Skip to main content

LE MIE ASTROFOTO

I MIEI VIDEO

Nuovo Orione e Le Stelle – Astronomianews

Gita all’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte, 9 marzo 2019

Sabato 9 marzo, approfittando di un weekend completamente libero da impegni lavorativi, ho deciso di visitare l’Osservatorio Astronomico e Planetario di Ca’ del Monte, situato nell’Olprepò Pavese, in località Ca’ del Monte, Cecima, in provincia di Pavia. Ero già stata una volta qualche anno fa, ma ieri ho deciso che era il momento giusto per ritornarci, anche perchè lì ci lavora Matteo, un mio caro amico. Sono arrivata in zona alle 16.30, e visto che era una bellissima giornata ne ho approfittato per fare una lunga passeggiata in mezzo ai boschi tipici di questa zona, spingendomi fino a Guardamonte, dove c’è un centro didattico naturalistico. Lì vicino c’è anche una parete di roccia per chi fa arrampicata, e dalla cima ho potuto godere di un bellissimo panorama: [cliccare sulla foto per accedere all’album]

Al tramonto del Sole, ho scattato un bel pò di fotografie del tramonto e della Luna, ieri sera una sottile falcetta crescente: essendoci un fortissimo vento, del tipo che quasi si volava via, ho dovuto faticare non poco per evitare foto mosse. Da brava astrofila non ho potuto resistere alla tentazione di scattare qualche foto del tramonto, ma volevo inquadrare anche la Luna: pensa che ti pensa, per ottenere questa inquadratura ho dovuto arrampicarmi sulla riva appena dietro l’osservatorio: lì, in equilibrio piuttosto precario, sono riuscita nel mio intento. Ed ecco quello che sono riuscita a fare.

Canon EOS 1300D, esposizione 1/40 s, 100 ISO, focale 18 mm, f/4,5. Notare la Luna sopra la pianta.

La sera ho cenato presso l’ottimo Agriturismo di Ca’ del Monte e in tale occasione ho chiacchierato con una coppia di milanesi neofiti dell’astronomia, che mi avevano scambiato per una persona dello staff dell’osservatorio! Specificato che no, non facevo parte del personale dell’osservatorio, mi hanno poi chiesto tantissime cose di astronomia. Dopo cena sono andata all’osservatorio, che è a 5 minuti a piedi dall’agriturismo; l’attività iniziava per le 21, ma io alle 20.30 ero già davanti ai cancelli dell’osservatorio. Sbirciando nell’oscurità, mi sono subito balzate agli occhi le sagome inconfondibili di due grandi telescopi: sicuramente due bei Dobson!!! Nello specifico si trattava di due Dobson da 35 cm di apertura della Orion, uno dei quali soprannominato “Nerone” per il suo colore. Già mi pregustavo l’osservazione del cielo che sarebbe avvenuta più tardi… certo, ormai sono un’astrofotografa, ma non sono insensibile al fascino dell’osservazione visuale attraverso un grande Dobson… dopo una breve chiacchierata sulle ultime novità dell’esplorazione spaziale tenuta dalla simpatica Cristiana, collega di Matteo, dentro il planetario, siamo passati all’osservazione attraverso i telescopi: ci siamo divisi in due gruppi, uno per telescopio, ed ecco il bottino celeste finito nel telescopio:

M 42 Grande Nebulosa di Orione: una autentica meraviglia! Ben visibili diversi dettagli della nebulosa, e anche le quattro stelle del Trapezio facevano bella mostra di sè. Alcuni astrofili visualisti sostengono di scorgere delle sfumature di colore arancione – rosa dentro M 42, ma io non ci sono mai riuscita, per me la nebulosa di Orione è grigio – verdastra.

M 51 e NGC 5195 galassie nei Cani da Caccia. Si vedeva bene, in visione distolta, la struttura a spirale e alcune bande scure dentro i bracci di M 51.

M 3 ammasso globulare nei Cani da Caccia

M 82 galassia nell’Orsa Maggiore, vista di taglio; una banda scura la attraversava più o meno a metà.

Peccato solo il forte vento che creava turbolenza e faceva oscillare leggermente il telescopio, il suo effetto positivo però è stato quello di ripulire quasi completamente il cielo da foschie e velature.

