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Nuovo Orione e Le Stelle – Astronomianews

Gita all’Osservatorio Astronomico di Ca’ del Monte, 9 marzo 2019

Sabato 9 marzo, approfittando di un weekend completamente libero da impegni lavorativi, ho deciso di visitare l’Osservatorio Astronomico e Planetario di Ca’ del Monte, situato nell’Olprepò Pavese, in località Ca’ del Monte, Cecima, in provincia di Pavia. Ero già stata una volta qualche anno fa, ma ieri ho deciso che era il momento giusto per ritornarci, anche perchè lì ci lavora Matteo, un mio caro amico. Sono arrivata in zona alle 16.30, e visto che era una bellissima giornata ne ho approfittato per fare una lunga passeggiata in mezzo ai boschi tipici di questa zona, spingendomi fino a Guardamonte, dove c’è un centro didattico naturalistico. Lì vicino c’è anche una parete di roccia per chi fa arrampicata, e dalla cima ho potuto godere di un bellissimo panorama: [cliccare sulla foto per accedere all’album]

Al tramonto del Sole, ho scattato un bel pò di fotografie del tramonto e della Luna, ieri sera una sottile falcetta crescente: essendoci un fortissimo vento, del tipo che quasi si volava via, ho dovuto faticare non poco per evitare foto mosse. Da brava astrofila non ho potuto resistere alla tentazione di scattare qualche foto del tramonto, ma volevo inquadrare anche la Luna: pensa che ti pensa, per ottenere questa inquadratura ho dovuto arrampicarmi sulla riva appena dietro l’osservatorio: lì, in equilibrio piuttosto precario, sono riuscita nel mio intento. Ed ecco quello che sono riuscita a fare.

Canon EOS 1300D, esposizione 1/40 s, 100 ISO, focale 18 mm, f/4,5. Notare la Luna sopra la pianta.

La sera ho cenato presso l’ottimo Agriturismo di Ca’ del Monte e in tale occasione ho chiacchierato con una coppia di milanesi neofiti dell’astronomia, che mi avevano scambiato per una persona dello staff dell’osservatorio! Specificato che no, non facevo parte del personale dell’osservatorio, mi hanno poi chiesto tantissime cose di astronomia. Dopo cena sono andata all’osservatorio, che è a 5 minuti a piedi dall’agriturismo; l’attività iniziava per le 21, ma io alle 20.30 ero già davanti ai cancelli dell’osservatorio. Sbirciando nell’oscurità, mi sono subito balzate agli occhi le sagome inconfondibili di due grandi telescopi: sicuramente due bei Dobson!!! Nello specifico si trattava di due Dobson da 35 cm di apertura della Orion, uno dei quali soprannominato “Nerone” per il suo colore. Già mi pregustavo l’osservazione del cielo che sarebbe avvenuta più tardi… certo, ormai sono un’astrofotografa, ma non sono insensibile al fascino dell’osservazione visuale attraverso un grande Dobson… dopo una breve chiacchierata sulle ultime novità dell’esplorazione spaziale tenuta dalla simpatica Cristiana, collega di Matteo, dentro il planetario, siamo passati all’osservazione attraverso i telescopi: ci siamo divisi in due gruppi, uno per telescopio, ed ecco il bottino celeste finito nel telescopio:

M 42 Grande Nebulosa di Orione: una autentica meraviglia! Ben visibili diversi dettagli della nebulosa, e anche le quattro stelle del Trapezio facevano bella mostra di sè. Alcuni astrofili visualisti sostengono di scorgere delle sfumature di colore arancione – rosa dentro M 42, ma io non ci sono mai riuscita, per me la nebulosa di Orione è grigio – verdastra.

M 51 e NGC 5195 galassie nei Cani da Caccia. Si vedeva bene, in visione distolta, la struttura a spirale e alcune bande scure dentro i bracci di M 51.

M 3 ammasso globulare nei Cani da Caccia

M 82 galassia nell’Orsa Maggiore, vista di taglio; una banda scura la attraversava più o meno a metà.

