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Nuovo Orione e Le Stelle – Astronomianews

La Via Lattea dal Colle del Nivolet – 29 – 30 giugno 2019

La notte tra 29 e 30 giugno 2019, in occasione di un workshop di fotografia notturna tenuto dal fotografo Mirko Sotgiu, sono stata al Colle del Nivolet, al confine tra il territorio del comune di Ceresole Reale e la Valle d’Aosta. Finalmente! Non avevo mai visitato il Colle del Nivolet, e devo dire che è davvero un gran bel posto, mi riprometto di tornarci con il resto della strumentazione, e cioè il telescopio e tutto il necessario per trascorrere una nottata osservativo – astrofotografica sotto le stelle. Abbiamo avuto la fortuna di avere una serata ottima sotto diversi aspetti: temperatura piacevole, non troppo bassa, dell’ordine dei 12°C, quindi l’ideale per riprendersi dalla calura del giorno; assenza di vento e un cielo cristallino. Ci siamo appostati sulle rive di uno dei laghi del Colle, ma il mio occhio aveva già individuato un gruppetto gli astrofili poco più in là: “Mah, dopo il workshop, andrò a far due chiacchiere con quegli astrofili, chissà che non trovi qualcuno che conosco…” e in effetti è stato proprio così! Nell’oscurità chi trovo, a 2612 m di quota? Franco Bertucci! Questa volta però era alle prese con un grosso binocolo astronomico, ma già si era pentito di non aver portato il suo mitico Dobson da 60 cm di apertura, e naturalmente non ha mancato di mostrarmi qualche oggetto attraverso il telescopio, come M 11 l’ammasso aperto nello Scudo e la stella Granata, chiamata così a causa del suo caratteristico colore tendente a un rosso molto intenso.

Dal punto di vista astrofotografico, questo è quanto ho combinato sulla Via Lattea; ho fatto anche anche altre prove, ma quelle che mi soddisfano di più sono queste due (cliccare qui per vedere le altre foto):

Canon EOS 1300D + treppiede RPOptix T1
Ottica: Canon EF-S 18 – 55 mm usato a 30 mm, f/4,5
Esposizione: 30 s, 6400 ISO
Elaborazione: Pixinsight, GIMP

 

Canon EOS 1300D + treppiede RPOptix T1
Ottica: Samyang fish-eye 8 mm fisso, f/3,5
Esposizione: 30 s, 6400 ISO
Elaborazione: Pixinsight, GIMP

Questa immagine in realtà è l’integrazione di 4 immagini riprese con le impostazioni qui sopra

 

 

 

 

IC 5146 Cocoon Nebula – Nebulosa nel Cigno

La nebulosa Cocoon (“bozzolo”) è una nebulosa a emissione associata a un ammasso stellare aperto nel Cigno, e lontana circa 4000 anni luce dalla Terra. Si trova vicino alla stella Pi Cygni, all’ammasso aperto NGC 7209 nella Lucertola e al brillante ammasso aperto M 39. IC 5146 è di magnitudine 7,2 e ha un diametro apparente di 12′ (pari a poco meno di metà della Luna piena), che equivale grossomodo ad un diametro reale di 15 anni luce.

Come altre regioni di formazione stellare, la Cocoon Nebula è formata da una brillante nebulosa a emissione rossa, da nebulose a riflessione bluastre, e da nebulose oscure, le cui polveri assorbono la luce delle stelle più lontane. All’interno della Cocoon c’è un ammasso stellare di recente formazione. La massiccia stella centrale, formatasi circa 100000 anni fa, ora costituisce la fonte di energia principale della luce emessa e riflessa da questa nebulosa.

La nebulosa oscura Barnard 168, che circonda l’ammasso aperto e la nebulosa a emissione, forma una banda scura che si allunga verso occidente che ricorda un pò una lunga coda.

DATI TECNICI

Data: 28 – 29 giugno 2019
Luogo: Felizzano presso Astrobioparco

Telescopio: Tecnosky Newton 200 f/4 truss fibra carbonio
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Tecnosky 0,95X Bundle + filtro optolong L-Pro clip
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 28 x 300 s 800 ISO, 10 dark, 51 flat, 25 bias

Elaborazione: Pixinsight, GIMP

Alcuni esercizi accademici sul Velo del Cigno NGC 6960, NGC 6992, NGC 6979 – Resto di supernova nel Cigno

Tra 31 maggio e 9 giugno mi sono dedicata ad alcune riprese del Velo del Cigno, un resto di supernova osservabile in direzione della costellazione del Cigno, circa 5° a sud della stella Epsilon Cygni. Essendo ancora alle prime armi in questo genere di cose, ho voluto provare diversi strumenti per capire fin dove ci si poteva spingere con ognuno di essi, e quale era il loro campo inquadrato.

