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Il galateo agli star party

Quante volte durante uno star party qualcuno, camminando al buio nei pressi dei telescopi, vi ha urtato inavvertitamente lo strumento, facendovi perdere quella nebulosa planetaria che avevate puntato con tanta fatica (come è capitato a me durante l’ultimo star party di Saint-Barthelemy, Valle d’Aosta…e potete facilmente immaginare gli accidenti che ho lanciato a quel disgraziato!), oppure vi ha abbagliato a tal punto con i fari delle macchine di passaggio che sembra di essere in pieno giorno? Questo articolo è una libera traduzione dall’inglese all’italiano di un articolo di Tom Clark e Charlie Warren apparso originariamente qualche anno fa sulle riviste Sky and Telescope e Amateur Astronomy Magazine. Si tratta di una interessante riflessione sul modo corretto di comportarsi durante uno star party per evitare spiacevoli inconvenienti e non risultare antipatici o arroganti agli altri. Buona lettura.

Cerca di arrivare prima che faccia buio e prenditi tutto il tempo per sistemarti con calma. Se puoi spegni le luci interne della macchina o ricoprile con una pellicola rossa traslucida, facilmente reperibile nei negozi di bricolage e in cartoleria.

Molti astrofili vivono in zone con un crescente inquinamento luminoso e purtroppo non hanno l’opportunità di osservare da località sotto cieli incontaminati tanto spesso quanto vorrebbero. Forse è questa la ragione per cui partecipare agli star party è diventato così popolare negli ultimi anni. In quale altra occasione puoi evadere dal solito tran tran, stare alzato tutta la notte, rivolgere lo sguardo verso gli angoli più reconditi dell’Universo, e poi dormire fino a mezzogiorno dopo una lunga nottata di osservazioni? Questa è solo una piccola parte della magia che hanno gli star party.Nuovi star party stanno spuntando come funghi un pò dappertutto: per farsi un’idea si può visitare il sito http://www.amateurastronomy.com/Star%20Parties.htm. [ Nota del traduttore: questo sito riporta perlopiù notizie relative a star party che si svolgono negli Stati Uniti d’America , in Canad e in Gran Bretagna; in Italia, presenti ormai da anni, si possono ricordare ad esempio gli star party di Saint Barthelemy, Forche Canapine, delle Dolomiti; con una ricerca su Internet se ne possono trovare diversi altri.]
Alcuni degli star party nati da più tempo ormai hanno raggiunto dimensioni gigantesche. Questo va bene! Avere qualche giorno, o una settimana,  per godersi il proprio hobby preferito e trascorrere intere giornate parlando con persone con lo stesso interesse è un’esperienza impagabile.Ad ogni star party si possono incontrare persone di tutti i tipi. Può darsi che molti siano “osservatori” da poltrona che soltanto ora partecipano al loro primo star party sotto cieli bui. Per andare d’accordo ed evitare di sembrare completamente ignoranti agli astrofili più esperti, ci sono alcune semplici cose che bisogna conoscere. Il galateo non è qualcosa di innato, che si sa dalla nascita, ma è invece una cosa da imparare.Ecco alcune dritte che ti aiuteranno a farsi nuovi amici al prossimo star party, ed impediranno che qualcuno ti indichi dicendo “Santo cielo! chi è quell’incapace?”

Preparati per tempo!

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Non preoccuparti della temperatura che hai sentito che potrebbe esserci: preparati a resistere ad una temperatura di almeno 20 gradi inferiore a quella del salotto di casa.

Fai un elenco di ciò che ti serve per controllare di non lasciare a casa qualcosa di cui poi invece avrai bisogno, come ad esempio la custodia di un oculare o una torcia a luce rossa. Se porti un telescopio, appronta una cassetta degli attrezzi contenete batterie di riserva, luci, etc. Se vuoi farti degli amici, evita di chiedere sempre le cose in prestito. Porta un termos con una bevanda calda e qualcosa per uno spuntino nel cuore della notte. Ancora meglio, porta anche qualche cibaria da condividere con gli amici. Se non conosci  bene il sito osservativo, cerca di partire abbastanza presto, in modo che se anche ti perdi hai ancora tempo per trovare la strada giusta e sistemarti con comodo senza disturbare gli altri.