Dopo, mentre le altre persone seguivano la parte delle costellazioni con Matteo, io e Cristiana, essendo astrofile esperte, ci siamo dedicate a esperimenti di osservazione estrema, sempre attraverso il Dobson da 35 cm:

M 42 attraverso un filtro OIII il colore abituale della nebulosa era sostituito da una sfumatura più tendente al verde, ma la cosa più divertente in assoluto è stata vedere le stelle del Trapezio con un colore decisamente virato verso un bel verde smeraldo! Davvero insolito.

NGC 4038 e NGC 4039 galassie Antenne nel Corvo. Si tratta di due galassie interagenti a 45 milioni di anni luce dalla Terra, a causa di questa gigantesca distanza non mostrano dettagli al telescopio, ma si vedono come due macchie di luce un pò più chiare del fondo cielo.

NGC 2359 nebulosa Elmo di Thor nel Cane Maggiore attraverso il filtro OIII: ben visibile con la visione distolta come una macchia di colore turchese scuro, tendente al blu. Si vedevano bene le due corna dell’elmo. Qui una mia fotografia di questa nebulosa.

A ricordo di questa bellissima serata ecco una foto mia e di Nerone: datemi un telescopio (possibilmente un Dobson di grande diametro) e mi farete felice!

XXVII star party di Saint Barthelemy, 7 – 8 – 9 settembre 2018

[Cliccare qui per vedere le foto dell’expo a Volandia]

[Cliccare qui per vedere le foto dello star party di Saint Barthelemy]

Anche questo anno ho partecipato allo star party di Saint Barthelemy, giunto questo anno alla sua ventisettesima edizione: ovvero il mio dodicesimo star party valdostano! In effetti l’inizio della mia frequentazione di Saint Barthelemy risale all’ormai lontano 2007…

L’edizione appena conclusa ha visto una importante novità: l’assenza dell’Astronomy & Technology Expo, la fiera della strumentazione astronomica arrivata questo anno alla sua quinta edizione: la ragione risiede nella volontà del dott. Paolo Calcidese dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta di trasferire la fiera a Volandia, un bellissimo museo del volo a Somma Lombardo, in provincia di Varese, per allargare il bacino di utenza dei possibili curiosi e appassionati. Per questa ragione il weekend 1 – 2 settembre 2018 ero a Volandia per dare una mano per lo stand di Gateway to the Sky, un progetto di astrofotografia digitale portato avanti dal dott. Calcidese e da altri bravissimi astrofotografi. E in tale occasione ho scoperto di avere la stoffa della venditrice, mi sono proprio divertita a vendere libri e gadget del progetto! Molti hanno fatto acquisti, ma altrettanti mi chiedevano informazioni, sfogliavano libri e foto per tre ore, riempivano di ditate tutto quanto ma poi non compravano nulla. Antipatici. Le ditte presenti a Volandia erano SkyPoint, Tecnosky, Teleskop Service Italia, Reginato, Artesky, Auriga; assenti Geoptik, che poi ha rimediato durante lo star party, e 10 Micron, impegnata in una fiera in Germania.

40478485_1805590062857527_2924980497895391232_o

In veste di venditrice a Volandia. Fonte: Carlo Rocchi

Arrivata a Saint Barthelemy venerdì 7 settembre pomeriggio, saluto Piero e Patrizia del locale gruppo astrofili Per amor del cielo: “Ecco le chiavi del tuo ufficio!” mi dicono, e io li guardo con aria interrogativa: ma quale ufficio? Ma di cosa diavolo stanno parlando?” Poi loro e Calcidese mi aiutano a ricordare: ma certo, il mio “ufficio” è in realtà lo stand di Gateway to the Sky! Anche qui vendo qualcosina, ma l’andamento degli affari è piuttosto deludente, perchè venerdì pomeriggio non c’è ancora molta gente.