Peccato solo il forte vento che creava turbolenza e faceva oscillare leggermente il telescopio, il suo effetto positivo però è stato quello di ripulire quasi completamente il cielo da foschie e velature.

Dopo, mentre le altre persone seguivano la parte delle costellazioni con Matteo, io e Cristiana, essendo astrofile esperte, ci siamo dedicate a esperimenti di osservazione estrema, sempre attraverso il Dobson da 35 cm:

M 42 attraverso un filtro OIII il colore abituale della nebulosa era sostituito da una sfumatura più tendente al verde, ma la cosa più divertente in assoluto è stata vedere le stelle del Trapezio con un colore decisamente virato verso un bel verde smeraldo! Davvero insolito.

NGC 4038 e NGC 4039 galassie Antenne nel Corvo. Si tratta di due galassie interagenti a 45 milioni di anni luce dalla Terra, a causa di questa gigantesca distanza non mostrano dettagli al telescopio, ma si vedono come due macchie di luce un pò più chiare del fondo cielo.

NGC 2359 nebulosa Elmo di Thor nel Cane Maggiore attraverso il filtro OIII: ben visibile con la visione distolta come una macchia di colore turchese scuro, tendente al blu. Si vedevano bene le due corna dell’elmo. Qui una mia fotografia di questa nebulosa.

A ricordo di questa bellissima serata ecco una foto mia e di Nerone: datemi un telescopio (possibilmente un Dobson di grande diametro) e mi farete felice!

Come creare time lapse e startrails in Linux

Al giorno d’oggi, molti dei più comuni software per l’acquisizione e l’elaborazione delle immagini astronomiche girano soprattutto sotto il sistema operativo Windows, e chi opta per l’alternativa Linux spesso si trova in difficoltà perchè non riesce a reperire la rispettiva controparte di questi software. In realtà, cercando bene, anche sotto Linux esistono software altrettanto validi, e in questo articolo proporrò alcuni spunti per la creazione di time lapse e startrails in Linux. Attenzione che le seguenti procedure sono state testate per Ubuntu 18.04 LTS e Lubuntu 18.04.1 (Lubuntu è una derivata di Ubuntu con una grafica più leggera), quindi se sulla vostra macchina c’è una distro diversa potrebbero esserci delle differenze.

Innanzitutto, occorre avere un minimo di familiarità con il terminale, la console attraverso cui si possono impartire istruzioni al sistema operativo tramite riga di comando, e a cui si può accedere premendo la combinazione di tasti Ctrl+Alt+T, perchè lo useremo spesso:

1_Terminale

Time lapse

Partiamo dalla creazione di un time lapse: una sequenza di immagini in movimento. Per far questo, se già non l’avete installato, vi occorre FFmpeg, un insieme di librerie per l’elaborazione di file video e audio: digitate a terminale questi comandi, uno alla volta, premendo invio dopo ognuno, e seguendo le eventuali istruzioni a schermo:

sudo add-apt-repository ppa:jonathonf/ffmpeg-4
sudo apt-get update
sudo apt-get install ffmpeg

Sempre da terminale, andate ora nella cartella in cui avete salvato i file jpg da montare insieme per realizzare il time lapse:

cd /home/nomeutente/Immagini/startrail 

Ovviamente, al posto di nomeutente, qui ci sarà il vostro nome o quello che avete assegnato alla vostra macchina. Digitate il comando seguente per montare il time lapse:

cat *.jpg | ffmpeg -f image2pipe -vcodec mjpeg -r 25 -i - -s 1920x1280 -b 11000k -qscale 1 timelap.mp4

Delle varie opzioni di questo comando, quelle che ci interessano di più sono queste:

cat *.jpg significa che FFmpeg considererà i file con estensione .jpg, se avete file in altri formati sostituite .jpg con un’altra estensione

-r 25 numero di frame al secondo: più è alto, più le immagini del vostro time lapse scorreranno velocemente, più sarà fluida la transizione da un’immagine all’altra. Io di solito uso 20 o 25.

1920×1280 risoluzione video, che potete cambiare a seconda delle necessità

timelap.mp4 è il nome del vostro time lapse, che potete scegliere voi. Non modificate le altre opzioni.