Non sono permessi luci bianche e puntatori laser verdi.

galateo_2Dopo il tramonto del Sole, se ci sono altri osservatori nelle vicinanze, è vietatissimo tenere accese luci bianche, perchè altrimenti impedisci che i loro occhi si adattino alla visione notturna. Se  ti trovi su un terreno sconnesso e hai bisogno di una brillante luce rossa, puntala verso il basso, per amor del cielo! Solo perchè è rossa, ciò non vuol dire che non darà fastidio alla visione notturna. Non andare in giro brandendo la torcia a luce rossa come una spada laser di Guerre Stellari e puntandola in faccia agli altri. Prima di aprire le portiere della macchina, accertati che le luci dell’abitacolo siano spente, basta un secondo per fare questo controllo. Se vuoi diventare subito antipatico a tutti, sarai quello che rovina sempre l’adattamento al buio ai visualisti aprendo in continuazione baule e portiere della macchina e sparando fasci di brillante luce bianca in faccia a tutti.Se devi andartene via prima, parcheggia la tua auto in modo che i fari non diano fastidio a chi sta ancora osservando. Se proprio non puoi fare a meno di accendere una luce bianca, grida “LUCI ACCESE FRA 3 SECONDI!!!”, per dar tempo ad ognuno di girarsi dall’altra parte: questa premura sarà molto apprezzata.E’ meglio non usare i puntatori laser verdi perchè possono rovinare le riprese degli astrofotografi; inoltre i laser stanno diventando illegali perchè possono interferire col traffico aereo. Si tratta di strumenti potenti da usare coscienziosamente e responsabilmente.

Regole?

galateo_3Leggi le informazioni specifiche distribuite all’atto dell’iscrizione ad uno star party. Ci sarà un elenco di semplici regole: SEGUILE! Se dicono “Non spostare la macchina dopo il tramonto”, tu non la devi spostare. Punto e basta. Se alloggi in un motel nei pressi anzichè campeggiare, dovrai accordarti coi gestori in modo da andare e venire come desideri. A molti star party ciò vuol dire parcheggiare all’esterno del perimetro dell’area osservativa.

Quasi tutti i problemi sono dovuti a persone che non leggono mai gli opuscoli con le informazioni sugli star party, a quelli che credono che le regole si riferiscano solo agli altri. Se non rispettare le regole, piuttosto vai ad osservare per conto tuo, dove il tuo modus operandi non darà fastidio a nessuno. Gli star party sono eventi collettivi, e possono essere esperienze meravigliose per tutti, finchè ognuno è un buon vicino.Gli star party sono il luogo perfetto dove imparare di più sull’osservazione, gli accessori, le tecniche, la fotografia astronomica e qualunque altra cosa abbia a che fare col vostro hobby. Se stai pensando di acquistare un particolare modello, o costruire il tuo telescopio, non c’è posto migliore per sapere delle novità più recenti, vedere le configurazioni strumentali più innovative e avere consigli di prima mano dagli altri amatori che hanno esperienza con l’articolo che stai considerando. Col permesso dei proprietari, puoi provare lo strumento dei tuoi sogni, o vedere se quel nuovo schema di telescopio è buono come appare dagli opuscoli informativi. Comunque, sii cauto. Non farti avanti senza invito. Ognuno è orgoglioso della propria attrezzatura, ma ha anche il proprio gruppetto di amici con cui osservare. Finchè non sarai abbastanza fortunato che loro stessi ti chiederanno se vorrai unirti a loro per l’intera serata, non insistere. Usa il buon senso e prolunga l atua visita per un tempo ragionevole. Ringraziali per aver condiviso tempo e attrezzature con te, sarà cosa gradita.

Porta il tuo telescopio!

galateo_4Alcuni amatori hanno l’idea di poter guardare attraverso il loro telescopio ogni volta che vogliono quando sono a casa, così quando vanno ad uno star party non portano neanche il loro telescopio, pensando “Passerò il tempo guardando attraverso i telescopi degli altri!”. Cosa succederebbe se tutti facessero lo stesso? Non è bello! Non c’è scusa che tenga per non portare il proprio telescopio – sempre che tu ne abbia uno. Persino se hai un piccolo telescopio è giusto portarlo, e non guardare solo attraverso i telescopi più grandi. Potresti avere un modello che qualcun altro vorrebbe vedere. Non devono solo essere gli altri astrofili a farti osservare attraverso il loro strumento, anche tu devi fare la tua parte!