Dopo un pò vado a farmi un giretto nel campo sportivo, dove nel frattempo incontro Giosuè, un astrofilo amico di Lorenzo Comolli, che mi invita a dare un’occhiata al loro camper. Ma cosa avrà di tanto speciale un camper? Ogni camper è uguale ad un altro, tutti i camper sono bianchi o al massimo beige… tranne uno! E allora capisco il criptico invito di Giosue: l’unico camper diverso dagli altri ha diverse fotografie di oggetti astronomici sulle fiancate, davanti e dietro! Sulle due fiancate fanno bella mostra di sè due pezzi del Velo del Cigno, NGC 6960 e NGC 6992, che sono due resti di supernova, davanti la Helix Nebula e dietro la nebulosa Tarantola, che spettacolo! No dai, non posso crederci, ma è meraviglioso questo camper! Estasiata faccio almeno due volte il giro del camper per godere di tali meraviglie, e non resisto alla tentazione di scattare due fotografie. Poco dopo incontro altri due amici, Luigi ed Emmanuele, con i quali inevitabilmente ci mettiamo a chiacchierare. E dopo ancora incontro il Comolli con sua moglie Antonia e loro figlio Leonardo, un bellissimo bimbo nato pochi mesi fa. A questo punto Lorenzo mi offre un confetto. Oh no, ma quanti confetti del matrimonio hanno ancora? Immediatamente vengo assalita dal panico, e inizio a sudare freddo, memore dell’esperienza dello scorso anno. Stavolta però sono i confetti azzurri del battesimo del bimbo; ne prendo uno e ringrazio, ma la mia preoccupazione aumenta quando mi dicono che non va bene mangiarne solo uno perchè porta sfortuna, e devo mangiarne un numero dispari: aiuto, quanti confetti dovrò mangiare a questo giro? Fortunatamente Lorenzo mi permette di mangiare tre soli confetti.

img_07491

Il camper astronomico di Giosuè & co.

Mi dirigo poi verso il capannone del campo sportivo, sto pensando se iscrivermi o meno al concorso di astrofotografia digitale, non sono sicura di volerlo fare. Paolo Calcidese elimina alla radice la mia esitazione: prende un foglio per le iscrizioni, e d’ufficio mi iscrive al concorso, categoria profondo cielo! Bel guaio, Calcidese mi ha fregato, e adesso sono costretta a farla questa foto. Il piccolo problema è che non ho la più pallida idea di cosa fotografare… chiedo consiglio a Giuliano e Davide, che mi suggeriscono la nebulosa M 16 nell’Aquila: se mi spiccio, due ore di posa in prima serata possono bastare… va bè, proviamoci. Tentar non nuoce. Esco fuori, e dò un’occhiata agli strumenti esposti: la mia attenzione è catturata dal rifrattore Tecnosky Apo 130/900 Lanthanum sulla Crux 170, col filtro solare Daystar Quark con cui osservo una magnifica protuberanza solare. Il tempo passa velocemente, ormai il Sole sta per tramontare e l’aria diventa più fresca: è il segnale che l’ora di cena si avvicina, per cui vado verso l’ostello della gioventù che ci ospita. Impiego circa 50 minuti per arrivarci, perchè lungo la strada incontro altri amici con cui scambiare due chiacchiere, tra cui Andrea. Ci tengo a precisare che normalmente si impiegano 10 minuti…

41266770_1895885753832183_4395305153738047488_n

Rifrattore Tecnosky Apo 130/900 Lanthanum su Crux 170 + filtro solare Daystar Quark. Fonte: Giuliano Monti

 

img_07741

G-astronomia!

