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VI Star party di Alpette, 17 – 18 giugno 2017

L’ultima volta che sono stata ad Alpette risale all’ormai lontano 2006: in tale occasione, e cioè una serata astronomica pubblica organizzata presso il locale osservatorio astronomico, feci da assistente al dott. Walter Ferreri, astronomo dell’Osservatorio Astrofisico di Torino. Poi, tra una cosa e l’altra, da allora non sono più riuscita a mettere piede ad Alpette.

Circa due settimane fa ho letto, per puro caso, un post sulla pagina Facebook degli Amici del Polo Astronomico, l’attuale associazione di astrofili che gestisce l’osservatorio astronomico e il planetario, che diceva dell’imminente  VI star party fissato per sabato 17 e domenica 18 giugno:

starparty2017

Quale migliore occasione di uno star party per ritornare ad Alpette, e scappare via per qualche ora dal caldo afoso e opprimente che faceva in quei giorni a Torino? Detto fatto: venerdì sera carico la macchina, riempiendola di telescopi e molte altre cose utili per uno star party, e parto sabato nel primo pomeriggio. Dopo un’ora e mezza circa e molte curve finalmente arrivo ad Alpette.

Alpette è un piccolo paesino a 51 km a nord da Torino, a 957 m s. l. m. Noto come località di villeggiatura estiva, dal 1972 ospita anche un piccolo osservatorio astronomico, voluto dal parroco Don Giovanni Capace, che inizialmente era sul tetto della casa parrocchiale, dove vi rimarrà fino al 1987, anno in cui verrà trasferito in cima all’edificio comunale, dove si trova tutt’ora.

L’osservatorio astronomico presenta una strumentazione di tutto rispetto: sotto la cupola metallica da 5,5 m di diametro, troneggia un bel telescopio Rirchey-Chretien con apertura di 60 cm f/8, affiancato da un telescopio rifrattore apocromatico da 12 cm con lunghezza focale di 1 m.

Il telescopio Ritchey – Chretien dell’Osservatorio Astronomico di Alpette. Fonte: www.osservatorioalpette.it

Ad Alpette trovo ad accogliermi un Sole splendente e alcuni astrofili dell’associazione; alcuni telescopi fanno già bella mostra di sè. Anche se il Sole è ancora alto, non perdo tempo, inizio subito a montare anche i miei strumenti: il Newton 200 f/5, che ormai mi accompagna da 13 anni, e il telescopio solare Lunt LS-35 H-alfa, anche esso già con quasi 7 anni di servizio alle spalle. Tra un contrappeso, un’ottica e una fotografia ho il piacere di scambiare due chiacchiere con alcuni degli Amici del Polo astronomico, tra cui Davide, Luca ed Ernesto; ci sono anche altri astrofili appartenenti all’Associazione Segusina Astrofili e Luigi, un astrofilo alle prime armi.

Approfitto delle lunghe ore che ci separano dal tramonto anche per visitare il planetario, dove non ero mai stata: inaugurato nel 2010, ha una cupola di 8 m di diametro e 54 posti a sedere. Il filmato che ci viene proposto è un affascinante viaggio nel cosmo: partiti dalla Terra, grazie alla fantasia e alle bellissime immagini che man mano vengono proiettate, ci troviamo a viaggiare sempre più lontano nello spazio: dopo aver attraversato il Sistema Solare, ci spingiamo verso lo spazio profondo, fino a raggiungere alcune lontane galassie. Dopo questa proiezione, Ernesto ci insegna a riconoscere la stella Polare proiettando una riproduzione della mappa del cielo che sarebbe stato visibile quella stessa sera. In realtà già sapevo trovare la stella Polare, ma si sa mai, un ripasso fa sempre bene, nel caso un meteorite mi cadesse sulla testa privandomi della memoria…

Io e Davide ne approfittamo per mostrare il Sole ai curiosi che passano di lì attraverso i nostri telescopi solari: il suo strumento è il Lunt LS-60 H-alfa, di cui posso apprezzare il maggiore potere risolutivo, grazie a cui diventa possibile scorgere dettagli molto fini. Visto che abbiamo ancora molto tempo, ne approfittiamo anche per effettuare alcune riprese solari, le mie sono disponibili qui. Devo dire che la piccola telecamera QHY5-II-M mi sta regalando grandi soddisfazioni, anche se è da pochissimo che mi sono avvicinata all’astrofotografia. Con sorpresa (l’attività solare sta scendendo lentamente verso il minimo) scorgiamo un paio di macchie con ombra e penombra, di forma quasi circolare, e altre molto più piccole, senza la penombra attorno.