Dobsoniani

galateo_5Impara a manovrare un dobsoniano prima di trovarti in una imbarazzante posizione in cima ad una scala con 25 persone in fila dietro di te , e gridare “Sta uscendo dal campo visivo!”. Non è carino perdere l’oggetto che si sta osservando con una fila di persone dietro di te. Questi grandi telescopi sono facili da usare se sai come: per imparare bastano giusto un paio di minuti. Prenditi un pò di tempo per far pratica di giorno, oppure chiedi ad un astrofilo più esperto alcune dritte sull’inseguimento degli oggetti quando non ci sono lunghe file di persone dietro di te.

Grandi telescopi

galateo_6I grandi telescopi sul campo non sono per forza di pubblica proprietà. E’ assai probabile che i loro proprietari abbiano un programma osservativo da portare avanti. Se desideri guardare attraverso uno di essi, prima chiedi. Se possibile, informati in anticipo se il telescopio sarà disponibile per osservazioni pubbliche durante lo star party.

Astrofotografi

galateo_7Molti al giorno d’oggi fanno astrofotografia usando vari metodi ed equipaggiamenti, il che significa che può accadere, specialmente tra i principianti, che non ci si renda conto del fastidio che viene arrecato agli altri dalla luce dei display delle fotocamere e degli schermi dei computer portatili.
Se stai usando una reflex digitale, impara ad usare le impostazioni della fotocamera prima di andare ad uno star party. Impara a regolare la luminosità del display, che può risultare sorprendentemente elevata. Se non puoi effettuare tale regolazione o spegnere il display, ricoprilo con una pellicola rossa o schermalo alla vista degli altri.Le riprese video sono diventate molto popolari e possono rappresentare un modo magnifico per condividere ciò che è visibile attraverso il telescopio in tempo reale con più persone contemporaneamente.Ribadisco: occorre schermare opportunamente i display di fotocamere e computer oppure passare alla modalità notturna (= schermo con le scritte in rosso, tipico di molti programmi di simulazione della volta celeste), onde minimizzare il fastidio per gli astrofili visualisti e non rovinare loro l’adattamento al buio; se proprio non riuscite a schermare in nessun modo le vostre apparecchiature, la migliore cosa da fare è sistemarsi sul perimetro dell’area osservativa lontano da tutti gli altri osservatori e rivolgere i vari schermi e display verso l’esterno del perimetro. Allenati ad essere un buon “vicino di astroimaging” e vedrai che gli altri ti potrebbero invitare ad osservare attraverso i loro strumenti!

I telescopi degli altri? Non sono a tua completa disposizione come e quando vuoi…

galateo_8Non diventare una pesante appendice all’oculare di un telescopio altrui. Naturalmente ciò non significa che devi dare un’occhiata di soli due secondi ad un oggetto interessante e neppure che, quando sei al tuo telescopio, devi imparare a studiare ogni oggetto e addestrare il tuo occhio a vedere tutto quello che può. Ma quando sei al telescopio di qualcun altro, non lasciarti trasportare e non monopolizzare  il suo tempo  di osservazione.
La tua visita sia breve, e poi passa la prossimo telescopio sul campo, ringraziando il proprietario per averti permesso di condividere con lui la visione di qualche oggetto.
Talvolta può capitare che ti invitino a prendere parte ad una sessione osservativa estesa, ma non abusare della disponibilità degli altri e non interferire nei loro progetti osservativi. Anche loro hanno fatto fatica a ritagliarsi del tempo per osservare sotto cieli bui.Un modo per diventare un ospite benvenuto è portare qualcosa “in tavola”, ad esempio un oggetto potenzialmente interessante da osservare, un oculare di buona qualità o un filtro per migliorare l’osservazione. Dando qualcosa e ricevendo qualcos’altro in cambio ognuno può trarne beneficio.

