Sabato 2 e domenica 3 aprile assieme a diversi amici astrofili mi sono concessa un weekend all’insegna della cultura e dell’astronomia: abbiamo infatti deciso di visitare la città di Pavia, dove alcuni di noi non erano mai stati, la Certosa di Pavia e naturalmente l’Osservatorio Astronomico di Cà del Monte (Lat. 44°48’51.6” N – Long. 9°4’43.8” E), Cecima (PV), situato a 670 m s.l.m.

Il nostro itinerario è iniziato il 2 aprile mattina nella città di Pavia, dove abbiamo visitato le chiese del Duomo e di San Michele Maggiore, per poi fare una piacevole passeggiata per la città alla scoperta del Ponte Coperto e di altri scorci caratteristici. Volgendo lo sguardo verso il lato opposto della piazza in cui si trova la chiesa di San Michele Maggiore, ai nostri sguardi curiosi non è sfuggito l’orologio solare dipinto sulla parete di un palazzo: si tratta di una meridiana a ore astronomiche (le ore del nostro orologio), sui cui compaiono le ore solari in alto mentre quelle estive sono indicate in basso, come si può vedere dall’immagine in basso.

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L’orologio solare di piazza San Michele

Il nostro giro è poi proseguito nel pomeriggio con la visita della Certosa di Pavia, complesso monastico edificato alla fine del XIV secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano. Inizialmente abitato dai monaci certosini, in seguito ad essi subentrò una comunità di monaci cistercensi, che attualmente si occupano della manutenzione della Certosa e delle visite guidate per il pubblico. Un monaco cistercense ci ha accompagnato in giro per la Certosa, mostrandoci le sue numerose meraviglie, per esempio gli affreschi all’interno della chiesa in stile gotico rinascimentale, e una magnifica pala d’altare in avorio finemente intarsiata, rappresentate nelle immagini sottostanti.

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La Certosa di Pavia

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Gian Galeazzo dona alla Madonna la Certosa – Bergognone [Credit immagine: Wikipedia]

 

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Baldassarre degli Embriachi, Trittico in avorio (1409) [Credit immagine: Wikipedia]

Già che c’eravamo, ne abbiamo approfittato per visitare anche il Museo della Certosa, un piccolo museo ricchissimo di calchi in gesso e disegni di diversi fregi che ornano la Certosa. E’ presente anche una piccola pinacoteca al piano superiore del Museo.

Terminata la visita della Certosa, finalmente siamo saliti in macchina per dirigerci verso la destinazione finale del nostro giro: l’Osservatorio Astronomico di Cà del Monte!

Dopo un’oretta e mezza circa di macchina siamo giunti all’agriturismo Cà del Monte, dove il personale gentilissimo ci ha accolti e fatto sistemare nelle stanze. Dopo esserci riposati un momento, immancabile è sopraggiunto il primo attesissimo appuntamento: la cena all’agriturismo! Se è la prima volta che capitate sul mio blog, sappiate e ricordatevi che la gastronomia e l’astronomia vanno di pari passo. Sempre e comunque, specie se siete astrofili senza più alcuna speranza di guarire dal virus dell’astronomia.

Dopo la cena ci siamo incamminati verso l’osservatorio che abbiamo raggiunto in cinque minuti. L’osservatorio e l’agriturismo sono totalmente immersi nella natura delle campagne pavesi, un luogo davvero spettacolare, peccato solo che il cielo coperto ci abbia accompagnato per entrambi i giorni, tranne per circa un’oretta proprio la sera del sabato, durante cui abbiamo avuto il piacre di osservare un Giove stupendo come da tempo non lo vedevamo: il seeing era molto stabile, per cui siamo riusciti ad osservare benissimo la Grande Macchia Rossa, le zone polari e le bande temperate che caratterizzano l’atmosfera del gigante gassoso! Roba da non credere, cose che neanche voi umani potete immaginare. Lo strumento attraverso cui abbiamo osservato Giove era un Dobson da 35 cm di diametro. Purtroppo il cielo si è poi coperto, e non ci è stato possibile osservare altro. Ma nessun problema, perchè il piano B per ovviare all’inconveniente è stata una conferenza di Cristiana, una simpatica ragazza che lavora all’osservatorio, che ci ha parlato della visibilità dei principali corpi celesti per il mese di aprile, e di eventi astronomici avvenuti in passato sempre nel mese di aprile.

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L’Osservatorio di Cà del Monte

Dopo la conferenza, io e gli amici astrofili ci siamo intrattenuti a parlare con Matteo e Fabrizio, due nostri cari amici che lavorano all’osservatorio; tra una chiacchiera e l’altra abbiamo tirato tardi, e alla fine siamo andati a dormire che erano quasi le 2 di notte…stanchissimi ma soddisfatti.

Il giorno dopo alcuni di noi hanno deciso di recarsi a Varzi per dedicarsi allo studio ravvicinato di vari tipi di salumi, mentre Martino e io abbiamo optato per una passeggiata nei boschi, nella speranza di farci venire un pò di fame per poter affrontare l’impegnativo pranzo della domenica all’agriturismo. Prima del pranzo però ci attende una piacevole sorpresa: il prato davanti all’agriturismo si riempie dei colori delle vele da parapendio: un trio di coraggiosi parapendisti decolla davanti ai nostri occhi! O meglio, solo due riescono a decollare, il terzo evidentemente si sente troppo sotto pressione: in effetti ci siamo appostati nelle immediate vicinanze dell’improvvisato campo volo con tanto di macchine fotografiche, una cosa da far impallidire anche i paparazzi più incalliti…

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Notate la vela di questo parapendista qui sotto: in basso porta il nome WASP, che è l’acronimo di un progetto di ricerca di pianeti extrasolari. A questo punto sorge lecito il dubbio: il nostro amico sarà un astrofilo? Purtroppo non lo sapremo mai, perchè questo signore poi se ne è andato via alla ricerca di un altro luogo adatto a decollare, mentre noi siamo stati richiamati all’ordine dai doveri gastronomici…

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Dopo pranzo siamo andati di nuovo all’osservatorio per l’osservazione del Sole, che ovviamente non abbiamo visto per lo stesso motivo della sera precedente, ovvero il cielo coperto…accidenti!

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Rifrattore Tecnosky 102 mm

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PST

A causa dell’impossibilità di osservare il Sole attraverso i telescopi, ci è stata proposta una conferenza sotitutiva sulla nostra stella, accompagnata da spettacolari immagini e video sul Sole ottenuti dalle sonde spaziali tipo SOHO e SDO. A seguire altre lunghe chiacchierate tra noi astrofili hanno concluso questo weekend piuttosto intenso dedicato alla (g)astronomia e alla cultura. E stavolta sì, abbiamo proprio dovuto andare via…