Tra molte chiacchierate, arriva l’ora di cena: andiamo in un bar ristorante a 5 minuti a piedi dall’osservatorio, e lì, tra un piatto e l’altro, salta fuori che gli astrofili di Susa hanno problemi con due fari che puntano, guarda caso, proprio verso la loro sede sociale, presso il Castello della Contessa Adelaide, e sono piuttosto fastidiosi per le osservazioni astronomiche. Accidenti, che seccatura…come eliminare questo fastidioso disturbo luminoso? Ci siamo sbizzarriti con le ipotesi più disparate, che comprendevano lanci di oggetti contundenti con le fionde, taglio dei cavi di alimentazione, sommosse popolari da parte degli astrofili, un nuovo regolamento dell’illuminazione pubblica etc. Alla fine però non siamo giunti ad una decisione univoca.

Finalmente il cielo diventa buio, la piccola piazza dietro l’osservatorio si riempie di famiglie con bambini e curiosi desiderosi di osservare il cielo: si parte! Noi astrofili siamo in posizione a fianco dei nostri telescopi, pronti a mostrare le meraviglie dell’universo a chi lo desidera. Iniziamo a puntare Giove, che splende verso sud – est, all’interno della costellazione della Vergine.  Il gigante gassoso suscita subito l’entusiasmo dei più piccoli, che, nonostante tutto, sono anche abbastanza disciplinati, visto che non si appendono alla Tarzan al portaoculari del telescopio, meno male. Ma Giove cattura anche l’attenzione dei più grandi: grazie al seeing piuttosto buono, oltre alle bande equatoriali, è possibile scorgere anche alcune bande polari più tenui e addirittura la Grande Macchia Rossa, una gigantesca tempesta dell’atmosfera gioviana grande circa 2,5 volte la Terra!

Cliccare sull’immagine sottostante per vedere le foto dello star party

IMG_6081 (copia)

Nel frattempo, le attività fervono anche in osservatorio: vedo gruppi molto numerosi salire in cupola per accostare l’occhio al telescopio, per molti di loro è la prima volta che osservano attraversano il telescopio, e tutti ne sono estremamente soddisfatti!

In piazza continuiamo imperterriti a mostrare Giove, ma verso le 23:30 sorge anche Saturno, che regala sempre grandi soddisfazioni per via del suo maestoso sistema di anelli: stasera è visibile anche la Divisione Cassini, grazie al seeing buono. Visto che ho piazzato il mio telescopio in una posizione un poco infelice, quasi sotto il tetto di una casa, devo aspettare ancora una mezzoretta prima di poter osservare a mia volta Saturno e di poterlo mostrare anche agli altri. Ad un certo punto passa di lì anche Walter Ferreri, che umilmente mi chiede di poter osservare Giove attraverso il mio telescopio.

Verso mezzanotte, quando molte persone vanno via, noi astrofili possiamo finalmente osservare qualche oggetto di profondo cielo. Il cielo è molto limpido, e mi sembra doveroso puntare subito M 13, quasi allo zenith, che grazie all’oculare Tecnosky da 13 mm di focale appare in tutto il suo splendore. Che meraviglia, avevo proprio voglia di rifarmi gli occhi con quello spolverio di stelle che nitidissime fanno bella mostra di sè nell’oculare. Nel corso della serata finiscono all’interno del tubo anche altri oggetti deep – sky: 

M 27 nebulosa planetaria nella Volpetta

M 57 nebulosa planetaria nella Lira

M 71 ammasso globulare nella Freccia

Cr 399 asterismo noto anche come Gruccia o Attaccapanni, per la caratteristica figura formata dalle stelle che lo compongono; si trova nella Volpetta

M 56 ammasso globulare nella Lira

M 4, M 80 ammassi globulari  nello Scorpione

IC 4665 ammasso aperto in Ofiuco

M 52, NGC 7789, NGC 457 ammassi aperti in Cassiopea

M 108 galassia nell’Orsa Maggiore

M 11 ammasso aperto nello Scudo

Alle 23:30 faccio salgo in osservatorio assieme agli altri astrofili per osservare Saturno ed M 13, e ne approfitto anche per fare un giro sul balcone che gira tutto attorno alla cupola e qualche foto, dopodichè ritorno in piazza con l’idea di continuare ad osservare.