Fumatori
Finchè sei fuori dal campo osservativo, il fumo di per sè non costituisce un problema. Il problema è l’accensione. Il normalmente insignificante bagliore di un accendino o  fiammifero è un killer per la visione adattata al buio dei tuoi amici. Stai attento a girarti dall’altra parte, e scherma la fiammella dell’accendino con le mani, in modo che il bagliore non rovini gli occhi di nessuno tranne i tuoi. Inoltre ricordati che alla fine qualcuno dovrà raccogliere i mozziconi di sigaretta che getti a terra, per cui usa un posacenere o raccogli le tue cicche prima di andare via. In generale è meglio astenersi dal fumare se stai condividendo delle osservazioni con altri. Il fumo può formare un velo o la cenere potrebbe accidentalmente sporcare lo specchio. Una pratica accettabile mentre sei al tuo telescopio può non esserlo per gli altri, per cui fanne a meno se hai dei dubbi.

Musica
E’ un ottimo modo per rilassarsi per parecchi. Per qualcuno, semplicemente, non è possibile osservare senza un adeguato sottofondo musicale. Alcuni amano osservare i cieli ascoltando musica rock heavy metal a 110 decibel. Ad altri può piacere ascoltare Elvis Presley per 8 ore. Magnifico! Divertiti! Alza il volume! Ascoltala forte quanto vuoi…solo usa le cuffie. Le battaglie tra pro-musica e no-musica non appartiene al campo d’osservazione. Molti apprezzano la musica new-age o la “space music” a basso volume per creare l’atmosfera. Questo genere musicale solitamente è apprezzato da molte persone, ma se qualcuno si lamenta…torna alle cuffie. L’inquinamento acustico può essere come quello luminoso, e cioè una bella scocciatura.

Sii disponibile, condividi le tue conoscenze

galateo_9Uno star party è un pretesto per imparare, ed un pretesto per insegnare. Se vedi un neofita tribolare per puntare un oggetto, chiedigli se puoi essergli d’aiuto. Molto probabilmente apprezzerà. Sii comprensivo per l’attrezzatura che stano usando, anche se è carente. Se sei un osservatore esperto incoraggialo. Il tuo intervento può far sì che vengano catturati da questo hobby per il resto della loro vita, oppure che releghino il telescopio in un angolo per sempre. Ogni tanto prenditi una pausa e gironzola per la zona osservativa. Vedrai scenette sia sorprendenti sia comiche. Divertiti, e aiuta gli altri a divertirsi!

Mattine tranquille

galateo_10Prima di mezzogiorno si dovrebbero evitare i rumori forti e parlare a voce alta: ciò costituisce una fonte di disturbo per gli astrofili che rimangono alzati fino all’alba. D’altra parte parlare ad alta voce sul campo osservativo alle 4 del mattino è di poco riguardo verso chi magari si alza all’alba per partire per una gita. Se siete una famiglia con bambini piccoli ed altri mattinieri, considerate di campeggiare in un’area dove non sarete disturbati dagli altri astrofili e dove a vostra volta non disturberete gli astrofili che stanno provando a dormire fino a tarda mattinata. Tale suggerimento sarà di più facile applicazione se vi sistemerete vicino a persone con abitudini simili alle vostre.

Immondizia
L’immondizia deve stare dentro agli appositi bidoni, non sul sito osservativo. Cerca di non essere una di quelle persone che pensano che sia una cosa da nulla lasciare l’immondizia in giro fino a “domani”, perchè entro la mattina potrebbe essersi sparsa nello spazio di qualcun altro. Se finisci una bevanda mentre vai a far visita ad altri, portatela via.

Congresso o star party?
Esistono due tipi di ritrovo che vengono etichettati come star party.
Il primo tipo è un congresso astronomico [nota del traduttore – ad esempio il congresso annuale dell’Unione Astrofili Italiani], ma l’osservazione non è la massima priorità, visto che vengono prima altre attività. Se sei uno degli organizzatori, sii onesto a dire cosa ci si dovrebbe aspettare. Non pubblicizzare un cielo scuro, quando in realtà il tuo sito è vicino alla città ed ha una cupola di luce che arriva fino allo zenit. L’onestà è sempre la politica migliore.
Agli star party propriamente detti l’osservazione è l’attrazione maggiore, con alte attività costruite attorno all’osservazione. Prima di decidere di andare ad uno star party, accertati che lo star party selezionato risponda alle tue necessità. Un astrofotografo non sarà molto felice di tentare riprese ad un congresso dove le persone stanno gironzolando con luci bianche, e un astrofilo da poltrona potrebbe non sentirsi a suo agio ad uno star party soto cieli bui dove sono permesse solo deboli luci rosse.