E questo è il risultato!

Startrails

E se invece volete realizzare uno star trail? Basta riutilizzare le stesse immagini jpg di prima, ma stavolta ci occorrerà un software diverso: Starstax. È importante notare che l’ultimo rilascio Linux del software è compatibile con Ubuntu 13.04, e che non funziona più con le versioni successive di Ubuntu: per aggirare questo problema occorre installare Q4Wine, uno strumento per far girare le applicazioni Windows sotto Linux:

sudo apt-get install q4wine

e seguite le istruzioni a schermo. Adesso scaricate la versione per Windows di Starstax: è una cartella compressa (.zip) che verrà salvata di default nella cartella “Scaricati” del vostro computer, a meno che non decidiate diversamente. Fate clic destro col mouse sull’icona del file per estrarne il contenuto, e scegliete “Estrai qui”. Aprite Q4Wine lanciandolo da terminale oppure cercandolo nel pannello app, dovrebbe aprirsi una finestra di questo genere:

4

Cliccate su Prossimo lasciando le impostazioni di default finchè non vi troverete su una schermata in cui compare la voce bin: alla voce bin cliccate sull’icona a forma di cartella  in alto a destra, e andate nella cartella estratta prima, che dovrebbe chiamarsi StarStaX-0.71_win64; aprire con doppio clic la cartella StarStaX-0.71, e di nuovo doppio clic sul file StarStaX.exe:

8Cliccare su Prossimo, e nella finestra successiva lasciare le impostazioni di default:

9

Cliccare di nuovo su Prossimo, e anche qui lasciare le impostazioni default:

10Cliccate su prossimo, infine su Finito.

Si aprirà una nuova finestra intestata Q4 wine: interfaccia Qt per wine v1.3.6. Cliccare sulla voce File in alto a sinistra e poi su esegui:

Nella tenda “Generale”, alla voce programma, selezionare attraverso l’icona a forma di cartella a destra il file eseguibile StarStaX.exe già usato prima, mentre alla voce “Dimensione” impostare 800×600 o altra coppia di parametri e cliccare su Ok:

A questo punto dovrebbe aprirsi la schermata iniziale di Starstax:

Cliccare sull’cona in alto a sinistra o su File per aggiungere nuove immagini o trascinare le immagini direttamente nell’apposito quadrato a schermo. Impostare la modalità di miscelazione su riempimento (gap filling):

Spuntare l’opzione Salva dopo ogni passaggio: in questo modo ci salviamo, al primo passaggio,  la somma delle prime due immagini; al secondo passaggio la somma delle prime tre etc. In pratica, ad ogni passaggio, avremo un’immagine con le tracce stellari sempre più lunghe rispetto alla precedente; io consiglio sempre di salvare tutte le immagini cumulative intermedie perchè se non si è soddisfatti del risultato, e cioè si ottengono tracce stellari troppo lunghe, almeno si possono recuperare le immagini precedenti senza dover rifare tutto il processo. Impostare la Cartella di destinazione (di solito la chiamo con molta fantasia startrail, ma potete scegliere il vostro nome preferito). Lasciare così come sono le altre impostazioni, e cliccare sull’icona Inizia il processo (la quarta in alto a sinistra):

Dopo circa 20 minuti (ma questo tempo dipende dalle performance della vostra macchina, può essere maggiore o minore) avrete il vostro startrail!

A questo punto potete chiudere Starstax e Q4Wine.