Purtroppo, verso le 2:00, arrivano dei pesanti veli, che si diffondono in tutto il cielo impedendoci di osservare: accidenti, ma proprio ora che ho il Velo del Cigno in posizione ottimale? Che grande scocciatura… a malincuore molti di noi sono costretti a smontare gli strumenti e ad andare a dormire. Pazienza, siamo comunque soddisfatti della serata.

La mattina dopo, un pò assonnati nonostante le decine di caffè, siamo pronti per le 10 per far osservare il Sole attraverso i telescopi solari ai curiosi. Wow che meraviglia! Oggi sulla nostra stella compaiono diverse belle protuberanze, che ieri non erano visibili. Presi dall’entusiasmo, io e Davide tentiamo qualche scatto veloce al volo per immortalarle, ecco qui le mie.

Assorti come siamo nelle riprese e nelle osservazioni solari, quasi ci dimentichiamo di pranzare, ma arriva un nuovo fronte nuvoloso che ci costringe a smontare gli strumenti, che si dissolverà parzialmente nel pomeriggio. Dopo pranzo mi fermo a chiacchierare con gli astrofili, e infine saliamo un’ultima volta in osservatorio per osservare il Sole, stavolta attraverso il rifrattore apocromatico da 12 cm montato in parallelo al grande Ritchey-Chretien e filtrato attraverso un filtro in Astrosolar: ecco due belle macchie, con tanto di penombra e filamenti! Peccato però che il seeing non è favorevole, l’immagine ribolle tutta.

A questo punto purtroppo giunge il momento di ritornare nella calda Torino, non ne ho mica voglia. Sono però contenta di aver partecipato allo star party di Alpette e soprattutto di aver incontrato tante altre persone che, come me, hanno preso il virus dell’astronomia e non sono più riuscite a liberarsene e che spero di incontrare di nuovo magari in occasione della VII edizione dello star party di Alpette, o prima!

Per saperne di più sull’Osservatorio Astronomico di Alpette:

http://www.osservatorioalpette.it/

http://www.comune.alpette.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=455&Itemid=42

http://polo-astronomico-di-alpette-star-party-2017.webnode.it/

http://polo-astronomico-di-alpette-star-party-2017.webnode.it/polo-astronomico-don-giovanni-capace/

https://it-it.facebook.com/amicidel.poloastronomico

Saint Barthelemy, 14 -15 – 16 aprile 2017

Nonostante le previsioni meteo poco incoraggianti, ho deciso lo stesso di andare il 14, 15 e 16 aprile 2017 a Saint Barthelemy, Valle d’Aosta, per osservare. Il meteo alquanto incerto è testimoniato dalla seguente fotografia, ripresa da Venoz, poco sopra l’osservatorio astronomico:

IMG_6000.JPG

“Pazienza” ho pensato “se non potrò osservare scambierò due chiacchiere con gli amici”. E così è stato: nel pomeriggio tardi di venerdì sono arrivati Piero e Patrizia, Carlo e Monica Sarzi e Carlo Rocchi. Sabato ci ha raggiunto anche Stefano Cademartori. Ci siamo sistemati nelle piazzole per gli astrofili dietro l’osservatorio, e abbiamo iniziato a montare gli strumenti: meglio essere pronti, magari il cielo più tardi si schiarisce e qualcosa si riesce a fare. Verso le 19.30 il cielo, anzichè schiarirsi, il cielo si è coperto ancora un pò e sono addirittura venute giù due gocce di pioggia: per sicurezza ho smontato l’ottica del mio Newton 200 f/5 e l’ho portata in macchina. Fortunatamente poco dopo le 20 il cielo si è schiarito e non appena ha fatto buio abbiamo potuto iniziare la sessione di osservazioni. Il cielo però non è diventato completamente sereno, ma era caratterizzato dal continuo passaggio di veli più o meno densi. Nonostante questo, siamo comunque riusciti ad osservare qualche oggetto visualmente attraverso il mio telescopio Newton 200 f/5:

M 101, M 81, M 82, NGC 3077 galassie nell’Orsa Maggiore

M 3 ammasso globulare nei Cani da Caccia

M 65, M 66, NGC 3628 il tripletto di galassie del Leone noto come “Il Clown”

M 105, M 95, M96, NGC 3384 galassie sotto la pancia del Leone

M 51, NGC 5195, M 63 galassie nei Cani da Caccia

Giove e i satelliti medicei: purtroppo non era la serata giusta a causa del vento: per cui il seeing lasciava piuttosto a desiderare.

NGC 2903 galassia appena sotto il muso del Leone

Per concludere in bellezza la serata (più o meno verso l’1.00 di notte) abbiamo provato ad osservare la cometa 41P/ Tuttle – Giacobini – Kresak: nonostante le effemeridi la dessero di magnitudine 6,7 trovarla è stata un’impresa tutt’altro che banale a causa della presenza di veli piuttosto spessi e della non ottimale collimazione del Newton. La cometa non mostrava una coda, ma la sua chioma ci è apparsa di forma ovale. Mentre grazie al collimatore laser di Stefano ho risolto il problema della collimazione, per il meteo non c’è stato nulla da fare ed è per questo che verso l’1.30 abbiamo smontato gli strumenti e siamo andati a dormire.

La notte seguente, quella tra sabato e domenica, è stata piuttosto impegnativa a causa del continuo passaggio di veli piuttosto spessi: saltando letteralmente tra una stella e l’altra in una corsa contro il tempo per arrivare prima delle nuvole (che spesso arrivavano prima della povera autrice di queste pagine), siamo comunque riusciti ad osservare qualcosina:

M 35, NGC 2158 ammassi aperti nei Gemelli

M 37, M 36, M 38, NGC 1907 ammassi aperti in Auriga

NGC 3384, M 105, M96, M 65, M 66, NGC 3628 galassie nel Leone: già osservate la sera precedente, ma tant’è… visto il meteo non potevamo certo fare gli schizzinosi!

NGC 4559, NGC 4565 galassie nella Chioma di Berenice

M 104, NGC 4697, NGC 5746 galassie nella Vergine

NGC 4038, NGC 4039 galassie nel Corvo: si tratta delle famose Antenne, riprese anche dal Telescopio Spaziale Hubble

NGC 4361 nebulosa planetaria nel Corvo

Giove

NGC 5634 ammasso globulare nella Vergine

M 13 ammasso globulare in Ercole 

Purtroppo, verso l’1.30 anche l’ultima porzione di cielo ancora sereno è stata irrimediabilmente coperta dalle nuvole, e non c’è stato più nulla da fare. Purtroppo neanche gli amici astrofotografi sono riusciti a compiere tutte le osservazioni che desideravano, per cui, a malincuore, abbiamo dovuto smontare i telescopi e andare a dormire.

Ma torneremo sicuramente alla carica quando ci saranno condizioni climatiche migliori… siete avvisati!

Uno star party fuori programma: Saint Barthelemy 27 – 30 dicembre 2016

Viste le previsioni meteo ottimali, il 27 dicembre 2016 ho deciso di andare a Saint Barthelemy per osservare, accompagnata dal fedele telescopio Newton 200 f/5. D’accordo con gli amici Piero e Patrizia e altri astrofili loro amici, abbiamo scelto il piazzale davanti all’osteria del Passet per la nostra sessione osservativa. Scarichiamo i telescopi dalle macchine, li montiamo e ci accingiamo ad iniziare le osservazioni per poi accorgerci che… un bel lampione esterno dell’osteria del Passet inonda di luce bianca tutto il piazzale! Disperati, ci rassegniamo a dover osservare con la sua antipatica presenza, ma fortunatamente a Piero e a me viene un’idea: recuperiamo un’asta segnaneve, e un telo che io avevo in macchina. Appoggiamo il telo sopra l’asta, e poi il tutto a fianco del lampione: in questo modo riusciamo a schermare una buona parte della sua luce. Finalmente, alle 19.20 circa, inizia il divertimento! Secondo me il bello di osservare di inverno è proprio questo: si inizia presto, non appena è buio, e anche se dovessimo andare a dormire all’una o alle 2 avremmo comunque alle spalle già 6 – 7 ore di osservazione.