Sii simpatico

galateo_11Verso la fine di un lungo star party, noterai che la maggioranza degli osservatori più tosti stanno diventando un poco rimbambiti. Osservare fino all’alba, notte dopo notte, favorisce le male lingue. Stai attento a ciò che dici in queste condizioni. Nulla è peggiore che guardare dentro il telescopio Mega Mostro da 48” di qualcuno e dichiarare che ciò che si è visto è peggiore di ciò che si è osservato nel proprio Super Duper da 6” la scorsa notte. Questo non è il modo giusto per farsi degli amici. Sii rispettoso dei sentimenti altrui. Solo perchè hai pagato alcuni dollari di registrazione non puoi permetterti di fare quello che vuoi e spadroneggiare sugli altri. Inoltre ricordati che gli organizzatori dello star party sono solo volontari, non persone pagate. Sii disponibile per dare una mano se ne avessero bisogno. Organizzare uno star party comporta parecchio lavoro. Quando vedi qualcuno sistemare le sedie per trasformare la sala mensa in sala conferenze dagli subito una mano, il tuo gesto sarà apprezzato. Non toccare o sistemare mai un telescopio altrui senza prima chiedere il  permesso. Un telescopio che a prima vista può sembrare incustodito può essere nel bel mezzo di un inseguimento di un oggetto elusivo, e rischieresti di scontare le ire del proprietario se agisci senza pensare…
Gli star party sono per divertimento: partecipa di buon umore, e vai d’accordo con gli altri. Le cose potrebbero andare male se per caso ti dimenticassi qualcosa, o se non riesci a sistemarti nel modo desiderato, o parcheggiare nel posto voluto. Nonostante ciò guarda il bicchiere mezzo pieno, e attieniti al motto, sempre valido, del “Vivi e lascia vivere”.
Se incontri qualcuno di nuovo che non rispetta le regole dello star party, fagli capire che sta sbagliando in modo gentile: se sei un veterano, ti ricorderai sicuramente della tua goffaggine al tuo primo star party, per cui sii anche comprensivo. Ci farai una gran bella figura.

La missione spaziale Dawn

INTRODUZIONE

Che non si smetta mai di imparare vale anche in astronomia! Ed è proprio la curiosità di saperne di più che ha portato alla nascita della missione spaziale Dawn, che aiuterà gli astronomi ad approfondire le conoscenze della remota epoca durante cui si formarono Sole e pianeti, l’alba del sistema solare: “Dawn” è un parola inglese che significa proprio “alba”. E ciò avverrà esaminando le proprietà geofisiche di due asteroidi di Fascia Principale, 1 Cerere (o Ceres) e 4 Vesta: per questo motivo Dawn sarà la prima sonda spaziale ad orbitare attorno a due oggetti di Fascia Principale nel corso della stessa missione. Dawn è il nono progetto del Discovery Program della NASA, che ha l’intento di esplorare il Sistema Solare tramite missioni “low cost”, in modo da abbattere il più possibile i costi di sviluppo e missione.

Il logo della missione Dawn

Il logo della missione Dawn

CHI SONO VESTA E CERERE? GLI OBIETTIVI SCIENTIFICI DELLA MISSIONE

Prima di procedere con la descrizione della missione Dawn, dei suoi obiettivi scientifici e della struttura della navicella stessa, è opportuno spiegare che tipo di oggetti sono Cerere e Vesta e la storia della loro scoperta.

Si tratta di due asteroidi di Fascia Principale, una regione del Sistema Solare compresa fra le orbite di Marte e di Giove, a una distanza dal Sole tra 2 UA e 3,3 UA; 1 unità astronomica = 1 UA è la distanza media Terra­-Sole, pari a circa 150 milioni di chilometri. Il termine “asteroide”, di origine greca, significa “simile ad una stella”: ed è proprio così, simile ad una stella, cioè puntiforme, che ci appare un asteroide quando lo osserviamo attraverso un piccolo telescopio, per cui non riusciamo a distinguerne dettagli superficiali, esattamente come accade per le stelle più lontane del Sole.