Il Velo del Cigno è un vasto complesso nebulare con un diametro apparente di 6 volte quello della Luna piena, distante circa 2600 anni luce, ed è ciò che rimane di una stella molto massiccia esplosa come supernova tra 5000 e 8000 anni fa; attualmente i suoi gas si stanno espandendo ad una velocità di circa 170 km/s.

Vista l’enorme ampiezza del Velo del Cigno, alle sue diverse parti sono stati assegnati diversi numeri del catalogo NGC: NGC 6960, NGC 6992, NGC 6979, NGC 6974. Quelli che ho fotografato sono i primi tre.

Il complesso del Velo venne scoperto da William Herschel nel 1784 con il riflettore da 18 pollici.

NGC 6960 è la parte occidentale del Velo, e così venne descritta sempre da Herschel:

“Estesa; passa attraverso 52 Cygni…circa 2 gradi di lunghezza” poi “Nebulosità ramificata…la parte seguente si divide in alcune correnti riunite ancora verso sud.” 

Questa parte è la più facile da osservare, perchè basta prendere come riferimento la stella 52 Cygni di magnitudine 5 (ancora visibile ad occhio nudo), puntare il telescopio su di essa e osservare nelle sue immediate vicinanze utilizzando un oculare che fornisca circa 35 ingrandimenti. NGC 6960 è già intuibile in un telescopio newtoniano da 20 cm, ma con un filtro OIII risulta molto più contrastata rispetto al fondo cielo.

DATI TECNICI

Data: 1 giugno 2019
Luogo: Felizzano, presso Astrobioparco

Telescopio: Skywatcher Newton 200 f/5
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 42 x 300 s 800 ISO, 25 dark, 41 flat, 25 bias

Elaborazione: Pixinsight

Questo risultato mi soddisfa, perchè è la prima fotografia ottenuta dopo aver fatto revisionare e collimare per bene il Newton, e finalmente vedo delle stelle quasi puntiformi e non palloniformi…

NGC 6979, nota anche come Triangolo di Pickering, è nella parte settentrionale centrale del Velo, ma è molto più debole, per cui non è alla portata di un newtoniano da 20 cm. Si trova a circa 1° NE di 52 Cygni, e ha una dimensione pari quasi a quella della Luna piena. In fotografia mostra una caratteristica forma triangolare, da cui il suo nome.

DATI TECNICI

Data: 31 maggio 2019
Luogo: Sciolze (TO)

Telescopio: Skywatcher rifrattore semi-apocromatico ED 80/600
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + filtro Optolong clip L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 50 x 300 s 800 ISO; 25 dark, 41 flat, 25 bias

Elaborazione: Pixinsight

Purtroppo, nonostante la deconvoluzione fatta con Pixinsight, che dovrebbe aiutare a rendere le stelle più puntiformi, l’aspetto delle stelle non è migliorato granchè.

NGC 6992 si trova nella parte orientale del Velo, e, anche se già intuibile in un Newton come la NGC 6960, non è affatto banale da puntare col telescopio, perchè manca una stella di riferimento bella luminosa nelle vicinanze. NGC 6992 si trova a 3,5° SE della stella Epsilon Cygni e 2,5° NE di 52 Cygni.

DATI TECNICI

Data: 9 giugno 2019
Luogo: Felizzano, presso Astrobioparco

Telescopio: Tecnosky Newton 200 f/4 truss carbonio
Montatura: Skywatcher NEQ6 Pro modificata Geoptik
Camera di ripresa: Canon EOS 1100D modificata full spectrum + correttore di coma Baader MPCC III + filtro Optolong L-Pro
Autoguida: Tecnosky Sharp Guide 50 V2 + QHY5-L II mono + PHD2 Guiding 2.6.4

Esposizioni: 25 x 300 s 800 ISO, 10 dark, 41 flat, 50 bias

Elaborazione: Pixinsight

Questa ultima immagine è nata dopo mille tribolazioni: del tipo che ci ho messo 2 ore per fare l’allineamento a tre stelle perchè il telescopio puntava più o meno verso di esse ma non esattamente, quindi ho iniziato a far foto attorno all’1 di notte, e si sa che le notti estive sono le più brevi dell’anno, quindi ogni minuto perso diminuisce ulteriormente le possibilità di tirar fuori il segnale in modo decente. In più il telescopio non era uno dei miei soliti, ma il Tecnosky Newton 200 f/4 truss in fibra di carbonio, quindi conoscenza pregressa nulla dello strumento, che tra l’altro era un prototipo, per cui sicuramente in futuro verranno apportate migliorie, non che adesso vada male, per carità! Anzi, è un ottimo strumento. Ah, ho anche parzialmente sbagliato l’inquadratura! Però, essendo questo telescopio un Newton f/4 anzichè un f/5, è più luminoso del mio, quindi a parità di diametro raccoglie un pò più luce, quindi anche solo con poco più di due ore di integrazione si ottengono risultati soddisfacenti.

Tecnosky Newton 200 f/4 truss fibra di carbonio