Dopo cena ritorno al campo sportivo, e finisco di montare il telescopio: impiego più tempo del previsto perchè è già buio, ma alla fine riesco nel mio intento; devo però fare la messa a fuoco, e questo mi fa perdere parecchio tempo, accidenti! Tra una cosa e l’altra inizio le pose su M 16 che sono quasi le 23, ed è ormai già molto bassa… a malapena riesco a fare un’ora di integrazione su questo oggetto, anche perchè qualche astrofilo birichino si avvicina troppo al tubo inondandolo di luce rossa… gli è andata bene che a questo giro ho dimenticato la spada laser a casa. Pazienza, vorrà dire che M 16 sarà destinata ad uso personale, mentre per il concorso dovrò inventarmi qualcos’altro. Dopo un altro giro di consultazioni con gli amici, ripiego sulla Bubble Nebula, NGC 7635, una nebulosa diffusa nella costellazione di Cassiopea quasi al confine con Cefeo. Lancio una sequenza di pose da 5 minuti, e mi allontano dal mio telescopio per dedicarmi con profitto all’osservazione visuale, che ci tengo a precisare non ho abbandonato: approfitto nientedimeno che del Dobson da 1 m di diametro di Fabio Marioni! Rispetto allo scorso anno, Fabio ha apportato delle migliorie, che ci permettono di godere di una magnifica visione di M 57, la nebulosa planetaria della Lira, e di NGC 6960, la parte con la stella del Velo del Cigno, un resto di Supernova! Sembra quasi di trovarsi al suo interno, talmente l’immagine è definita! Alzo lo sguardo, le velature del pomeriggio sono scomparse, e adesso il cielo è assolutamente sereno. Dopo un pò ritorno al campo sportivo per vedere l’andamento delle pose: tutto fila liscio, tranne che il tubo del Newton sta per toccare una delle gambe del treppiede. Rimango a monitorare la situazione, spero di poter fare ancora una mezzoretta… e nel frattempo escogito, assieme a Davide, uno scherzetto da fare ad Eleonora, una mia amica appassionata di astronomia: e cioè quello di farle chiedere a Franco Bertucci, appassionato visualista, di mostrarle Marte attraverso il Dobson da 76 cm di apertura! È noto quanto Franco Bertucci sia amante dell’osservazione planetaria: lui infatti considera i pianeti alla stregua di immondizia… se leggete i resoconti delle scorse edizioni dello star party di Saint Barthelemy ve ne renderete conto. Nel mentre, il mio telescopio ha raggiunto il limite: fermo le pose, e decido di tentare qualche scatto della cometa 21P/ Giacobini – Zinner: è una cometa periodica con un periodo orbitale di 6,5 anni, e un semiasse maggiore di 3,5 UA. Mi trovo però di fronte ad un problema: parlando con Emmanuele, scopro di aver preso le effemeridi sbagliate, per cui i primi scatti sono una schifezza perchè mossi; faccio qualche tentativo, dopo aver corretto i valori, che però non mi soddisfa granchè. Del resto, sono ancora agli inizi della mia esperienza astrofotografica, e il cammino sarà ancora molto lungo e pieno di errori prima di riuscire a combinare qualcosa di buono…

Sono le 4 passate, e devo riprendere le immagini di calibrazione; mentre il telescopio va vago per il campo sportivo e ogni tanto scambio due chiacchiere con altri appassionati. Il mitico bar delle salamelle è chiuso tre ore prima, che delusione, per cui non posso neanche prendermi un the caldo. Tra una cosa e l’altra si fanno le 6, e alla fine mi decido ad andare a riposare un pò. Per poi rialzarmi verso le 9.30.

La mattina del sabato, come al solito, trascorre velocemente tra chiacchiere e risate; il campo sportivo si riempie di astrofili e curiosi, accorsi per ascoltare il concerto della banda musicale La Lyretta di Nus. Provo anche a seguire le conferenze, ma non posso fermarmi troppo perchè ora bisogna mettere mano alla mia fotografia della Bubble! In realtà non la elaboro io, ma lascio volentieri l’arduo compito ad Andrea Pistocchini e Stefano Cademartori, che guarda caso sono proprio due dei bravissimi astrofotografi del progetto Gateway to the Sky e che ringrazio ancora molto per l’aiuto che mi hanno dato. In breve attorno a loro si forma un capannello di apprendisti astrofotografi e curiosi, e come per magia la Bubble Nebula prende forma [cliccare sulla foto per la versione ingrandita e per leggere i dati tecnici]:

ngc_7635_20180908

NGC 7635 Bubble Nebula. Questa immagine è frutto di un lavoro di squadra: mentre l’autrice del blog ha fatto le riprese, l’elaborazione è a cura di Andrea Pistocchini e Stefano Cademartori: grazie per l’aiuto!

A pranzo ci concediamo un panino alla salamella con cipolle e pomodoro e un gelato al bar allestito al campo sportivo, poi seguiamo le conferenze nel tendone seminari; nel frattempo arrivano anche Franco Bertucci e i suoi amici Carlo e Stefano assieme al Dobson da 76 cm di apertura, che montano vicino al tendone seminari: che bello, si prospetta una nottata di goduria astronomica attraverso il Dobson!