Strartrails animati

Le immagini cumulative salvate al passaggio precedente vi possono servire anche per creare uno startrail animato, in cui si vedono le tracce stellari in movimento. Per far questo basta andare da terminale nella cartella in cui avete salvato le immagini cumulative e poi riapplicare il comando già usato prima per montare le vostre immagini in un video, ed ecco il vostro startrail animato!

cd /home/nomeutente/Immagini/startrail

cat *.jpg | ffmpeg -f image2pipe -vcodec mjpeg -r 25 -i – -s 1920×1280 -b 11000k -qscale 1 timelap.mp4

Ed ecco un altro esempio:

24 – 25 novembre 2018: un weekend emiliano all’insegna della (g)astronomia

Già da alcuni mesi pianificavo di visitare la Fiera dell’astronomia di Bologna del 24 e 25 novembre 2018, perchè, incredibile ma vero, quel weekend era completamente sgombro da impegni lavorativi! L’idea originaria era di andarci con gli amici astrofili dei Celestia Taurinorum, una nuova associazione torinese di astrofili di cui faccio parte: dovevamo fermarci per entrambi i giorni, poi per ragioni varie si poteva solo un giorno, infine la gita sociale è saltata. E allora mi son detta: quale migliore occasione per visitare anche il planetario di Ravenna? Questo planetario è gestito dagli amici dell’Associazione Ravennate Astrofili Rheyta (ARAR), che conobbi nel 2007 a Saint-Barthelemy, Valle d’Aosta, durante lo star party del 2007, il mio primo star party valdostano: e già allora mi chiesero “Ma quando vieni a visitare il nostro planetario” morale della favola, in tutto questo tempo non sono mai riuscita ad andarci, per un impegno o l’altro… e quindi ho colto la palla al balzo: visitiamo il Planetario di Ravenna il 24, e la Fiera il 25!

Sabato 24 ho trovato l’amico Paolo Morini e sua moglie ad accogliermi ala stazione di Ravenna, e, dopo un veloce spuntino a base di piadina romagnola, abbiamo fatto una breve passeggiata per Ravenna, passando vicino alla tomba di Dante Alighieri e al convento di San Francesco. Durante questa passeggiata, ad un certo punto siamo passati accanto ad una vetrina di una fondazione bancaria che ogni tanto ospita delle piccole esposizioni temporanee. E quella di stavolta ha subito attirato la nostra attenzione: una intera vetrina piena di cimeli delle missioni lunari Apollo organizzata dall’ARAR! Presenti, tra le altre cose, un modello in scala 1:100 del razzo Saturno V, francobolli commemorativi, un modellino del LEM e una bellissima mappa lunare. Già, perchè il prossimo anno cade il 50-esimo anniversario della missione Apollo 11…

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La vetrina dei cimeli lunari [cliccare sull’immagine per vedere le altre foto]

Da bravi astrofili, io e Paolo non abbiamo saputo resistere alla tentazione di scattarci diversi selfie davanti alla vetrina…

Alle 16.30 siamo andati al planetario per assistere ad una attività per bambini intitolata “I mestieri del cielo: l’astronauta” tenuta da Amalia Persico, una simpatica divulgatrice scientifica nonchè assidua frequentatrice del planetario. Durante la prima parte dell’attività ho finalmente potuto ammirare il cielo del planetario ravennate: la cupola ha un diametro di 8 m e sotto di essa possono accomodarsi 56 persone. A differenza di altri planetari, il planetario di Ravenna monta un proiettore ancora del tipo meccanico (modello ZKP 2 della Zeiss) simile a quello del planetario di Milano, che gli conferisce un certo fascino un pò retrò. Ho potuto constatare come le stelle proiettate sulla cupola siano perfettamente puntiformi e ben definite, cosa che non avviene se il proiettore è digitale.

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Il proiettore del planetario di Ravenna. In primo piano la console di gestione.

La sera abbiamo cenato al ristorante “Tre di Briscola”, a mezzoretta di macchina da Ravenna: questo ristorante propone cucina tipica romagnola, e in effetti abbiamo mangiato proprio bene: segnalo i cappelletti al ragù e in brodo, le tagliatelle al ragù e lo squacquerone, un formaggio tipico simile allo stracchino, da mangiare con i fichi caramellati e dei quadrati di pasta salata e fritta che esteriormente ricordano un pò le bugie di Carnevale. Eh, lo dico sempre che astronomia e gastronomia vanno a braccetto… e questa è l’ennesima dimostrazione.