Ecco cosa finisce nel telescopio:

M 36, M 37, M 38, NGC 1907 ammassi aperti in Auriga

NGC 1931 nebulosa galattica in Auriga

M 35, NGC 2158, NGC 2129 ammassi aperti nei Gemelli

NGC 2392 nebulosa Eskimo nei Gemelli, una nebulosa planetaria

M 44 ammasso aperto nel Cancro

M 42, M 43, M 78, NGC 2071 nebulose in Orione

M 81,  M82, NGC 3077, NGC 2976 galassie nell’Orsa Maggiore

M 41 ammasso aperto nel Cane Maggiore

M 1 resto di supernova nel Toro

NGC 2903, NGC 3344 galassie nel Leone

M 46, M 47 ammassi aperti nella Poppa

Purtroppo, a causa del vento e del freddo pungente, non riusciamo ad osservare ancora per molto, perchè, nonostante i guanti, le mani tendono a congelarsi istantaneamente quando ci tocca togliere i guanti per cambiare oculare, per cui, molto a malincuore, ci tocca sospendere le osservazioni; tra l’altro, per questa sera, non avrei potuto comunque continuare perchè ad un certo punto la mia presenza sarà richiesta in osservatorio.

Tra un oggetto e l’altro mi diverto a scattare qualche fotografia notturna a grande campo, come quella qui sotto, in cui Orione fa bella mostra di sè nel cielo orientale. Si tratta di una posa singola da 30 s a 800 ISO, f/3,5, ripresa con Canon EOS 400 D.

img_5832

La sera dopo, 28 dicembre, cambio postazione di osservazione: mi sposto in una delle piazzole dietro l’osservatorio astronomico; un collega dell’osservatorio mi dice che altri astrofili, oltre a me, sarebbero stati presenti. Di chi si tratta? Sicuramente di qualcuno che conosco, penso io: e infatti è un piacere ritrovare Alessandro, Andrea e Marco, che ho conosciuto grazie a vari star party! Scambio volentieri due chiacchiere con loro, e nel corso della notte condividerò con loro l’osservazione di diversi oggetti deep sky attraverso il telescopio: essendo astrofotografi, dovranno pur ingannare il tempo in qualche modo. La notte trascorre (purtropppo) velocemente, tra lunghe chiacchierate e diverse pause nella reception dell’osservatorio per riscaldarci: fa freddo, la temperatura è di qualche grado sotto zero (anche se poco più alta rispetto alla sera prima), ma almeno non ci sono umidità nè vento. La notte tra il 28 e il 29 infatti è la migliore per le osservazioni perchè il cielo è davvero terso e cristallino grazie al phoen di pochi giorni prima: lo SQM segna valori poco sopra 21! Incredibile ma vero, sono valori poco sotto quelli namibiani! La nottata osservativa, almeno dal mio punto di vista, è davvero proficua: fatti i conti, alla fine riesco ad osservare quasi un’ottantina di oggetti! Eccoli:

M 57 nebulosa planetaria nella Lira

M 56 ammasso globulare nella Lira

Albireo stella doppia nel Cigno

Epsilon Lyrae stella doppia – doppia nella Lira

NGC 6960 resto di supernova nel Cigno

M 81, M 82, NGC 3077, M 109, M 108, NGC 3953, NGC 4088 galassie nell’Orsa Maggiore

M 31, M 32, M 110, NGC 891 galassie in Andromeda

NGC 253 galassia nello Scultore

M 77, NGC 247 galassie nella Balena

M33, NGC 925 galassie nel Triangolo

M 34, NGC 884, NGC 869 ammassi aperti in Perseo

NGC 1023 galassia in Perseo 

NGC 129, NGC 457, NGC 436, NGC 663, NGC 654, M 103, NGC 7789, NGC 225 (Ammasso della Barca da Vela), M 52 ammassi aperti in Cassiopea 