Ormai è tardi, e anche oggi il Sole tramonta sul campo sportivo: questa sera è molto più fresca della precedente, ma ahimè porta anche parecchia umidità. Nonostante il parere contrario di Davide decido lo stesso di provare a riprendere la galassia M 33 nel Triangolo: la galassia è appena sorta e ho tutta la notte per riprenderla! Ma anche stavolta la legge di Murphy colpisce implacabile: a causa di uno sbaglio nelle impostazioni del software di acquisizione delle immagini, in due ore riesco a fare solo una ventina di minuti di posa. E in più sta salendo una foschia che per per un’oretta ci impedirà di combinare alcunchè. Prima che il cielo si copra del tutto, riesco però ad osservare il Quintetto di Stephan attraverso il Dobson da 76 cm di Bertucci: la galassia NGC 7331 è la più luminosa, e appena sotto ci sono le altre quattro, estremamente deboli. Sono molto soddisfatta per averle osservate tutte e cinque, tutto sommato ho ancora un minimo di abilità visualistica residua, nonostante mi stia avvicinando all’astrofotografia! Quando il cielo si copre del tutto, andiamo a casa di Stefano per stare in compagnia e bere qualcosa, e lì troviamo anche Flavio e Stefano Seveso, impegnati nelle riprese della cometa e della nebulosa dei Fantasmini, che si chiama così proprio a causa della sua forma, che ricorda proprio quella di tanti piccoli fantasmini. Stiamo un pò lì poi decidiamo di andare a dormire: ovviamente il cielo è di nuovo sereno, ma non ho più voglia di montare di nuovo tutto, perchè sono ormai le 3.10. Decido di andare a dormire.

Domenica 9 settembre mi alzo alle 9.30, devo consegnare la fotografia della Bubble per il concorso. Alle 11.30 c’è la premiazione, quindi ho ancora tempo per fare una passeggiata nel campo sportivo e prendermi un caffè e una brioche per colazione. Prima di proclamare i vincitori del concorso astrofotografico, i partecipanti al concorso raccontano brevemente soggetto ripreso, strumentazione usata etc, e poi Bertucci aggiunge ancora qualche commento, e, da showman quale è, ci fa morire dal ridere quando ad un certo punto dice che gli tocca fidarsi di questi astrofotografi, che si ostinano a fotografare oggetti difficilissimi, che lui, per la miseria, non riesce proprio a vedere; almeno per ora, perchè tanto inventeranno dei filtri che prima o poi risolveranno questo problema. Di certo però Bertucci non si aspettava che tra questi astrofotografi ci fosse anche la sottoscritta: “Ma la foto di Giovanna chi?!?”, e penso che quando ha capito che ero io, gli sia venuto un mezzo infarto, e questo è confermato da voci di star party.

img_0754

Veduta del campo sportivo

Alla fine, nonostante il lavoro di squadra, la Bubble Nebula non è stata premiata dalla giuria, ma pazienza, l’importante è partecipare; devo però stare attenta, perchè tra 4 – 5 anni al massimo avrò un altro temibile rivale: Leonardo, il figlio del Comolli! A quanto pare, è già stato iniziato dal papà all’arte astrofotografica, e secondo altre indiscrezioni gli è stato anche regalato un telescopio… il primo premio del concorso sezione profondo cielo, un razzo ad acqua, è andato a Paolo Demaria per la sua dettagliatissima immagine di M 31, la galassia di Andromeda. Chissà se mi farà giocare col razzo una volta o l’altra?

A pranzo ci siamo ritrovati in 25 al bar della piazza: e lì ho capito come si sentono le sardine in scatola, perchè eravamo tutti allo stretto; nonostante questo è stato un piacevolissimo momento di convivialità, perchè assieme a noi c’erano, tra gli altri, anche Bertucci e due astrofili australiani in vacanza: durante il loro tour Italia – Svizzera – Francia, hanno saputo dello star party e hanno montato la strumentazione nelle piazzole dietro l’osservatorio. Immagino che abbiano provato quella sensazione di meraviglia nel vedere il cielo boreale, che noi italiani proviamo nel vedere il cielo australe; subito dopo però si saranno domandati ma quanto inquinamento luminoso c’è da queste parti?