La mattina dopo Paolo Alfieri, un altro mio amico astrofilo di Ravenna, è passato a prendermi al B&B “Al battistero” dove ho pernottato, abbiamo poi recuperato l’altro Paolo e siamo partiti per Bologna per visitare la Fiera dell’Astronomia: alle 9.30 eravamo già lì assieme a parecchia altra gente, fortuna che avevamo preso i biglietti online il giorno prima e quindi abbiamo evitato la coda, oltre ad avere un piccolo sconto di 2 euro sul costo del biglietto di ingresso.

La Fiera dell’Astronomia era abbinata a quella dell’Elettronica, e al mercatino dell’usato fotografico, e purtroppo è stata poco presente sotto l’aspetto rivenditori di strumentazione astronomica: unici presenti Geoptik e Reginato. Presenti anche gli stand di Coelum e Nuovo Orione e le Stelle e come associazioni astrofili le seguenti:

ADAA Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica (Organizzatore)

AAB – Ass.ne Astrofili Bolognesi

AAAV – Ass. Astrofili Alta Valdera

N.A.S.A. Astrofili Senigallia

PLANit Associazione Planetari Italiani

Starlight

U.A.I. Unione Astrofili Italiani

S.O.F.O.S.

CRAB NEBULA

Nonostante la pecca della ridotta presenza di rivenditori di strumentazione astronomica, ho partecipato comunque volentieri a questa fiera perchè è stata una magnifica occasione per ritrovare amici di vecchia data e chiacchierare con persone nuove. Nel primo caso, per esempio, ho scoperto che un mio amico di Savona, Ugo, è stato professore di fisica in prima superiore di un altro mio amico astrofilo, Jason, affezionato frequentatore dell’Astrobioparco di Felizzano. Ho poi ritrovato Elena e Gianmarco dell’Associazione Astrofili Bolognese, incontrati al congresso UAI di Castiglione dei Pepoli del 2014, e Simonetta Ercoli del planetario gonfiabile Starlight. E ad un certo punto ho incontrato addirittura un amico astrofilo dei Celestia, Giampiero! Riguardo le nuove conoscenze, ho potuto chiacchierare con Piergiorgio della NASA Senigallia: appassionato osservatore visuale del cielo, è specializzato nel disegno dei dettagli lunari, e mi ha mostrato alcuni suoi bellissimi disegni.

Tra le altre curiosità, c’era anche una capsula COSMOS-2104, una capsula sovietica degli anni ’70 che aveva lo scopo di fotografare la superficie terrestre nelle bande del visibile e dell’infrarosso e di riportare a terra queste fotografie.

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La capsula COSMOS-2104

In conclusione, sono contenta di aver partecipato alla fiera, che verrà ripetuta il prossimo anno, e, secondo alcune indiscrezioni, ci saranno più rivenditori di materiale astronomico. Sarà vero? In tal caso, io faccio che prenotarmi per il prossimo anno…

NASA, a human adventure: un’incursione nella storia dell’esplorazione spaziale umana

[Cliccare sull’immagine sottostante per accedere alla galleria fotografica della mostra]

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Sabato 13 gennaio 2018 sono stata a Milano con alcuni amici per visitare la mostra “NASA, a human adventure”  che ripercorre la storia dell’ente spaziale statunitense attraverso l’esposizione di diversi modelli e riproduzioni in scala di molti dei razzi che hanno fatto la storia dell’esplorazione spaziale umana.

Dopo un breve video celebrativo della NASA con molte immagini di lanci di razzi, abbiamo attraversato una fedele riproduzione del ponte di accesso al Saturn V della mitica rampa di lancio LC – 39A, da cui sono partite tutte le missioni lunari del programma Apollo. Che emozione ricalcare i passi degli astronauti lunari! Alla fine del ponte ci siamo ritrovati in un ambiente circolare in perfetto stile steampunk dedicato ai primi sognatori dello spazio, da Ray Bradbury, l’autore di Cronache Marziane a Robert McCall, un artista di space art, passando per alcuni spezzoni video del film di Georges Melies Viaggio nella Luna: già a cavallo tra ‘800 e ‘900 si  provava ad immaginare come sarebbe stato viaggiare nello spazio. Fa un certo effetto pensare che molto di quello raccontato nei loro romanzi o film è poi accaduto per davvero…

Entriamo poi nel grande capannone dove sono custoditi i modelli dei razzi: il nostro sguardo è subito catturato dalla riproduzione in scala 1:10 del Saturn V, e devo dire che già così fa una certa impressione, chissà quello vero! Con Luisa stimiamo ad occhio che il diametro del vero Saturn V potrebbe essere uguale all’altezza del capannone che ospita la mostra. 