NGC 288 ammasso globulare nello Scultore

M 44, M 67 ammassi aperti nel Cancro

M 42, M 43, M 78, NGC 2024, NGC 1977 (Running Man Nebula) nebulose in Orione 

M 41 ammasso aperto nel Cane Maggiore

M 79 ammasso globulare nella Lepre

NGC 2017 ammasso aperto nella Lepre

M 1 resto di supernova nel Toro

M 76 nebulosa planetaria in Perseo

M 35, NGC 2158 ammassi aperti nei Gemelli

NGC 1647, NGC 1746, NGC 1817, NGC 1807 ammassi aperti nel Toro  

M 50, NGC 2343, NGC 2353 ammassi aperti nell’Unicorno

M 46, M 47, NGC 2423 ammassi aperti nella Poppa

NGC 2438 nebulosa planetaria nella Poppa

M 48 ammasso aperto nell’Idra

M 65, M 66, NGC 3628, NGC 3593, M 96, M 105, NGC 3384, M 95 galassie nel Leone

NGC 4559 galassia nella Chioma di Berenice

NGC 5195, M 51, NGC 5198, M 63 galassie nei Cani da Caccia

M 97 nebulosa planetaria nell’Orsa Maggiore

Bè, non posso proprio lamentarmi del bottino osservativo della seconda notte! Anche perchè la notte seguente, quella tra 29 e 30 dicembre, è stata caratterizzata da intensa umidità all’inizio: ben il 98%, secondo la stima di Antonio, un astrofilo arrivato il pomeriggio del 29. Poi, come se l’umidità che ghiacciava sul telescopio e appannava gli oculari non fosse già abbastanza, a questa seccatura se ne è aggiunta un’altra: un bel fascio di luce bianca proveniente da una casa nelle immediate vicinanze dell’osservatorio, che entrava dritta dritta nei nostri strumenti! Che nervoso…ho dovuto andare a bussare per ben tre volte alla porta di questa casa per chiedere gentilmente che ci spegnessero la luce, ma per altrettante volte è stata riaccesa: facilmente erano i bambini presenti  che pacioccavano con gli interrutori dimenticandosi poi di spegnerli. Con Antonio avremmo avuto una voglia matta di strozzare con le nostre mani tutti gli abitanti di quella casa, ma purtroppo non ci è stato possibile. Durante questa ultima sera ne ho approfittato per fare qualche foto notturna a grande campo, ma purtroppo molte di esse sono venute male a causa della non ottimale messa a fuoco…pazienza, ritenterò un’altra volta [se volete guardare le foto, non ingranditele a tutto schermo, per favore, almeno così non si vedono le magagne].

A parte questi inconvenienti, qualcosa di osservativo sono riuscita comunque a fare, oltre alle foto:

M 42, M 43, NGC 1977 (Running Man Nebula) nebulose in Orione

M 45 ammasso aperto nel Toro

M 35, NGC 2158 ammassi aperti nei Gemelli

M 36, M 37, M 38, NGC 1907 ammassi aperti in Auriga

M 41 ammasso aperto nel Cane Maggiore

NGC 884, NGC 869 ammassi aperti in Perseo

M 101, M 81, M 82, NGC 3077 galassie nell’Orsa Maggiore

NGC 457 ammasso aperto in Cassiopea

La foto di seguito (posa singola di 30 s a 800 ISO f/3,5 con Canon EOS 400D) testimonia l’elevata umidità presente a Lignan la notte tra il 29 e il 30 dicembre: si nota una foschia molto densa nel fondovalle, che trasportava con sè anche parecchia umidità. Nonostante questo, per una volta tanto la foschia è stata utile per ragioni “scenografiche”:

IMG_5880.jpg

Molto a malincuore, ho dovuto andare a dormire presto, attorno alle 2, perchè l’indomani, il 30 dicembre avrei dovuto essere riposata per affrontare il viaggio di ritorno a casa. Ma penso che tornerà molto presto, magari durante lo star party invernale.