Dopo pranzo mi sono fermata ancora un pò con Attilio e Alessandra, Piero e Patrizia e Davide, e ne ho approfittato per iscrivermi al Gruppo Astrofili Per Amor del Cielo: la mia tessera è la numero 102, come il film di animazione La carica dei 102. Il campo sportivo è ormai deserto, e noi siamo tra gli ultimi ad andare via. Si conclude così il XXVII star party di Saint Barthelemy.

Uno star party inaspettato: Saint – Barthelemy, 17 – 18 febbraio 2018

Sabato 17 e domenica 18 febbraio 2018 avrebbe dovuto svolgersi il terzo raduno invernale astrofili a Saint – Barthelemy, Valle d’Aosta, organizzato dall’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta; il programma era il seguente:

– A partire dal primo pomeriggio: accoglienza dei prenotati e assegnazione dell’area attrezzata dove montare il proprio strumento
– A partire dal crepuscolo e per tutta la notte: osservazioni e riprese del cielo con concorso di astrofotografia digitale CCD e Reflex

Il 15 febbraio però ci contatta il dott. Paolo Calcidese dell’osservatorio, per comunicarci l’annullamento della manifestazione a causa delle elevate probabilità di meteo avverso: accidenti, e noi che avevamo sperato fino all’ultimo in un meteo clemente…quasi tutti  gli astrofili disdicono, tranne un manipolo di pochi coraggiosi: Martino Balbo, Alessandro Merga, Davide Boldrin e la sottoscritta. Noi quattro decidiamo comunque di salire a Saint – Barthelemy, alla peggio se non si può osservare è una scusa per cambiare aria e dedicarsi con profitto alla gastronomia, che non delude mai. Arriviamo sabato pomeriggio all’ostello, che però troviamo chiuso: telefoniamo a Sara, la responsabile, per chiedere chiarimenti: persino lei dava per scontato che avessimo disdetto la prenotazione! Chiarito l’equivoco, una sua collega ci assegna la stanza 404, al secondo piano: scopriamo che siamo i signori assoluti dell’ostello perchè non c’è nessun altro; pensiamo addirittura di dare una festa in grande stile alla sera, ma questa idea viene accantonata. Intanto giunge l’ora di pranzo, e lì troviamo anche l’amico Stefano Cademartori con cui pranziamo e scambiamo due chiacchiere.

Il pomeriggio è dedicato al relax in ostello e a lunghe chiacchierate sui più svariati problemi tecnici relativi all’astrofotografia, mentre alla sera andiamo a cena all’Hotel Cuney dove mangiamo un’ottima pizza speck e brie in compagnia anche degli amici Piero e Patrizia e Ilario.

Da_Piero_2

A cena all’Hotel Cuney. Fonte: Piero Rosset

Colgo l’occasione per consegnare (finalmente, dopo settimane che li avevo a casa mia!) i premi agli amici astrofotografi vincitori del concorso di astrofotografia indetto dall’Associazione Ligure Astrofili Polaris di Genova, ecco la classifica:

Categoria foto astronomiche

1) Stefano Cademartori (Associazione “Per Amor del Cielo”) – soggetto: NGC 7497
2) Giovanna Ranotto (Osservatorio astronomico di Torino e Osservatorio della Valle d’Aosta) – soggetto:  anello di diamante – eclisse solare 21 agosto 2017
3) Anna Maria e Silvano Fiamma (Associazione “Per Amor del Cielo”) soggetto . transito della ISS davanti alla Luna

Categoria foto istantanee di paesaggio con soggetto astronomico

1) Piero Rosset (Associazione “Per Amor del Cielo”) – soggetto: Sundog (raro fenomeno solare ripreso a Valsavarenche, Val d’Aosta)
2) Renzo Bennati (socio Polaris) -soggetto: Il cielo del Gruppo del Dente del Gigante – Monte Bianco (con M31)
> 3) Luigi Vela (socio Polaris) – soggetto: sole al tramonto spiaggia delle Ghiaie, Portoferraio Isola d’Elba.