La scoperta del primo asteroide, 1 Cerere, non arrivò grazie ad una ricerca dedicata, ma avvenne quasi per caso, come ci racconta il francese Camille Flammarion, nel suo libro “Astronomie Populaire” del 1880:

“Il primo giorno del nostro secolo, il primo gennaio 1801, un italiano, l’astronomo [Giuseppe] Piazzi, invaghito delle bellezze del cielo, osservava a Palermo le piccole stelle della costellazione del Toro e ne registrava con tutta esattezza le posizioni, allorchè gliene venne avvertita una che non aveva mai veduta. La sera appresso, il 2 gennaio, puntò di nuovo il suo cannocchiale sulla stessa plaga del cielo, e notò che la stella non era più nel punto in cui l’aveva vista la sera prima ed aveva retrogradato di 4’. Essa continuò a retrogradare fino a 12, poi si fermò, e si mosse in seguito in linea diretta, vale a dire, da ovest a est. Che cosa era quella stella mobile? L’idea che potesse essere un pianeta non si affacciò subito alla mente dell’osservatore, e la scambiò per una cometa, alla stessa guisa di William Herschel quando nel 1781 scoperse Urano: il sistema planetario pareva completamente conosciuto nei suoi membri essenziali; aggiungere ai vecchi un pianeta nuovo sarebbe stata cosa di alta importanza, laddove l’aggiungere una o più comete non poteva essere cosa di gran conseguenza.”.

Soltanto qualche tempo dopo Giuseppe Piazzi si rese conto che poteva trattarsi del “pianeta mancante”: un ipotetico pianeta orbitante tra Marte e Giove. L’esistenza di tale pianeta era già stata prevista dagli astronomo tedeschi Johann Titius e Johann Elert Bode, che suddivisero la distanza tra il Sole e Saturno, allora il più lontano pianeta allora conosciuto, in 100 parti o unità: così Mercurio veniva a trovarsi a quattro parti dal Sole, Venere a 7 (4+3), la Terra a 10 (4+6) e Marte a 16 (4+12). Titius e Bode notarono che ogni volta che il secondo numero in parentesi raddoppia si individuava un pianeta fino ad arrivare a Saturno, con l’unica eccezione di 28 (4+24), cui non corrispondeva alcun pianeta (la cosiddetta legge di Titius­Bode). Oggi, grazie a telescopi più potenti, sappiamo che quel pianeta mancante ipotizzato da Titius e Bode è l’asteroide 1 Cerere, scoperto proprio da Piazzi l’ 1 gennaio 1801.

Si ritiene che, 4,6 miliardi di anni fa, agli albori del Sistema Solare, la forza di gravità di Giove abbia impedito la formazione di un unico pianeta tra le orbite di Marte e di Giove, lasciando invece al suo posto una cintura di detriti, quella che noi oggi conosciamo come fascia principale degli asteroidi. Le successive collisioni tra questi oggetti celesti ne hanno prodotto la frantumazione e aumentato il numero, e complesse dinamiche hanno prodotto lo spostamento di alcuni frammenti dalla fascia principale degli asteroidi ad altre zone del sistema solare.

A sinistra, Cerere ripreso dal telescopio spaziale Hubble nel 2004; a destra un'immagine di Vesta ripresa dalla sonda Dawn nel luglio 2011

A sinistra, Cerere ripreso dal telescopio spaziale Hubble nel 2004; a destra un’immagine di Vesta ripresa dalla sonda Dawn nel luglio 2011

Vesta e Cerere sono i due asteroidi più massicci, e sono molto più grossi degli altri asteroidi visitati da navicelle spaziali. Entrambi sono sopravvissuti pressoché intatti alle numerose collisioni con altri corpi celesti tipiche del turbolento passato del sistema solare, e mantengono ancora tracce delle condizioni fisiche e chimiche che c’erano durante le prime fasi di formazione dei pianeti. Alcune delle loro caratteristichesono elencate nella seguente tabella:

tabNote: perielio = punto dell’orbita di un asteroide più vicino al Sole

afelio = punto dell’orbita di un asteroide più lontano dal Sole

inclinazione = angolo tra il piano dell’orbita di un asteroide e il piano dell’orbita terrestre