Ma non bisogna lasciarsi distrarre dalla magnificenza del Saturno V perchè sono presenti molti altri oggetti interessanti, come una serie di gadget per i bambini a tema missioni Apollo: spettacolari il pigiama, su cui sono riprodotti tanti disegnini delle navicelle Apollo, e il flipper spaziale.

Sopra le nostre teste fa bella mostra di sè una riproduzione dello Sputnik 1 in scala 1:1, il primo satellite mai lanciato nello spazio.

Ma uno dei pezzi forti della mostra è la riproduzione a grandezza naturale della sezione anteriore dello Space Shuttle Atlantis! Attraverso degli oblò è possibile curiosare all’interno del ponte inferiore dell’astronave, mentre attraverso una scala di metallo si può accedere al ponte superiore dove si trova la cabina di pilotaggio. Naturalmente non abbiamo resistito alla tentazione di scattarci parecchie foto, ci sentivamo proprio come dei bambini nel paese dei balocchi! 

Da provare anche il G-Force Astronaut Trainer, un simulatore dell’accelerazione a 9 g (cioè 9 volte la forza di gravità) a cui sono sottoposti gli astronauti durante il lancio; per evitare nausee e svenimenti però gli organizzatori della mostra hanno preferito attestarsi sui 2 g, del resto (purtroppo) non siamo astronauti… 

In conlusione: se siete appassionati di spazio e astronomia, vi consiglio vivamente di fare un salto a Milano per visitare questa mostra, c’è tempo fino al 4 marzo. Ne vale veramente la pena.

Gita all’osservatorio di Cà del Monte, Cecima (PV), 2-3 aprile 2016

Sabato 2 e domenica 3 aprile assieme a diversi amici astrofili mi sono concessa un weekend all’insegna della cultura e dell’astronomia: abbiamo infatti deciso di visitare la città di Pavia, dove alcuni di noi non erano mai stati, la Certosa di Pavia e naturalmente l’Osservatorio Astronomico di Cà del Monte (Lat. 44°48’51.6” N – Long. 9°4’43.8” E), Cecima (PV), situato a 670 m s.l.m.

Il nostro itinerario è iniziato il 2 aprile mattina nella città di Pavia, dove abbiamo visitato le chiese del Duomo e di San Michele Maggiore, per poi fare una piacevole passeggiata per la città alla scoperta del Ponte Coperto e di altri scorci caratteristici. Volgendo lo sguardo verso il lato opposto della piazza in cui si trova la chiesa di San Michele Maggiore, ai nostri sguardi curiosi non è sfuggito l’orologio solare dipinto sulla parete di un palazzo: si tratta di una meridiana a ore astronomiche (le ore del nostro orologio), sui cui compaiono le ore solari in alto mentre quelle estive sono indicate in basso, come si può vedere dall’immagine in basso.

Meridiana_davanti_chiesa_S.Michele (copia)

L’orologio solare di piazza San Michele

Il nostro giro è poi proseguito nel pomeriggio con la visita della Certosa di Pavia, complesso monastico edificato alla fine del XIV secolo per volere di Gian Galeazzo Visconti, signore di Milano. Inizialmente abitato dai monaci certosini, in seguito ad essi subentrò una comunità di monaci cistercensi, che attualmente si occupano della manutenzione della Certosa e delle visite guidate per il pubblico. Un monaco cistercense ci ha accompagnato in giro per la Certosa, mostrandoci le sue numerose meraviglie, per esempio gli affreschi all’interno della chiesa in stile gotico rinascimentale, e una magnifica pala d’altare in avorio finemente intarsiata, rappresentate nelle immagini sottostanti.