Da_Piero_3

Ecco alcuni dei vincitori del concorso di astrofotografia: da sinistra Stefano Cademartori, Piero Rosset e Giovanna Ranotto. Fonte: Piero Rosset e Patrizia Besenval

Mentre ceniamo, Piero esce per controllare il cielo: incredibile, si vedono ben tre stelle! La speranza di poter osservare qualcosa si riaccende… e viene premiata: verso le 23 il cielo è completamente sgombro! Dopo un’adeguata vestizione con abiti più pesanti, facciamo un salto all’osservatorio, poi ci precipitiamo al campo sportivo, dove nel frattempo Piero e Patrizia hanno sono già all’opera con il Dobson da 30 cm della loro associazione di astrofili, “Per amor del cielo“. E a questo punto inizio a mordermi le mani: certo che potevo portarlo su il telescopio, è la prima volta in 10 anni che salgo a Saint Barthelemy senza telescopio: male, molto male. Pazienza, vuol dire che la prossima volta non mi farò influenzare dalle previsioni meteo. Ad ogni modo mi consolo grazie alle celesti visioni di cui posso godere grazie al Dobson, il bottino è di circa una quarantina di oggetti:

M 42 nebulosa in Orione

M 3 ammasso globulare nei Cani da Caccia

M 67 ammasso aperto nel Cancro

M 81, M 82, M 101, M 108, M 109 galassie nell’Orsa Maggiore

M 106, M 63, M 94, M 51, NGC 5195, NGC 4490, NGC 4449 galassie nei Cani da Caccia (NGC 4490 è nota anche come Cocoon Galaxy, mentre NGC 4449 come Galassia Rettangolo)

M 97 nebulosa planetaria nell’Orsa Maggiore

M 13 ammasso globulare in Ercole

NGC 4559, NGC 4565 galassie nella Chioma di Berenice (la seconda è nota come Needle Galaxy)

NGC 2392 nebulosa planetaria nei Gemelli (Eskimo Nebula)

NGC 4361 nebulosa planetaria nel Corvo

NGC 4038, NGC 4039 galassie nel Corvo (Le Antenne)

M 104 galassia nella Vergine

NGC 188 ammasso aperto nell’Orsa Minore

M 65, M 66, NGC 3628, M 105 galassie nel Leone

NGC 2420 ammasso aperto nei Gemelli

NGC 3115 galassia nel Sestante (Spindle Galaxy)

M 53 ammasso globulare nella Chioma di Berenice

Cor Caroli Alfa CVn

NGC 457 ammasso aperto in Cassiopea

M 45 ammasso aperto nel Toro

Per aver osservato circa due ore dalle 23 all’1, e sfidando la temperatura di -5°C, decisamente niente male! Posso proprio ritenermi soddisfatta. Ad un certo punto però persino noi abbiamo dovuto smontare a causa di un inizio di congelamento delle dita delle mani.

Da_Alessandro

Astrofili sotto le stelle. Fonte: Alessandro Merga

Felici per essere riusciti lo stesso ad osservare nonostante le previsioni meteo fossero alquanto sfavorevoli, andiamo a dormire.

Il mattino dopo ci alziamo più o meno verso le 8.30; dopo una colazione al bar della piazza, dove ci attardiamo a chiacchierare fino alle 11.30 circa, decidiamo di fare una capatina al Passet, dove troviamo parecchia gente che sta facendo sci di fondo: stiamo per rinunciare a cercare parcheggio, quando inaspettatamente l’autista di un pullman ci fa segno di parcheggiare vicino a lui, visto che l’altro pullman che aspettava non è mai arrivato; forse è finito dentro un buco nero? e poi in 10 minuti a piedi arriviamo al Passet, dove, tanto per cambiare, ci dirigiamo senza alcuna esitazione al bar per praticare ancora una volta la gastronomia, ma come siamo caduti in basso penso tra me e me…

Da_Martino

Il cannone sparaneve del Passet. Fonte: Martino Balbo

Ma il tempo è poco, perchè alle 12.30 Piero e Patrizia ci aspettano al bar della piazza di Lignan per pranzare tutti insieme, abbiamo giusto il tempo di scattare due foto panoramiche. E così nel primo pomeriggio si conclude un weekend che non sarà stato molto astronomico, ma senza dubbio ricco di lunghe chiacchiere e risate assieme a dei cari amici che condividono la passione per la (g)astronomia.

Da_Piero

Di nuovo al bar della piazza! Fonte: Piero Rosset