa galleria ho inserito qualche foto dell’osservatorio; ci sono anche foto che mi sono state passate da Alessandra, Marcella, Stefano, Lucia e Sonia, che ringrazio.

Purtroppo, a causa del cielo coperto, “non abbiamo potuto lavorare” (cit. Maura) alle osservazioni degli asteroidi, ma è stata comunque una bellissima serata; attorno a mezzanotte e mezza siamo andati a dormire, morti (eh, avevamo comunque più di 400 km di viaggio alle spalle!) ma felici.

Il mattino dopo, domenica 20 febbraio, abbiamo seguito l’ottimo suggerimento di Sonia e Marcella di fare colazione presso una pasticceria in centro a Montelupo, dove abbiamo dato liberissimo sfogo alla nostra golosità, e con quella scusa abbiamo fatto una passeggiata per il paese. Avevamo pensato anche a come organizzarci per il pranzo, ma Maura ci ha colto in contropiede invitandoci a pranzo a casa sua! “Maura, ma ti portiamo noi a pranzare da qualche parte! Non vogliamo farti trafficare!” e lei “Ma tranquilli, sono abituata a mettere la gente a tavola!”… morale della favola? Abbiamo accettato il suo invito, con il tacito accordo che poi avremmo poi lavato noi i piatti e riordinato: è stato un pranzo piacevolissimo, sia per la compagnia (ottima!) sia perchè abbiamo potuto assaggiare la soppressata, un affettato buonissimo tipico di quelle parti. In tale occasione abbiamo scoperto che Maura ha eseguito importanti lavori scientifici anche da casa sua, e che, proprio in virtù di essi, grazie ad un apposito permesso del sindaco, ha un potere che molti astrofili non hanno: e cioè spegnere con un interruttore apposito i due lampioni pubblici più vicini a casa sua per poter effettuare le sue ricerche! Ci ha fatto vedere anche alcune vecchie lastre (!) riprese per la ricerca di asteroidi: occorre riprendere lo stesso campo a distanza di un pò di tempo. Se tra una esposizione e l’altra si nota un puntino allungato che cambia posizione, allora si tratta della traccia lasciata da un asteroide. Queste lastre vanno analizzate appoggiandole sopra un visore per retroilluminarle, e studiate attentamente tramite un oculare apposito. Può capitare di imbattersi anche in qualche galassietta!

A caccia di asteroidi!

Dopo aver pranzato da Maura, e averla ancora ringraziata per la sua ospitalità, a malincuore abbiamo ripreso la strada di casa, non prima di aver fatto un giretto al Museo della Ceramica (la sottoscritta) o nei dintorni (gli amici milanesi)… ma speriamo di ritornare presto da queste parti!