Vesta sembra essere un corpo secco, indifferenziato, con tracce di flussi di lava a base di  pirosseni. Le osservazioni telescopiche rivelano variazioni mineralogiche attraverso la sua superficie. Sembra che sul Polo Sud ci sia un enorme cratere da impatto di 460 km di diametro, a riprova dell’importante ruolo giocato dagli impatti tra corpi celesti durante la
formazione del sistema solare. Il confronto degli spettri di riflessione suggerisce che le meteoriti acondritiche conosciute come HED (costituite perlopiù da minerali come howardite, eucrite e diogenite, da cui l’acronimo HED che ne identifica il tipo) siano frammenti di Vesta. Tramite analisi di laboratorio delle meteoriti HED si potrebbero quindi migliorare le conoscenze relative a struttura ed evoluzione di Vesta.

Ceres, o Cerere, l’oggetto più grande della fascia degli asteroidi, appena più lontano dal Sole di Vesta, è molto diverso. Non rivela il ricco spettro di riflessione tipico di Vesta, e ad esso non è associato alcun meteorite. Alcune osservazioni nelle microonde sono state interpretate come indizio del fatto che possa essere ricoperto di un materiale tipo argilla, che indicherebbe che l’acqua ha avuto una certa rilevanza nella storia di Cerere. A dimostrazione di questa conclusione c’è la scoperta di possibili tracce di minerali idrati. L’evidenza di una fuga di gruppi OH (ossidrile) dal polo nord è in buon accordo con un modello secondo cui una calotta polare durante l’inverno è soggetta ad infiltrazioni sub­ superficiali d’acqua, che poi ghiaccerebbe e infine si scioglierebbe in parte durante l’estate. Il ghiaccio d’acqua, nelle zone che non sono mai illuminate dal Sole, potrebbe essersi preservato all’interno di Cerere per un periodo pari all’età del sistema solare. Una curiosità: se un astronauta si avventurasse su Cerere, peserebbe leggermente meno di un terzo del suo peso sulla Terra.

Le profonde differenze nella geologia di questi due pianetini ne rendono lo studio comparato piuttosto avvincente. Per cercare di fornire una spiegazione di tali diversità, occorreranno misure molto accurate di vari parametri come densità, orientazione dell’asse di rotazione, misure del campo gravitazionale e della composizione chimico­mineralogica dei due asteroidi. Naturalmente non mancheranno la mappatura e la ripresa di immagini ad alta risoluzione delle superfici di Ceres e Vesta.

PROFILO DI MISSIONE

La missione spaziale Dawn è iniziata il 27 settembre 2007 col lancio dalla piattaforma 17­ B della Air Force Station di Cape Canaveral, Florida, alle ore 7.34 locali (le 13.34 italiane) a bordo di un vettore Delta II­Heavy, il più potente della classe Delta II, caratterizzato da tre stadi e nove booster (razzi) a combustibile solido.

Il lancio

Il lancio

Dopo l’assist gravitazionale di Marte il 17 febbraio 2009, la sonda ha iniziato la lunga cavalcata interplanetaria che l’ha portata ad inserirsi in orbita attorno a Vesta nel luglio 2011. Dopo aver seguito per un anno Vesta, la sonda partirà per Cerere a luglio 2012 dove arriverà nel 2015. Attualmente Dawn si trova poco distante da Vesta, come si può vedere nel diagramma qui sotto:

diagQuesto altro diagramma invece fornisce un colpo d’occhio delle tappe passate e future della missione:

552784main_trajectory_new-fullLA NAVICELLA SPAZIALE

La struttura esterna è praticamente un cubo di materiale composito e alluminio con lato di 2,36 m (circa la lunghezza di una grossa motocicletta), se i pannelli solari sono piegati, come in fase di lancio; se invece i pannelli solari sono dispiegati, la sonda raggiunge la lunghezza di 19,7 m. Una delle caratteristiche più interessanti di Dawn è quella di essere costituita da
parecchie parti “riciclate” da altre missioni spaziali, al fine di mantenere i costi di sviluppo e progettazione contenuti, come accennato nell’introduzione: ciò significa che i componenti di Dawn sono nuovi, ma il loro progetto in realtà è stato già sviluppato per precedenti missioni spaziali, quando addirittura non si siano utilizzati direttamente i loro modelli di qualifica (Qualification Model, QM): un modello di qualifica è una copia perfettamente identica del satellite che poi svolgerà effettivamente la missione spaziale, o di parte di esso (elettronica, struttura, propulsori…). A differenza del satellite vero e proprio, il modello di qualifica serve soltanto per effettuare tutti i test a terra, come prove funzionali e ambientali e le prove di sollecitazione termica e meccanica. Il QM può sostituire il satellite vero e proprio dopo un opportuno ricondizionamento reso necessario dallo stress indotto dalle prove di qualifica. In questo modo, quando si tratta di scegliere gli apparati da installare a bordo di Dawn, si ha la certezza di trovare pezzi già ben collaudati e di cui si conoscono in modo approfondito pregi e difetti: è quello che nel gergo aerospaziale si definisce “avere componenti on the shelf, già pronti sullo scaffale”. Alcuni componenti e apparati “on the shelf” presenti su Dawn sono i seguenti:

  • Il sistema di comunicazione navicella­Terra (Telecom), ridondato due volte, opera nella banda X sia in trasmissione sia in ricezione. E’ basato sullo Small Deep Space Transponder, testato sulla missione Deep Space 1 e usato nella maggioranza delle missioni NASA oltre l’orbita lunare sin dai tempi del Mars Odissey. Il cuore di questo apparato è costituito da una coppia di Travelling Wave Tubes (abbreviato in TWT), o Tubi ad onda viaggiante da 100 W di potenza: si tratta di un dispositivo elettronico usato per generare onde radio o microonde di elevata potenza, ampliandone la frequenza. Del sistema di comunicazione fanno parte anche un’antenna fissa ad alto guadagno (High Gain Antenna, HGA) da 1,52 m di diametro e tre antenne a basso guadagno; ­
  • Sistema di controllo d’assetto già collaudato sui satelliti Orbview TOPEX/Poseidon per oceanografia e Far Ultraviolet Spectroscopic Explorer (FUSE) per astronomia nel lontano ultravioletto;
  • ­ Sistema di controllo dei propulsorii con due set di sei motori da 0,9 N già usati sul satellite indiano per telecomunicazioni Indostar; ­
  • Software di volo basato su quello dei satelliti per applicazioni commerciali Orbview;
  • Propulsori ionici, basati sul progetto di quelli testati sulla missione Deep Space 1.

Di seguito, sono raffigurate due viste di Dawn: la prima è una veduta globale della sonda in cui si notano i due grandi pannelli solari, che insieme coprono una lunghezza di quasi 20 m e sono in grado di produrre più di 10 kW di potenza elettrica alla distanza Terra­-Sole e più di 1 kW alla massima distanza, corrispondente a quella di Ceres:

d1Nella seconda illustrazione si vede più in dettaglio la disposizione di strumenti e apparati di Dawn con la relativa legenda degli acronimi usati:

d2CSS – Coarse Sun Sensors

FC – Framing Camera

GRaND – Gamma Ray and Neutron Detector

HGA – High Gain Antenna

IPS Thrusters – Ion Propulsion Thrusters

LGA – Low Gain Antenna

RCS Thrusters – Reaction Control System Thrusters

VIR – Visible and Infrared Mapping Spectrometer

Fonti: http://dawn.jpl.nasa.gov/

           http://www.nasa.gov/mission_pages/dawn/main/#.VAsrOSXSJ_o

Un interessante progetto di monitoraggio dell’inquinamento luminoso

A questi link trovate notizie di un interessante progetto per monitorare  l’ormai dilagante inquinamento luminoso: partirà nella notte tra il 21 ed il 22 aprile 2012, in occasione della giornata mondiale della Terra: chi vuole può partecipare scattando alcune foto del cielo notturno secondo le modalità indicate nei siti stessi, che poi confluiranno man mano in un vasto database che sarà d’aiuto per tracciare diverse mappe sull’inquinamento luminoso. Nel video viene spiegato in modo molto chiaro come procedere per la ripresa delle immagini e la determinazione della luminosità del cielo.

http://www.eanweb.com/2011/il-progetto-atra-noctis/

http://www.eanweb.com/2011/stimare-luminosita-cielo-notturno/

http://www.cristianfattinnanzi.it/