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La Certosa di Pavia

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Gian Galeazzo dona alla Madonna la Certosa – Bergognone [Credit immagine: Wikipedia]

 

Brogi,_Giacomo_(1822-1881)_-_n._4638_-_Certosa_di_Pavia_-_Trittico_eseguito_in_denti_d'ippopotamo_da_Berd._degli_Ubbriachi

Baldassarre degli Embriachi, Trittico in avorio (1409) [Credit immagine: Wikipedia]

Già che c’eravamo, ne abbiamo approfittato per visitare anche il Museo della Certosa, un piccolo museo ricchissimo di calchi in gesso e disegni di diversi fregi che ornano la Certosa. E’ presente anche una piccola pinacoteca al piano superiore del Museo.

Terminata la visita della Certosa, finalmente siamo saliti in macchina per dirigerci verso la destinazione finale del nostro giro: l’Osservatorio Astronomico di Cà del Monte!

Dopo un’oretta e mezza circa di macchina siamo giunti all’agriturismo Cà del Monte, dove il personale gentilissimo ci ha accolti e fatto sistemare nelle stanze. Dopo esserci riposati un momento, immancabile è sopraggiunto il primo attesissimo appuntamento: la cena all’agriturismo! Se è la prima volta che capitate sul mio blog, sappiate e ricordatevi che la gastronomia e l’astronomia vanno di pari passo. Sempre e comunque, specie se siete astrofili senza più alcuna speranza di guarire dal virus dell’astronomia.

Dopo la cena ci siamo incamminati verso l’osservatorio che abbiamo raggiunto in cinque minuti. L’osservatorio e l’agriturismo sono totalmente immersi nella natura delle campagne pavesi, un luogo davvero spettacolare, peccato solo che il cielo coperto ci abbia accompagnato per entrambi i giorni, tranne per circa un’oretta proprio la sera del sabato, durante cui abbiamo avuto il piacre di osservare un Giove stupendo come da tempo non lo vedevamo: il seeing era molto stabile, per cui siamo riusciti ad osservare benissimo la Grande Macchia Rossa, le zone polari e le bande temperate che caratterizzano l’atmosfera del gigante gassoso! Roba da non credere, cose che neanche voi umani potete immaginare. Lo strumento attraverso cui abbiamo osservato Giove era un Dobson da 35 cm di diametro. Purtroppo il cielo si è poi coperto, e non ci è stato possibile osservare altro. Ma nessun problema, perchè il piano B per ovviare all’inconveniente è stata una conferenza di Cristiana, una simpatica ragazza che lavora all’osservatorio, che ci ha parlato della visibilità dei principali corpi celesti per il mese di aprile, e di eventi astronomici avvenuti in passato sempre nel mese di aprile.

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L’Osservatorio di Cà del Monte

Dopo la conferenza, io e gli amici astrofili ci siamo intrattenuti a parlare con Matteo e Fabrizio, due nostri cari amici che lavorano all’osservatorio; tra una chiacchiera e l’altra abbiamo tirato tardi, e alla fine siamo andati a dormire che erano quasi le 2 di notte…stanchissimi ma soddisfatti.

Il giorno dopo alcuni di noi hanno deciso di recarsi a Varzi per dedicarsi allo studio ravvicinato di vari tipi di salumi, mentre Martino e io abbiamo optato per una passeggiata nei boschi, nella speranza di farci venire un pò di fame per poter affrontare l’impegnativo pranzo della domenica all’agriturismo. Prima del pranzo però ci attende una piacevole sorpresa: il prato davanti all’agriturismo si riempie dei colori delle vele da parapendio: un trio di coraggiosi parapendisti decolla davanti ai nostri occhi! O meglio, solo due riescono a decollare, il terzo evidentemente si sente troppo sotto pressione: in effetti ci siamo appostati nelle immediate vicinanze dell’improvvisato campo volo con tanto di macchine fotografiche, una cosa da far impallidire anche i paparazzi più incalliti…

Cà del Monte_parapendio_9.JPG

Notate la vela di questo parapendista qui sotto: in basso porta il nome WASP, che è l’acronimo di un progetto di ricerca di pianeti extrasolari. A questo punto sorge lecito il dubbio: il nostro amico sarà un astrofilo? Purtroppo non lo sapremo mai, perchè questo signore poi se ne è andato via alla ricerca di un altro luogo adatto a decollare, mentre noi siamo stati richiamati all’ordine dai doveri gastronomici…

Cà del Monte_parapendio_18.JPG

Dopo pranzo siamo andati di nuovo all’osservatorio per l’osservazione del Sole, che ovviamente non abbiamo visto per lo stesso motivo della sera precedente, ovvero il cielo coperto…accidenti!

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Rifrattore Tecnosky 102 mm

Osservatorio_PST

PST

A causa dell’impossibilità di osservare il Sole attraverso i telescopi, ci è stata proposta una conferenza sotitutiva sulla nostra stella, accompagnata da spettacolari immagini e video sul Sole ottenuti dalle sonde spaziali tipo SOHO e SDO. A seguire altre lunghe chiacchierate tra noi astrofili hanno concluso questo weekend piuttosto intenso dedicato alla (g)astronomia e alla cultura. E stavolta sì, abbiamo proprio dovuto andare via…

Progetto LUMEN – Video sull’inquinamento luminoso

Che cosa è l’inquinamento luminoso? Quali sono le sue conseguenze? Quale è il suo impatto  per la ricerca astronomica e il risparmio energetico? Il video qui di seguito, intitolato LUMEN, è realizzato da giovani studenti della fondazione ITS per l’ICT del Piemonte di Torino. Il problema dell’inquinamento luminoso è affrontato in maniera molto chiara grazie ad un narratore d’eccezione: il dott. Walter Ferreri, astronomo all’Osservatorio Astrofisico di Torino. Buona visione!

 

Vola tra le stelle con una decorazione spaziale

In questo articolo riporto volentieri la parte iniziale dell’articolo segnalatomi da Francesco Esposito, che gentilmente mi ha concesso di condividerlo su questo blog, e che ringrazio molto: in esso vengono proposte alcune idee astronomiche per arredare la propria casa: che ne dite ad esempio del tappeto con una nebulosa oppure degli asciugamani con le raffigurazioni stilizzate delle costellazioni? E per i più piccoli addirittura le lenzuola a forma di astronauta? Non possono mancare nella casa di un vero appassionato di astronomia!


Da piccolo ti appassionavano le stelle, i pianeti o la luna? Io sono stato sempre affascinato da tutto quello che era relazionato con lo spazio; mi sembra così magico e misterioso e ci sono tante domande senza risposta… e oggi vi parlerò proprio di questo. Negli scorsi giorni si è celebrata la Settimana Mondiale dello Spazio, in cui le galassie e i pianeti diventano protagonisti. Se anche a voi piace il mondo dello spazio tanto quanto piace a me, vi stupiranno le idee che ho trovato per avvicinare un po’ di più la vostra casa alle stelle. Piumoni da astronauta, lampade con stelle o tappeti con i pianeti saranno i tuoi alleati in questo viaggio intergalattico […].

Per vedere le foto e leggere il resto dell’articolo andate su http://www.habitissimo.it/idee/vola-tra-le-stelle-con-una-decorazione-spaziale

Buona lettura!

Facciamo luce sul fotone!

In occasione dell’Anno Internazionale della Luce, il personale dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte a Napoli ha preparato un breve cartone animato divulgativo sui fotoni, le particelle (ma talvolta possono comportarsi anche come onde) che trasportano la radiazione elettromagnetica, tra cui anche quella proveniente dalle stelle, grazie a cui possiamo ottenere parecchie informazioni sulla natura di quei puntini luminosi che volentieri ammiriamo in cielo durante le notti serene. Segnalo questo video per la sua estrema chiarezza e semplicità espositiva, siete tutti invitati a guardarlo.

Maggiori informazioni sull’Anno Internazionale della Luce e sulle iniziative ad esso collegate sono disponibili qui: http://iyl2015.inaf.it/